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Claims Made

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una clausola nei contratti di assicurazione che stabilisce che la copertura è valida solo per le richieste di risarcimento presentate e denunciate all'assicuratore durante il periodo di validità della polizza, a prescindere da quando sia avvenuto l'errore che ha causato il danno.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità degli amministratori: il capitale azzera il danno
Una società in liquidazione ha promosso un'azione di responsabilità degli amministratori e dei sindaci per aver proseguito l'attività d'impresa nonostante la perdita del capitale sociale. I convenuti hanno chiamato in causa la compagnia assicurativa per essere manlevati. La Corte d'Appello ha ridotto il risarcimento e dichiarato valida la clausola claims made della polizza, escludendo l'indennizzo. La Cassazione ha rigettato il ricorso principale del sindaco sulla validità della clausola, ma ha accolto il ricorso incidentale degli amministratori. La Corte ha stabilito che la successiva ricostituzione del capitale sociale da parte dell'assemblea opera come condizione risolutiva dello scioglimento con effetto retroattivo. Di conseguenza, viene meno la responsabilità degli amministratori per la prosecuzione della gestione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Revocazione sentenza civile: i limiti del dolo
La Corte di Appello ha respinto un'istanza di revocazione sentenza civile proposta da un medico contro la propria assicurazione. Il ricorrente invocava il dolo processuale e la scoperta di documenti decisivi riguardanti la copertura assicurativa. Il tribunale ha stabilito che il semplice silenzio non costituisce dolo e che i documenti erano reperibili con l'ordinaria diligenza.
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Responsabilità sanitaria: nesso causale e infezioni
Un paziente ha citato in giudizio un medico e una clinica per un'infezione contratta dopo un'artrocentesi, che avrebbe poi portato alla necessità di una protesi. Il Tribunale ha accertato la responsabilità sanitaria per l'infezione a causa della mancata prova di adeguate misure di asepsi, ma ha negato il risarcimento per la protesi, ritenuta inevitabile per una grave patologia preesistente. È stata inoltre dichiarata nulla la clausola assicurativa claims made.
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Estensione polizza: negata copertura all’ente dante causa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'Azienda Sanitaria che chiedeva di essere tenuta indenne da una Compagnia Assicurativa per un sinistro causato da un ente soppresso a cui era succeduta. La decisione si fonda sulla stretta interpretazione del contratto: l'estensione polizza assicurativa non era stata esplicitamente pattuita e non può essere desunta automaticamente dalla successione legale tra enti, confermando che la copertura vale solo per i soggetti e i rischi specificati nel contratto.
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Reticenza assicurato: quando la polizza non copre
Un avvocato, condannato per un errore professionale, si vede negare la copertura dalla propria assicurazione. La Cassazione conferma la decisione, evidenziando come la reticenza dell'assicurato su circostanze note che potevano dar luogo a una richiesta di risarcimento, al momento della stipula della polizza, renda inoperante la garanzia. Il ricorso del professionista è stato dichiarato inammissibile.
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Danno da errata diagnosi: la decisione della Corte
Una paziente, a seguito di un'errata diagnosi di sclerosi multipla, veniva sottoposta per cinque anni a una terapia non necessaria, subendo significativi effetti collaterali. In primo grado le veniva riconosciuto un risarcimento sia per il danno biologico temporaneo che per quello psicologico permanente (depressione). La Corte d'Appello, sulla base di una nuova perizia, ha riformato la decisione. Pur confermando il risarcimento per il danno temporaneo dovuto agli effetti del farmaco, ha escluso il danno psicologico permanente, non ravvisando un nesso di causalità diretto tra la terapia errata e un disturbo depressivo maggiore. La sentenza sottolinea l'importanza di una prova rigorosa del collegamento causale nel danno da errata diagnosi.
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Responsabilità professionale avvocato: il caso
Un'azienda sanitaria ha citato in giudizio il proprio legale per responsabilità professionale avvocato, a causa del mancato appello contro una sentenza che negava la copertura assicurativa basata su una clausola 'claims made'. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la negligenza del legale non era la causa del danno, poiché un eventuale appello avrebbe avuto scarse probabilità di successo. Di conseguenza, è stata esclusa la responsabilità professionale avvocato. È stato parzialmente accolto il ricorso incidentale del legale per il riconoscimento degli interessi sul suo compenso.
