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Caparra Confirmatoria — Anno 2026

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67 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Caparra Confirmatoria

Provvedimenti

Caparra confirmatoria: tassazione fissa in sentenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la condanna alla restituzione del doppio della caparra confirmatoria, derivante dal recesso per inadempimento di un contratto preliminare, è soggetta all'imposta di registro in misura fissa. La decisione chiarisce che tale statuizione non configura un nuovo trasferimento di ricchezza, ma una funzione ripristinatoria dello status quo ante. Pertanto, non si applica l'aliquota proporzionale del 3% prevista per le condanne al pagamento di somme, poiché l'atto è accessorio alla risoluzione del vincolo contrattuale.
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Caparra confirmatoria: imposta di registro fissa
La Corte di Cassazione ha chiarito il regime fiscale applicabile alla condanna al pagamento del doppio della caparra confirmatoria a seguito di recesso contrattuale. Il caso riguardava una società che, dopo il fallimento di un preliminare di compravendita, era stata condannata a restituire il doppio della caparra ricevuta. L'Amministrazione Finanziaria aveva applicato l'imposta di registro proporzionale del 3%, ma la Suprema Corte ha stabilito che deve applicarsi l'imposta in misura fissa. La decisione sottolinea che tale pagamento non costituisce un nuovo trasferimento di ricchezza, bensì una misura ripristinatoria dello status quo ante, assimilabile alla risoluzione contrattuale.
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Caparra da restituire: l’imposta di registro su sentenza è fissa
Una contribuente, a seguito di una sentenza che scioglieva un contratto preliminare e la condannava a restituire una caparra, ha ricevuto un avviso di liquidazione. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato l'imposta di registro in misura proporzionale sull'importo da restituire. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla contribuente, stabilendo un principio fondamentale: l'imposta di registro su sentenza che dichiara la risoluzione di un contratto si applica in misura fissa. La condanna alla restituzione di somme è solo una conseguenza del ripristino della situazione iniziale e non giustifica una tassazione proporzionale. L'atto impositivo è stato quindi annullato.
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Contratto preliminare: risoluzione e spese legali
La Suprema Corte ha esaminato una complessa controversia originata da un contratto preliminare per la vendita di un compendio immobiliare. Il venditore è stato dichiarato inadempiente a causa della natura demaniale di parte dei beni e della mancanza di regolarità edilizia. L'acquirente ha richiesto il risarcimento per lucro cessante, sostenendo di aver perso l'opportunità di rivendere il bene a un prezzo superiore. Tuttavia, la Corte ha confermato il rigetto di tale domanda per difetto di prova scritta della proposta del terzo. Di contro, è stato accolto il ricorso dell'acquirente sulla liquidazione delle spese legali, stabilendo che il valore della causa deve essere parametrato all'intero valore del contratto preliminare e non alla sola caparra.
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Revocatoria fallimentare transazione: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una procedura fallimentare volto a revocare una transazione. La Corte ha stabilito che, per valutare la sproporzione delle prestazioni in una revocatoria fallimentare transazione, non si deve guardare solo a quanto scambiato nell'accordo, ma all'intero valore delle reciproche concessioni, incluse le pretese risarcitorie a cui una parte ha rinunciato. In questo caso, la rinuncia a cospicui danni per mancato guadagno e indennità di occupazione ha giustificato la ritenzione della caparra da parte del venditore, escludendo la sproporzione.
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Caparra confirmatoria: donazione e recesso dal preliminare
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una promittente venditrice a versare il doppio della caparra confirmatoria. Dopo aver ereditato una farmacia e stipulato un preliminare di vendita, la venditrice ha donato l'attività a una nipote, rendendo impossibile la vendita. La Corte ha ritenuto questo atto un grave inadempimento, legittimando il recesso della promissaria acquirente e il suo diritto a ricevere il doppio della caparra versata, respingendo tutti i motivi del ricorso.
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Caparra confirmatoria: come si calcola l’importo?
In un caso di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha confermato il diritto del venditore di recedere dal contratto e trattenere la caparra confirmatoria a causa dell'inadempimento dell'acquirente. Tuttavia, ha annullato la decisione della Corte d'Appello riguardo all'importo, stabilendo che il giudice deve accertare e motivare specificamente quale parte delle somme versate costituisca effettivamente la caparra, non potendo presumerlo. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione su questo punto specifico.
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