Alcuni lavoratori di un servizio mensa scolastico hanno chiesto alla nuova società appaltatrice, subentrata nell'appalto, il pagamento di differenze retributive basate su un vecchio accordo integrativo provinciale e il corretto calcolo dei ratei di tredicesima e quattordicesima. Una lavoratrice ha inoltre richiesto il ripristino del quinto livello di inquadramento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che, in caso di cambio appalto, le condizioni economiche precedentemente godute dai lavoratori costituiscono un trattamento di miglior favore che deve essere mantenuto. La Corte ha chiarito che la tutela della retribuzione comporta anche la conservazione del livello di inquadramento, per evitare una dequalificazione vietata dalla legge. Di conseguenza, l'azienda subentrante è stata condannata a pagare le differenze retributive e le spese di giudizio.
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