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Cancelleria

226 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il cancelliere, nell'ordinamento giudiziario italiano, è un funzionario pubblico, della pubblica amministrazione italiana. Fa parte dell'ordinamento giudiziario italiano ed esercita essenzialmente attività amministrativa coadiuvando la magistrati italiana, addetto alla cancelleria, istituita presso ciascun ufficio giudiziario (Corte suprema di cassazione, corte d'appello, tribunale o ufficio del giudice di pace) ai sensi della legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Elezione di domicilio: errore PEC e ricorso perso in Cassazione
Un automobilista riceve una sanzione amministrativa dal Comune per eccesso di velocità. Il difensore propone opposizione davanti al Giudice di Pace senza effettuare l'elezione di domicilio nel comune del giudice. La cancelleria invia la comunicazione dell'udienza a un indirizzo PEC errato. L'automobilista impugna la decisione sostenendo la violazione del diritto di difesa per la mancata notifica dell'udienza. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. All'epoca dei fatti la cancelleria del Giudice di Pace non era abilitata alle notifiche PEC con valore legale per assenza del decreto ministeriale. Pertanto l'elezione di domicilio era obbligatoria e la notifica mediante deposito in cancelleria risulta pienamente valida. L'automobilista perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
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Correzione Errore Materiale: Cassazione Rinvio per Avviso Mancante
La Corte di Cassazione ha esaminato un procedimento per la **correzione errore materiale** in una sua precedente ordinanza. L'Azienda Ricorrente aveva chiesto di rettificare un errore. Tuttavia, la Corte ha rilevato che l'avviso dell'udienza per discutere tale correzione non era stato comunicato a tutte le parti coinvolte, ma solo alla parte che aveva richiesto la correzione. Per garantire il diritto di difesa di tutti, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione a una nuova udienza. Questo permetterà alla Cancelleria di informare correttamente tutte le parti interessate.
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Fascicolo smarrito in Cassazione: scatta la ricostruzione
Un privato cittadino promuove ricorso in Cassazione contro un Ente Pubblico Territoriale. All'udienza camerale, la cancelleria accerta l'impossibilità di reperire l'incartamento processuale della causa. La Suprema Corte non pronuncia la decisione definitiva di merito, ma emette un'ordinanza interlocutoria. I giudici dispongono il rinvio della trattazione a nuovo ruolo per permettere approfondite ricerche d'archivio. Nel caso in cui il reperimento fallisca, i giudici ordinano la ricostruzione del fascicolo d'ufficio, autorizzando espressamente entrambe le parti a depositare le copie degli atti difensivi e dei documenti in loro possesso per garantire il diritto di difesa.
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Deposito Telematico Ricorso Tributario: La Cassazione Salva l’Appello
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante il deposito telematico ricorso tributario. Una società aveva presentato ricorso contro l'Agenzia delle Dogane, ma inizialmente sembrava che l'atto non fosse stato correttamente depositato in cancelleria. La società ha dimostrato, tramite ricevute PEC, di aver effettuato il deposito telematico nei termini previsti. Nonostante alcune anomalie tecniche del sistema, la Corte ha riconosciuto la regolarità del deposito. Per questo motivo, la causa è stata rinviata a nuovo ruolo per una nuova valutazione, superando l'iniziale proposta di improcedibilità.
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Correzione errore materiale: il nome errato nella sentenza
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla richiesta avanzata dal difensore di un contribuente per ottenere la correzione errore materiale presente in una precedente ordinanza. Il provvedimento riportava per errore il cognome di un'altra persona nell'intestazione e nel testo. I giudici hanno esaminato i documenti ufficiali di causa e hanno riscontrato l'effettivo scambio involontario di nominativo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso e ha ordinato alla Cancelleria di rettificare il cognome errato sull'originale dell'atto. Il collegio ha infine stabilito l'assenza di addebiti relativi alle spese processuali, trattandosi di una procedura di mera correzione formale non oppositiva.
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Deposito Telematico Ricorso: Data di Invio vs. Accettazione
Un Lavoratore ha chiesto la ricostruzione della sua carriera. La Corte d'Appello ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, ritenendolo tardivo. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la data di deposito telematico del ricorso fosse antecedente a quella di accettazione da parte della cancelleria, e quindi tempestiva. La Corte di Cassazione non ha deciso nel merito. Ha invece ordinato alla cancelleria della Corte d'Appello di fornire una certificazione chiara sulle date precise di deposito e accettazione dell'atto, per accertare la corretta tempestività del deposito telematico ricorso e la validità dell'appello.
