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Cancelleria

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226 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Peculato: limiti alla tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di **peculato**, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall'imputato. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di impugnazione e sulla mancata prova della comunicazione della rinuncia al mandato difensivo alla Cancelleria. Inoltre, la Suprema Corte ha ribadito l'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sia per la natura del reato contestato che per l'infondatezza delle doglianze espresse nel ricorso.
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Correzione errore materiale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale relativa a una precedente sentenza penale. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un numero di registro nell'intestazione del documento. I giudici hanno stabilito che tale inesattezza non comporta la nullità dell'atto né ne modifica la sostanza, disponendo la rettifica formale tramite annotazione della cancelleria sugli originali.
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Improcedibilità ricorso: i termini di deposito
Una società creditrice ha impugnato il rigetto della sospensione di una vendita immobiliare in ambito fallimentare. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'Improcedibilità del ricorso poiché depositato in cancelleria oltre il termine di venti giorni dalla notifica, violando il termine perentorio previsto dall'art. 369 c.p.c. La decisione conferma che il mancato rispetto dei tempi procedurali preclude l'esame dei motivi di merito.
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Deposito appello tardivo: orari e scadenze legali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'impugnazione per deposito appello tardivo presentata dal Pubblico Ministero. L'atto era stato depositato in formato cartaceo oltre l'orario di chiusura al pubblico della cancelleria nell'ultimo giorno utile. La Corte ha chiarito che le norme sulla decorrenza dei termini per i depositi telematici fuori orario si applicano esclusivamente all'attività dell'ufficio giudiziario e non alle parti processuali, le quali restano vincolate agli orari di apertura degli uffici per evitare la decadenza.
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Errore materiale: la correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per rettificare un **errore materiale** contenuto in una precedente ordinanza. Il vizio consisteva nell'errata indicazione del numero di ruolo di un procedimento svoltosi dinanzi al Tribunale di Napoli relativo a un conflitto di competenza. Rilevata la discrepanza tra il numero indicato e quello corretto, la Suprema Corte ha disposto la sostituzione della dicitura errata nel dispositivo, garantendo la piena corrispondenza formale dell'atto ai fatti di causa.
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Errore materiale: correzione dati in Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per sanare un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una propria precedente sentenza. Il vizio riguardava l'errata indicazione della data di nascita del ricorrente, riportata erroneamente come 17 luglio 1991 anziché 15 luglio 1991. Trattandosi di una mera svista documentale che non altera la sostanza del giudizio, la Corte ha disposto la correzione del dato anagrafico e ordinato alla Cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie sugli originali dell'atto.
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Correzione errore materiale: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale relativa a una precedente sentenza penale. L'errore riguardava l'errata indicazione di un componente del collegio giudicante nell'intestazione del provvedimento. Attraverso il riscontro con i verbali di udienza, è emerso che un magistrato era stato indicato al posto di un altro. La Corte ha agito d'ufficio applicando le norme di procedura penale per ripristinare la correttezza formale dell'atto senza alterarne il contenuto decisorio.
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Errore materiale: correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una propria sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, riportando un nominativo diverso da quello effettivamente presente in udienza. Ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., la Corte ha rettificato l'atto basandosi sulle risultanze del verbale e del ruolo di udienza, ordinando alla Cancelleria di annotare la modifica sull'originale.
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Errore materiale: correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per correggere un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, sostituendo il nome di un magistrato effettivamente presente con quello di un altro. La Corte ha disposto la rettifica d'ufficio ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., ordinando alla cancelleria le dovute annotazioni sull'originale dell'atto.
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Diritto di difesa e notifiche PEC fallite
In un giudizio di legittimità riguardante una controversia fiscale, la Corte di Cassazione ha rilevato il fallimento della comunicazione telematica dell'avviso di udienza al difensore del ricorrente. Nonostante il tentativo di notifica via PEC avesse avuto esito negativo, non risultava acquisita la prova di una comunicazione alternativa. La Suprema Corte ha stabilito che, per garantire il pieno diritto di difesa, è necessario disporre il rinvio della causa a nuovo ruolo e ordinare la notifica personale dell'avviso alla parte interessata, assicurando così l'effettiva partecipazione al processo.