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Responsabilità curatore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una richiesta di risarcimento per responsabilità del curatore fallimentare, accusato di non aver eccepito la decadenza di un credito erariale. L'ordinanza ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ex fallita, confermando la decisione d'appello. La Corte ha sottolineato la formazione di un giudicato interno sulla questione della prescrizione, non appellata in precedenza, e ha ribadito i limiti della regola della non contestazione, specificando che l'onere di provare l'ignoranza di un fatto ricade sulla parte che la allega. Di conseguenza, la responsabilità del curatore fallimentare è stata esclusa.
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Rischio assicurativo: la condotta illecita e il danno
Un professionista, condannato per responsabilità professionale, richiedeva l'indennizzo alla sua compagnia assicurativa. La Corte di Cassazione ha stabilito che il 'rischio assicurativo' si identifica con la condotta illecita del professionista e non con il successivo momento in cui il danno diventa giudizialmente certo. Di conseguenza, una polizza stipulata dopo la condotta negligente, ma prima della sentenza definitiva, non può coprire tale evento, poiché manca l'elemento dell'incertezza del rischio. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente fatto coincidere il sinistro con la data della sentenza.
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Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo
Una struttura sanitaria e una compagnia assicurativa hanno interrotto il loro contenzioso in Cassazione tramite una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato estinto il giudizio. La decisione chiarisce un principio fondamentale: in caso di rinuncia al ricorso, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione è prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità e non può essere estesa a un atto volontario che conclude il processo.
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Responsabilità avvocato: negligenza e chance persa
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un legale per responsabilità professionale avvocato a causa di una tardiva costituzione in giudizio che ha causato un danno da perdita di chance ai suoi clienti. L'ordinanza rigetta anche la richiesta di manleva nei confronti dell'assicurazione, sottolineando l'obbligo del professionista di dichiarare i rischi noti al momento della stipula della polizza. Il ricorso è stato respinto su tutti i fronti, consolidando principi chiave in materia di negligenza professionale e contratti assicurativi.
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Claims made: avviso di garanzia non attiva la polizza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31811/2024, ha stabilito un importante principio in materia di polizze assicurative "claims made". Il caso riguardava una struttura sanitaria che, durante il periodo di validità della polizza, aveva ricevuto notizia di un'informazione di garanzia a carico di un proprio dipendente. La richiesta di risarcimento danni da parte dei terzi danneggiati era però pervenuta solo dopo la scadenza del contratto. La Corte d'Appello aveva equiparato la conoscenza dell'informazione di garanzia alla richiesta di risarcimento per evitare "vuoti di copertura". La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che l'interpretazione del contratto deve rispettare la volontà delle parti espressa nel testo. Un'informazione di garanzia è un atto del procedimento penale e non può essere confusa con una richiesta risarcitoria civile, che è l'evento che attiva la garanzia nelle polizze claims made.
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Polizza sostitutiva: è rinnovo o nuovo contratto?
Un professionista si è visto negare l'indennizzo da una polizza di responsabilità civile perché la società per cui operava era insolvente al momento della stipula di una polizza sostitutiva. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che questi avrebbero dovuto interpretare la reale volontà delle parti per determinare se la polizza sostitutiva costituisse una novazione del contratto precedente o una sua continuazione. Tale distinzione è fondamentale per individuare la data rilevante ai fini della clausola di esclusione per insolvenza.
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Responsabilità professionale commercialista: il caso
Un'ordinanza della Cassazione analizza la responsabilità professionale commercialista per l'omessa presentazione di una dichiarazione fiscale. Lo studio professionale, che ha causato al cliente la perdita di un credito IVA, è stato condannato al risarcimento. Il suo successivo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, in particolare per non aver contestato la ratio decidendi della sentenza d'appello e per non aver prodotto tempestivamente i documenti necessari, come la polizza assicurativa pertinente.
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