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Cassare — Anno 2025

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433 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cassare

Provvedimenti

Rendita catastale aerogeneratori: torri escluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22354/2025, ha stabilito un principio chiave in materia di rendita catastale aerogeneratori. Ha chiarito che le torri di sostegno degli impianti eolici devono essere escluse dal calcolo della rendita, in quanto considerate 'impianti' funzionali allo specifico processo produttivo. La Corte ha accolto il ricorso di una società energetica contro l'Agenzia delle Entrate, cassando la precedente decisione della Commissione Tributaria Regionale che invece le includeva. La decisione si fonda sull'interpretazione della Legge n. 208/2015, che privilegia la funzionalità del bene rispetto alla sua natura strutturale.
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Pagamento parziale spese legali: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che un pagamento parziale delle spese legali, basato su un calcolo errato dell'importo capitale, non estingue l'obbligazione del debitore. Nel caso esaminato, due avvocati avevano richiesto l'ottemperanza per il saldo non corrisposto da un ente pubblico. La Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza precedente e affermando che l'adempimento era stato solo parziale, dando diritto ai legali di ricevere la differenza dovuta.
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Liquidazione spese legali: la Cassazione corregge
Un avvocato, dopo aver vinto una causa tributaria, ha impugnato la sentenza d'appello lamentando che la liquidazione spese legali a suo favore fosse inferiore ai minimi tabellari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ha cassato la sentenza sul punto e, per ragioni di economia processuale, ha rideterminato direttamente i compensi dovuti per tutti i gradi di giudizio, applicando i corretti parametri di legge.
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Contributi istruttori sportivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso dei contributi previdenziali per gli istruttori di una società sportiva dilettantistica. L'ordinanza chiarisce che l'esenzione dall'obbligo contributivo non è automatica ma richiede una verifica concreta della natura non professionale dell'attività svolta dall'istruttore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, che aveva concesso l'esenzione senza questo accertamento, rinviando la causa per una nuova valutazione dei fatti.
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Avviso di pagamento: motivazione e onere della prova
Un contribuente ha impugnato un avviso di pagamento emesso da un consorzio di bonifica per mancanza di motivazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'atto impositivo è nullo se non esplicita chiaramente tutti gli elementi del calcolo, come rendita catastale, indici e aliquote. La sentenza ribadisce il principio fondamentale della trasparenza e del diritto alla difesa del contribuente.
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Indennità forfetizzata: Cassazione sul danno da termine
In un caso di conversione di un contratto di somministrazione a termine in contratto a tempo indeterminato, la Corte di Cassazione ha stabilito che il risarcimento del danno per il lavoratore non corrisponde alle retribuzioni perse, ma deve essere liquidato tramite l'indennità forfetizzata prevista dall'art. 32 della L. 183/2010. Questa indennità, definita come una 'penale ex lege', è onnicomprensiva e prescinde dalla prova del danno effettivo, uniformando il criterio risarcitorio.
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Compensazione spese legali: la serialità non basta
Una lavoratrice ottiene il pagamento di differenze retributive, ma la Corte d'Appello dispone una parziale compensazione spese legali a causa della "serialità della lite". La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la serialità non costituisce una di quelle "gravi ed eccezionali ragioni" richieste dalla legge per derogare al principio secondo cui chi perde la causa paga le spese. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova decisione sulle spese.
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Compenso Professionale: Cassazione e omessa pronuncia
Una committente contesta la qualità del lavoro e l'esistenza di un accordo sul compenso professionale per un impianto fotovoltaico. I giudici di merito le danno torto, ma la Corte di Cassazione annulla la sentenza d'appello. Il motivo? I giudici non hanno adeguatamente esaminato la contestazione specifica sull'accordo relativo al compenso professionale, incorrendo nel vizio di omessa pronuncia. La causa torna in Appello per una nuova valutazione.
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Giudizio di rinvio: limiti del giudice e principi
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema del giudizio di rinvio in materia tributaria. Il caso riguarda un accertamento fiscale nei confronti di un professionista. Dopo una prima cassazione con rinvio, il giudice di secondo grado non si è attenuto ai principi di diritto fissati dalla Suprema Corte. La nuova ordinanza cassa nuovamente la decisione, sottolineando che nel giudizio di rinvio il giudice ha il solo compito di applicare i principi enunciati, senza poterli rimettere in discussione. La decisione ribadisce i confini invalicabili del potere del giudice del rinvio.
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Giudicato e aiuti agricoli: la decisione della Cass.
Un'imprenditrice agricola si è vista negare i contributi comunitari per gli anni 2002-2004. La Cassazione ha stabilito che una precedente sentenza definitiva (giudicato), che aveva già accertato la sua mancanza di titoli per coltivare gli stessi terreni per l'anno 2000, estende i suoi effetti anche alle richieste successive. La mancanza di titolo era una condizione stabile e non modificabile nel tempo, rendendo impossibile accogliere le nuove domande. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello che aveva invece concesso i fondi.
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Spese legali diffamazione: la Cassazione decide
Un caso di diffamazione su un social network, inizialmente trattato in sede penale e poi rinviato al giudice civile, giunge in Cassazione. La Corte Suprema chiarisce un principio fondamentale sulle spese legali: il giudice del rinvio civile deve liquidare i costi dell'intero procedimento, comprese le fasi penali, basandosi sull'esito finale della lite. Di conseguenza, la parte che risulta vittoriosa nella causa civile ha diritto al rimborso di tutte le spese sostenute fin dall'inizio, correggendo l'errata decisione della Corte d'Appello che aveva escluso i costi della fase penale.
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Rimborso tasse pensione: la residenza fiscale basta
Un pensionato residente in Svizzera ha richiesto il rimborso delle ritenute fiscali applicate in Italia sulla sua pensione. L'Amministrazione Finanziaria e i giudici di merito avevano negato il rimborso, sostenendo che il contribuente non avesse provato l'effettivo pagamento delle imposte in Svizzera. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, ai fini del rimborso tasse pensione secondo la Convenzione italo-svizzera, è sufficiente dimostrare la propria residenza fiscale e l'assoggettamento a imposizione nello Stato estero attraverso un certificato di residenza, senza necessità di provare l'avvenuto pagamento.
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Specificità dei motivi di appello: la Cassazione decide
Una società edile si opponeva a un decreto ingiuntivo per lavori edili. Dopo la reiezione in primo grado, il suo appello veniva dichiarato inammissibile per mancanza di specificità. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che i motivi erano sufficientemente specifici in quanto criticavano puntualmente le argomentazioni del primo giudice. La Corte ha chiarito che, per la specificità dei motivi di appello, è sufficiente confutare le ragioni della sentenza impugnata, senza dover necessariamente introdurre nuovi elementi.
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