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Caso Fortuito — Anno 2026

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77 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Caso Fortuito

Provvedimenti

Canale trasformato in fogna: Comune non paga senza prova di custodia
Dei proprietari terrieri citano in giudizio il Comune perché un canale di scolo per acque piovane, che attraversa il loro fondo, è stato trasformato in una fogna a cielo aperto. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento. Il principio sancito è che, per affermare la **responsabilità da cosa in custodia** di un ente pubblico, non basta lamentare una cattiva gestione del territorio. È necessario dimostrare con prove concrete che l'ente esercitava un potere di fatto sul bene che ha causato il danno, ad esempio autorizzando gli scarichi abusivi. In assenza di tale prova, la domanda del cittadino viene rigettata e il Comune non è tenuto a risarcire i danni.
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Deposito telematico: stop alla PEC per l’appello
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello depositato tramite PEC anziché attraverso il portale ministeriale obbligatorio. Il ricorrente sosteneva l'impossibilità tecnica di utilizzare il sistema, ma non ha fornito la prova del malfunzionamento richiesta dalla legge. La decisione ribadisce che il deposito telematico tramite PDP è la modalità esclusiva dal 2025, e l'uso di canali alternativi è consentito solo in casi eccezionali, tassativi e rigorosamente documentati.
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Responsabilità del vettore e rapina: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la piena responsabilità del vettore per la perdita di un carico di componenti hardware avvenuta a seguito di una rapina. Il fulcro della decisione risiede nel fatto che la rapina non costituisce automaticamente un caso fortuito se il trasportatore non dimostra di aver adottato tutte le cautele necessarie. Nel caso di specie, l'autista aveva lasciato la portiera del mezzo aperta mentre era fermo a un semaforo, configurando una colpa grave. La Corte ha inoltre ribadito che la legittimazione ad agire per il risarcimento spetta al mittente (e per esso all'assicuratore in surrogazione) qualora la merce non sia mai giunta a destinazione, poiché il diritto del destinatario sorge solo con la consegna o la richiesta di riconsegna.
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Rescissione del giudicato: oneri del condannato
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'istanza di rescissione del giudicato presentata da un cittadino straniero condannato in via definitiva. Il ricorrente sosteneva di non aver avuto conoscenza effettiva del processo a causa di un inadempimento del proprio difensore. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che la colpa del legale non integra le ipotesi di caso fortuito o forza maggiore, in quanto sussiste un onere di vigilanza in capo all'assistito sull'operato del professionista incaricato.
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Caso fortuito: quando la caduta è colpa del pedone
Un pedone ha citato in giudizio un ente comunale per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta causata da una buca sul marciapiede. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che la condotta imprudente della vittima ha integrato il caso fortuito. Poiché la buca era di piccole dimensioni ma facilmente visibile per contrasto cromatico e illuminazione, e il pedone stava transitando in un punto non consentito per l'attraversamento, la responsabilità del danno è stata attribuita esclusivamente alla sua mancanza di ordinaria cautela.
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Responsabilità custode centro sportivo: guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di una società sportiva condannata per l'infortunio di un calciatore. Il caso riguardava la responsabilità custode centro sportivo ex art. 2051 c.c., originata dalla presenza di una rete metallica arrotolata a bordo campo contro cui l'atleta era impattato durante un'azione di gioco.
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Responsabilità extracontrattuale locatore: scoppio gas
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di esplosione in un appartamento locato, distinguendo tra la responsabilità per custodia e la responsabilità extracontrattuale locatore. Sebbene il proprietario non sia custode di impianti rudimentali aggiunti dal conduttore, egli può essere ritenuto responsabile se consegna un immobile privo di requisiti minimi di sicurezza, come i fori di aerazione, facilitando così l'evento dannoso.
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Responsabilità del custode: danni da alluvione
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un impianto di smaltimento rifiuti danneggiato da frane e alluvioni. La sentenza conferma che la responsabilità del custode non viene meno in presenza di piogge eccezionali se la mancata manutenzione del territorio ha contribuito al danno. L'ente pubblico proprietario del versante sovrastante è stato ritenuto responsabile per non aver realizzato opere di regimazione delle acque necessarie a prevenire l'ostruzione dei canali di scolo.
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Omicidio colposo caccia: la Cassazione sulla colpa
