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Brevi Manu

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'con mano breve', usata in ambito legale per indicare la consegna fisica e diretta di un documento o di un bene da una persona all'altra.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Peculato: Dipendente Postale Condannato, tra Servizio Pubblico e Truffa
Un dipendente di un'azienda di servizi postali si è appropriato di oltre 28.000 euro versati dai clienti per spedizioni di pacchi, falsificando la documentazione. La difesa ha sostenuto che non fosse un incaricato di pubblico servizio e che il reato fosse truffa aggravata, non peculato, per ottenere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna per peculato. Ha ribadito che l'attività postale è un servizio di interesse pubblico e che il denaro, una volta consegnato al dipendente per il servizio, era già nella disponibilità dell'ente, configurando l'appropriazione come peculato.
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Omessa esibizione documenti all’Ispettorato: la notifica
Il datore di lavoro ha impugnato la condanna penale per la violazione dell'obbligo di fornire la documentazione richiesta dagli ispettori del lavoro. L'imputata sosteneva di non aver ricevuto ritualmente il verbale e contestava la sussistenza della colpevolezza. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della notifica avvenuta per compiuta giacenza e la prova della piena conoscenza dell'obbligo tramite precedenti comunicazioni consegnate a mani proprie. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso e confermato la sanzione penale per l'omessa esibizione documenti all'Ispettorato, condannando la parte anche al versamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende.
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Avviso di accertamento valido anche senza allegati se già noti
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una Società Contribuente, contestando l'inesistenza di alcune operazioni commerciali e disconoscendo i relativi costi e la detrazione IVA. La società ha impugnato l'atto lamentando vizi di notifica (eseguita a mani dai funzionari), la mancata allegazione di verbali ispettivi e l'illegittimità dell'aggio di riscossione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la consegna diretta dell'atto sana ogni vizio di notifica per il raggiungimento dello scopo. Inoltre, l'obbligo di allegazione non sussiste se l'atto richiamato è già noto al contribuente. Infine, l'aggio di riscossione ha natura retributiva e non tributaria, escludendo profili di incostituzionalità. La società perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali.
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Provvigione o Estorsione? Cassazione assolve per accordo commerciale
Un amministratore di immobili viene accusato di estorsione per aver preteso da un appaltatore una provvigione di 80.000 euro su un contratto di lavori da 134.000 euro. L'appaltatore sosteneva di essere stato costretto ad accettare per ottenere l'incarico. La Corte di Cassazione ha però confermato l'assoluzione, tracciando una netta distinzione tra estorsione e accordo commerciale. Secondo i giudici, non vi fu alcuna costrizione. La richiesta di denaro rientrava in un libero accordo di collaborazione e intermediazione, accettato volontariamente dall'appaltatore che lo riteneva conveniente. L'assenza di minacce e la libera determinazione delle parti escludono il reato di estorsione.
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Rescissione del giudicato: quando inizia il termine?
Un soggetto, condannato in sua assenza, apprendeva della sentenza solo dopo aver ricevuto una cartella esattoriale. La sua richiesta di rescissione del giudicato veniva respinta in appello per tardività. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la conoscenza di una generica cartella esattoriale non costituisce la 'compiuta conoscenza' del provvedimento necessaria a far decorrere il termine di 30 giorni per l'impugnazione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Interesse all’impugnazione: no a ricorsi astratti
Un detenuto in regime di 41-bis ha contestato le modalità di consegna dei documenti al proprio difensore, chiedendo una regola generale per il futuro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di un concreto e attuale interesse all'impugnazione, ribadendo che i ricorsi devono affrontare lesioni specifiche e non possono essere utilizzati per ottenere l'affermazione di principi giuridici astratti.
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Imputato assente: quando il processo è valido?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un processo non è nullo se l'imputato assente si trovava agli arresti domiciliari per un'altra causa, qualora l'autorità giudiziaria non ne fosse a conoscenza. L'onere di comunicare il legittimo impedimento ricade sull'imputato, soprattutto se la notifica della citazione è avvenuta regolarmente quando era libero. Di conseguenza, il ricorso di un uomo condannato per furto in abitazione è stato respinto.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti al ricorso
Una contribuente ha contestato delle cartelle esattoriali di cui è venuta a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo, lamentando un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su una recente normativa che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri di subire un pregiudizio concreto e specifico, condizione non provata nel caso di specie.
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