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Ricorso in Cassazione: il mancato deposito porta all’improcedibilità
Un Ricorrente ha presentato un ricorso in Cassazione contro una sentenza del Tribunale di Napoli. Tuttavia, ha omesso di depositare il ricorso notificato presso la cancelleria della Corte entro il termine di venti giorni. La Cooperativa, parte controricorrente, ha chiesto la dichiarazione di improcedibilità del ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto questa richiesta, dichiarando l'improcedibilità del ricorso a causa del mancato deposito nei termini previsti dall'Art. 369 c.p.c. Il Ricorrente è stato condannato a pagare le spese legali. Questo caso sottolinea l'importanza del rispetto delle scadenze procedurali per evitare l'improcedibilità ricorso in Cassazione.
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Correzione errore materiale: la svista non annulla la decisione
Una parte processuale ha chiesto la correzione errore materiale relative a un'ordinanza della Corte di Cassazione. Nell'intestazione del provvedimento, i giudici avevano indicato per errore il nome dell'avvocato del ricorrente al posto di quello del controricorrente, attribuendo anche un domicilio errato. La Suprema Corte ha riconosciuto la presenza di un classico errore formale che non incide sul merito della lite. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la rettifica dell'intestazione dell'atto, inserendo i riferimenti corretti del difensore effettivo e ordinando le prescritte annotazioni nei registri di cancelleria.
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Incertezza data pubblicazione sentenza: la Cassazione chiede chiarezza
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di incertezza data pubblicazione sentenza della Corte d'Appello. La sentenza era stata depositata in modi diversi, generando dubbi sulla sua effettiva data di pubblicazione. Per risolvere questa questione procedurale, la Suprema Corte ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo e ha incaricato la Cancelleria di richiedere alla Corte d'Appello di Milano tutti i dettagli sul deposito della sentenza, incluse le modalità (telematiche o cartacee) e la data precisa. Questo è stato fatto per garantire chiarezza e corretta prosecuzione del processo.
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Decorrenza Termine Impugnazione: Sentenza Completa o Dispositivo?
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza che aveva dichiarato inammissibile il suo appello per tardività. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla Decorrenza termine impugnazione. Ha stabilito che il termine lungo per impugnare una sentenza inizia dalla data di pubblicazione del testo completo della sentenza in cancelleria, e non dalla semplice lettura del dispositivo in udienza. Questo vale anche nel rito del lavoro. La Corte ha accolto il ricorso del Lavoratore, cassando la sentenza precedente e rinviando il caso a un altro giudice per una nuova valutazione.
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Impugnazione della sentenza corretta: i limiti e i termini legali
In una causa di divisione immobiliare tra coeredi, il Tribunale ha emesso una sentenza indicando per errore il nome di un comproprietario deceduto anziché dei suoi eredi. Successivamente, il giudice ha emanato un'ordinanza di correzione, regolarmente notificata dalla cancelleria. Gli eredi hanno proposto appello oltre i trenta giorni dalla notifica. La Corte d'Appello ha dichiarato il ricorso tardivo. La Corte di Cassazione ha confermato che l'impugnazione della sentenza corretta deve avvenire entro il termine breve di trenta giorni, decorrente dalla notifica dell'ordinanza effettuata d'ufficio dalla cancelleria. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e condannato gli eredi al pagamento delle spese di giudizio.
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Regolamento di competenza: la Cassazione sospende per atti mancanti
Un Ente ha proposto un regolamento di competenza contro Il Controparte per contestare la decisione di un Tribunale inferiore sulla giurisdizione. La Corte di Cassazione, prima di decidere sulla questione di competenza, ha ritenuto necessario acquisire il fascicolo d'ufficio del giudizio di merito e verificare la data di comunicazione dell'ordinanza impugnata. Questo per avere tutti gli elementi utili a stabilire quale giudice sia quello corretto per la causa, rinviando la decisione finale.
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Deposito telematico errato: il ricorso inviato in tempo è valido
Una società creditrice ha presentato ricorso in opposizione allo stato passivo per ottenere il riconoscimento di somme non ammesse dal fallimento. Il legale ha effettuato l'invio telematico prima della scadenza, ma ha selezionato per errore il registro di cancelleria della volontaria giurisdizione anziché quello contenzioso. Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, ritenendo irrilevante l'invio iniziale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici di legittimità hanno stabilito che un deposito telematico errato costituisce una semplice irregolarità e non comporta la nullità dell'atto. La ricezione della ricevuta di consegna PEC dimostra il rispetto del termine e garantisce il raggiungimento dello scopo processuale, poiché l'atto entra comunque nella disponibilità dell'ufficio giudiziario.