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio colposo di un cacciatore che aveva ucciso un compagno durante una battuta di caccia. Secondo la Corte, sparare senza la certezza che l'area sia libera costituisce colpa grave. Eventi come il rimbalzo di un proiettile o lo spostamento di un altro cacciatore non sono considerati 'caso fortuito', ma rischi prevedibili nell'attività venatoria, specialmente in terreni impervi.
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Pericolo di inondazione: colpa esclude il caso fortuito
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di pericolo di inondazione a carico del legale rappresentante di una società di estrazione. L'imputato, per negligenza, aveva omesso di installare presidi per contenere lo scivolamento di materiale lapideo da una cava, causando un restringimento dell'alveo di un torrente. La difesa sosteneva che l'evento fosse dovuto a piogge eccezionali, configurando un caso fortuito. La Corte ha rigettato tale tesi, affermando che la negligenza preesistente dell'imputato ha reso prevedibile il pericolo, declassando l'evento naturale a mero fattore scatenante. La sentenza è stata parzialmente annullata con rinvio solo per la mancata concessione del beneficio della non menzione e per la condanna generica al risarcimento danni, ritenute immotivate.
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Responsabilità del custode: caduta su pavimento bagnato
Una cliente cadeva sul pavimento bagnato all'esterno di un panificio. La Cassazione ha escluso la responsabilità del custode, attribuendo la colpa esclusiva alla condotta imprudente della danneggiata. La Corte ha stabilito che un pericolo palese e prevedibile, come un pavimento bagnato dalla pioggia, impone alla vittima un dovere di maggiore attenzione, la cui omissione interrompe il nesso causale con la cosa in custodia.
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Responsabilità del vettore: rapina e colpa grave
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione dopo essere stata condannata per la perdita di merci a seguito di una rapina. La Corte ha respinto il ricorso, confermando la responsabilità del vettore. I giudici hanno stabilito che la rapina non costituiva un caso fortuito a causa della colpa grave del vettore e del sub-vettore, evidenziata da scelte come percorrere una strada insicura e avere precedenti di incidenti simili. Questa ordinanza chiarisce gli standard di diligenza necessari per escludere la responsabilità.
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Rimessione in termini: quando inizia il decorso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la rimessione in termini. Il ricorrente sosteneva di non aver potuto impugnare una sentenza di condanna perché non gli era stata comunicata. La Corte ha chiarito che, a seguito della Riforma Cartabia, per le impugnazioni proposte dopo il 30 giugno 2024, il termine per ricorrere decorre dal deposito della sentenza e non dalla sua comunicazione, la quale è considerata una mera cortesia. Di conseguenza, la mancata comunicazione non costituisce un 'caso fortuito' che giustifichi la rimessione in termini.
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Restituzione nel termine: no se l’imputato si allontana
Un imputato, condannato per furto, chiede la restituzione nel termine per ricorrere in Cassazione, sostenendo di non aver avuto conoscenza del processo d'appello. La Corte dichiara l'istanza inammissibile. Poiché l'imputato era comparso alla prima udienza per poi assentarsi volontariamente, è stato correttamente considerato 'presente' ai sensi della normativa vigente all'epoca, escludendo così i presupposti per la restituzione nel termine.
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Restituzione nel termine: la negligenza dell’avvocato
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per la restituzione nel termine per appellare una sentenza di condanna. Gli imputati, pur avendo ricevuto la notifica dell'udienza, sostenevano di non aver conosciuto la sentenza per negligenza del loro legale. La Corte ha stabilito che la scelta di un difensore negligente non costituisce caso fortuito o forza maggiore, confermando che la prova della mancata conoscenza deve essere rigorosa e non può basarsi sulla colpa del proprio avvocato.
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Onere della prova: chi prova il nesso di causa?
Un camionista è stato ferito dal proprio veicolo in una cava. Ha chiesto il risarcimento ma la sua domanda è stata respinta. La Cassazione ha confermato la decisione, specificando che l'onere della prova del nesso causale spetta sempre al danneggiato, anche nei casi di responsabilità per attività pericolose o cose in custodia. Solo dopo aver fornito tale prova, la controparte è tenuta a dimostrare la propria assenza di colpa.
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Restituzione in termini: l’errore dell’avvocato non scusa
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di restituzione in termini per impugnare una sentenza di condanna. La difesa adduceva un errore della cancelleria nel registrare la nomina del nuovo avvocato, ma la Corte ha stabilito che tale disservizio non costituisce forza maggiore. Secondo i giudici, l'avvocato, a conoscenza della sentenza e dell'imminente scadenza, avrebbe dovuto agire con maggiore diligenza per superare l'ostacolo, invece di rimanere inerte. La mancata impugnazione è stata quindi attribuita a una carenza di diligenza professionale e non a un impedimento insormontabile.
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