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Correzione errore materiale: guida alla procedura
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale in una sentenza penale dove il nome del difensore era stato indicato erroneamente come Francesco anziché Antonio. La decisione si fonda sull'articolo 625-bis del codice di procedura penale, che permette di rimediare a sviste grafiche o nomi errati che non influiscono sulla sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: dati anagrafici errati
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione errore materiale relativa a una sentenza penale. Il provvedimento originario riportava una data di nascita errata del ricorrente (8 marzo invece di 8 ottobre). La Corte ha disposto la rettifica dei documenti ufficiali basandosi sugli atti di causa.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza di correzione errore materiale per rettificare una data di nascita indicata in modo errato in un precedente provvedimento. La Corte ha disposto che la data 1977 venisse sostituita con quella corretta del 1987, come risultante dal certificato di nascita, ripristinando la corretta identificazione della persona coinvolta.
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Errore materiale: Cassazione corregge il provvedimento
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 30781/2023, ha corretto un proprio precedente provvedimento affetto da un errore materiale. L'ordinanza originaria, a sua volta destinata a correggere una decisione, riportava un numero di procedimento e una data errati. Su segnalazione della Cancelleria, la Corte ha attivato la procedura specifica per la correzione dell'errore materiale, sostituendo i dati sbagliati con quelli corretti, senza disporre sulle spese di giudizio, in linea con la giurisprudenza consolidata in materia.
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Restituzione in termini: sì se la cancelleria sbaglia
La Corte di Cassazione ha concesso la restituzione in termini a un difensore che aveva mancato il termine per l'impugnazione a causa di informazioni errate fornite dalla cancelleria del tribunale. La Corte ha qualificato l'errata comunicazione come 'causa di forza maggiore', a condizione che il legale dimostri di aver agito con la dovuta diligenza per ottenere i dati corretti, giustificando così la riapertura dei termini processuali.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in un proprio dispositivo. A causa di una svista, era stato trascritto un anno errato in un numero di procedimento. La Corte, agendo d'ufficio, ha ordinato la rettifica, chiarendo che si trattava di un mero errore di trascrizione e non di una modifica della decisione nel merito, ripristinando così la correttezza formale dell'atto.
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Correzione errore materiale in sentenza: cosa fare?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. L'errore riguardava l'indicazione di una data di nascita errata per un ricorrente. La Corte ha stabilito che, trattandosi di una svista puramente formale che non incide sulla sostanza della decisione, si può procedere con la semplice procedura di correzione errore materiale, ordinando alla cancelleria di annotare la modifica sull'atto originale.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale relativo all'anno di nascita di un ricorrente, indicato erroneamente in una precedente sentenza e nel relativo dispositivo. Invece di '1998', la data corretta era '1980'. La Corte ha applicato la procedura specifica per la correzione errore materiale, ripristinando l'esattezza dei dati anagrafici senza alterare la sostanza della decisione, evidenziando l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari.
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Ricorso patrocinio a spese dello Stato: le regole
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il patrocinio a spese dello Stato perché presentato secondo le regole della procedura civile anziché quelle penali. La sentenza chiarisce che, in ambito penale, l'impugnazione va depositata direttamente presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento, e non notificata alla controparte. Questo errore procedurale non è sanabile e comporta l'inammissibilità del ricorso.
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Correzione errore materiale: nome errato in sentenza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente nel ruolo di un'udienza relativa a una sua precedente sentenza. Nello specifico, il nome del ricorrente era stato trascritto in modo errato. La Corte ha chiarito che tale svista costituisce un mero errore materiale, emendabile attraverso la procedura semplificata prevista dall'art. 130 del codice di procedura penale, ordinando alla cancelleria di effettuare la necessaria annotazione per ripristinare la correttezza formale dell'atto.
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