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Restituzione nel termine: l’errore della cancelleria e il ricorso
L'Imputato ha presentato richiesta di restituzione nel termine per impugnare una sentenza di condanna. Il Difensore aveva chiesto informazioni in cancelleria prima della scadenza, ricevendo l'assicurazione verbale che la sentenza non era stata ancora depositata. Successivamente, la cancelleria ha rilasciato una certificazione scritta attestante il proprio errore informativo. A causa di questa falsa indicazione, il termine per proporre ricorso è scaduto. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, stabilendo che l'errore del personale giudiziario costituisce una causa di forza maggiore. I giudici hanno quindi riaperto i termini per presentare l'impugnazione e sospeso l'esecutività della decisione impugnata.
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Correzione errore materiale: da un refuso alla rettifica
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una precedente sentenza di annullamento con rinvio dove, per una svista di digitazione nel dispositivo finale, era stata inserita la parola "divisa" invece dell'indicazione corretta "di Pisa". Il refuso impediva di individuare con certezza il Tribunale di rinvio designato per il nuovo giudizio. La Suprema Corte ha applicato la procedura speciale prevista dal codice di procedura penale, disponendo la correzione errore materiale d'ufficio. L'ordinanza ha ordinato la sostituzione del termine errato con quello corretto nel testo del dispositivo, senza alterare la sostanza della decisione già assunta.
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Correzione di errore materiale tra sviste e validità
La Suprema Corte di Cassazione ha affrontato una svista formale presente nella parte iniziale di una propria precedente sentenza penale riguardante Il Ricorrente. Il documento originale indicava erroneamente un magistrato al posto di un altro all'interno del collegio giudicante. I giudici hanno chiarito che tale incongruenza rappresenta una mera distrazione materiale e non intacca il contenuto decisorio dell'atto. Per questo motivo, la Corte ha disposto la correzione di errore materiale modificando il nominativo del componente effettivo e ordinando l'annotazione formale del provvedimento sull'originale conservato in cancelleria, salvaguardando integralmente l'efficacia del verdetto.
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Ricorso Cautelare: Errore di Forma Costa Caro. Inammissibilità!
Un Individuo aveva presentato un ricorso per Cassazione contro la decisione di un Tribunale che aveva negato la sostituzione della sua misura cautelare in carcere. Il ricorso, tuttavia, è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. L'inammissibilità del ricorso cautelare è stata motivata da due ragioni principali: la presentazione dell'atto presso un ufficio giudiziario non competente (la Cancelleria di Gela anziché quella di Caltanissetta, che aveva emesso la decisione) e il suo deposito oltre il termine di dieci giorni previsto dalla legge. La Corte ha ribadito che i ricorsi contro le misure cautelari devono essere depositati esclusivamente presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento, e la data valida è quella di arrivo all'ufficio corretto.
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Correzione Errore Materiale: Cassazione chiarisce il giudice del rinvio
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **correzione errore materiale** in una precedente sentenza. Un Presidente di Corte d'Appello aveva segnalato un'inesattezza: la sentenza aveva indicato la Corte d'Appello di Reggio Calabria come giudice per il rinvio, mentre avrebbe dovuto essere un'altra Sezione della Corte d'Appello di Messina. Il Procuratore Generale e le parti civili hanno chiesto la rettifica. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la modifica del dispositivo e del ruolo d'udienza per indicare correttamente la Corte d'Appello di Messina. Questo ha permesso di chiarire quale tribunale dovesse riesaminare le spese legali delle parti civili.
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Ricorso per Cassazione: Inammissibilità per Tardività del Deposito
Un Accusato ha presentato un ricorso contro l'ordinanza che gli imponeva una misura cautelare per violazione di sigilli. Il ricorso, destinato alla Corte di Cassazione, è stato depositato presso una cancelleria non competente e poi trasmesso a quella corretta oltre i termini di legge. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione, confermando che il termine per l'impugnazione cautelare decorre dalla data di arrivo dell'atto alla cancelleria del giudice competente. L'Accusato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Restituzione nel termine: senza prove certe il ricorso fallisce
Un cittadino ha richiesto la restituzione nel termine per proporre ricorso in Cassazione contro una sentenza di condanna. L'interessato ha sostenuto che il proprio avvocato non aveva ricevuto comunicazione del deposito del provvedimento e aveva ottenuto rassicurazioni verbali errate dalla cancelleria del tribunale. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta. La Suprema Corte ha chiarito che l'informazione errata della cancelleria costituisce forza maggiore solo se provata con atti certi e documentati. Una semplice dichiarazione del difensore non basta a dimostrare l'errore dell'ufficio. Di conseguenza, il cittadino perde la possibilità di impugnare la sentenza e deve pagare le spese processuali.
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