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Cancelleria

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226 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore materiale sentenza: Cassazione corregge sé stessa
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per correggere un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Il provvedimento originale conteneva una dicitura contraddittoria, indicando un annullamento "senza rinvio" e contemporaneamente "con rinvio" per un nuovo giudizio. Riconosciuto l'errore, la Corte ha rettificato il dispositivo, eliminando la dicitura "senza rinvio" e confermando che la causa deve tornare alla Corte d'Appello per una nuova valutazione, garantendo così la corretta esecuzione della sua decisione.
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Errore materiale: Cassazione corregge nome società
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente decisione. L'errore riguardava l'errata indicazione della denominazione sociale di una società ricorrente. La Corte ha chiarito che, trattandosi di una mera svista formale, la rettifica può avvenire con una procedura semplificata, ordinando alla cancelleria di annotare la correzione sull'originale del provvedimento.
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Correzione errore materiale: il nome è sbagliato
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale presente nel ruolo di un'udienza. Nello specifico, il nome di battesimo di un imputato era stato trascritto in modo errato. La Corte, rilevando la discrepanza tra il ruolo d'udienza e il dispositivo della sentenza ufficiale, ha disposto la rettifica per ripristinare il nominativo corretto, sottolineando l'importanza della precisione formale. Il caso esemplifica la procedura di correzione errore materiale per sanare sviste formali negli atti giudiziari.
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Diritto di difesa: accesso agli atti e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna della Corte d'Appello a causa di una grave violazione del diritto di difesa. Il difensore dell'imputato non era stato in grado di accedere al fascicolo processuale, nonostante ripetute richieste formali alla cancelleria. La Corte ha ritenuto che tale impedimento, unito alla mancata concessione di un rinvio, avesse irrimediabilmente compromesso la possibilità di una difesa efficace, disponendo un nuovo giudizio d'appello.
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Ricusazione del giudice: forme e termini da rispettare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14727/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la ricusazione del giudice. La Corte ha ribadito che la dichiarazione di ricusazione deve essere depositata per iscritto presso la cancelleria del giudice competente a decidere e non può essere presentata oralmente durante l'udienza davanti al giudice che si intende ricusare. La violazione di questa formalità procedurale comporta l'inammissibilità dell'istanza, assorbendo ogni altra questione di merito o di legittimità.
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Ricorso patrocinio a spese dello Stato: dove depositarlo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso sul patrocinio a spese dello Stato presentato da due enti ministeriali perché depositato presso la cancelleria sbagliata. La Corte ribadisce che per le impugnazioni in materia di gratuito patrocinio nell'ambito di un procedimento penale, si applicano le regole del codice di procedura penale, che impongono il deposito presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento.
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Deposito telematico errato: vale la data del primo invio?
La Cassazione stabilisce che il deposito telematico di un atto, anche se effettuato per errore in una cancelleria non pertinente ma appartenente allo stesso ufficio giudiziario, è da considerarsi tempestivo se avvenuto entro i termini. L'errore di registro non invalida la tempestività del deposito. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Fiscale contro la decisione di un Tribunale che aveva dichiarato inammissibile un reclamo per tardività a causa di un deposito telematico errato.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di errore materiale in una propria sentenza. L'errore riguardava la data di nascita dell'imputato, indicata in modo scorretto nell'intestazione del provvedimento. La Corte ha ordinato alla cancelleria di annotare la modifica sull'originale, sostituendo la data errata con quella corretta, ripristinando così l'esattezza formale del documento senza alterarne la sostanza decisionale.
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Ricorso inammissibile: l’errore nel deposito costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in materia di patrocinio a spese dello Stato. L'errore fatale è stato depositare l'atto presso la cancelleria civile della Cassazione anziché presso quella del giudice che aveva emesso il provvedimento impugnato, come previsto dal codice di procedura penale. Tale vizio procedurale ha comportato non solo il rigetto del ricorso ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in un verbale d'udienza. Un precedente verdetto aveva dichiarato un reato estinto per prescrizione, ma un errore di trascrizione aveva indicato un capo d'imputazione errato. L'ordinanza ripristina la corretta dicitura, sottolineando l'importanza della precisione formale degli atti giudiziari per garantire la certezza del diritto.
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Correzione errore materiale: come si corregge un nome
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale, specificamente un cognome errato, in una precedente sentenza. Su richiesta del Procuratore Generale, la Corte ha riconosciuto l'errore come palese e ha disposto che, ovunque nel testo originale compaia il cognome errato, si debba leggere quello corretto. Questa procedura evidenzia l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari e il meccanismo per rettificare sviste senza alterare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale riguardante il nome di un ricorrente, erroneamente trascritto in un ruolo di camera di consiglio. La decisione si basa sulla necessità di rettificare un palese refuso, da "Salatore" a "Salvatore", per garantire l'esattezza degli atti processuali, in applicazione della procedura di correzione errore materiale prevista dal codice.
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Ricorso patrocinio a spese dello Stato: come agire
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso il rigetto di una domanda di ammissione al gratuito patrocinio. L'errore fatale è stato seguire le norme della procedura civile anziché quelle della procedura penale, applicabili anche alle istanze di patrocinio a spese dello Stato connesse a un giudizio penale. La Corte ribadisce che il ricorso va depositato presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, secondo le forme del rito penale.
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Deposito ricorso tardivo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa di un deposito ricorso tardivo. L'atto, sebbene notificato tempestivamente alla controparte, è stato depositato presso la cancelleria sbagliata e oltre i termini di legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale contenuto in un precedente provvedimento. L'errore, segnalato dalla stessa Cancelleria, consisteva nell'errata indicazione della Commissione Tributaria Regionale che aveva emesso la sentenza impugnata. La Suprema Corte, ravvisando l'evidenza dell'errore, ha disposto la modifica del testo per ristabilire la corretta informazione, senza alterare la sostanza della decisione originale.
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Errore materiale: Cassazione corregge provvedimento
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, dispone la correzione di un errore materiale presente in un suo precedente provvedimento. L'errore consisteva nell'indicazione di una data sbagliata per l'ordinanza impugnata, emessa dal Tribunale di sorveglianza. La Corte ha quindi rettificato la data per garantire la certezza del diritto e la corretta identificazione dell'atto giudiziario oggetto del ricorso.
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Correzione sentenza: la Cassazione e le pene accessorie
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione sentenza n. 3078 del 2024. Il provvedimento interviene per sanare un errore materiale, aggiungendo al dispositivo la frase "Revoca le pene accessorie", che era stata omessa. Questa decisione chiarisce definitivamente la posizione giuridica dell'imputato riguardo alle sanzioni aggiuntive.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza del giudice
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione del nome di un avvocato. Questo provvedimento chiarisce il procedimento di rettifica per sviste formali che non incidono sulla sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: l’intervento del giudice
La Corte di Cassazione, attraverso un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale relativo al cognome di un ricorrente in un procedimento penale. L'errore, una semplice svista di trascrizione nel ruolo di un'udienza pubblica, è stato rettificato per assicurare la corretta identificazione delle parti. La decisione evidenzia l'importanza della procedura di correzione errore materiale per mantenere l'accuratezza formale degli atti giudiziari, come previsto dal codice di procedura penale.
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Ricorso inammissibile: errore di deposito e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino avverso il rigetto della sua istanza di patrocinio a spese dello Stato. La decisione si fonda su un vizio di forma: il ricorso è stato depositato direttamente in Cassazione anziché presso la cancelleria del Tribunale che aveva emesso il provvedimento impugnato, come richiesto dal codice di procedura penale. Tale errore ha reso il ricorso inammissibile, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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