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Bilancio D'Esercizio

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria di una società alla fine di un anno e il risultato economico dell'esercizio stesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Nomina organo di controllo: guida per le S.r.l.
Il Tribunale ha disposto d'ufficio la nomina organo di controllo per una S.r.l. che ha superato i limiti dimensionali previsti dall'art. 2477 c.c. negli anni 2021 e 2022. Nonostante la segnalazione della Camera di Commercio, la società era rimasta inerte, portando alla nomina giudiziale di un collegio sindacale completo come previsto dallo statuto.
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Nomina organo di controllo: quando è obbligatoria
Il Tribunale ha disposto d'ufficio la nomina organo di controllo per una S.r.l. che aveva superato i limiti dimensionali previsti dall'art. 2477 c.c. per tre anni consecutivi. Nonostante le difese della società basate sulle modalità di contabilizzazione dei leasing, il giudice ha confermato l'obbligatorietà della funzione di vigilanza, nominando i componenti del collegio sindacale a causa della mancata ottemperanza spontanea dell'assemblea.
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Nomina organo di controllo: quando interviene il Giudice
Il Tribunale ha decretato la nomina organo di controllo per una società a responsabilità limitata che, superando i limiti di fatturato per due anni consecutivi, non aveva provveduto autonomamente. La decisione segue la segnalazione della Camera di Commercio, applicando le norme del Codice della Crisi per garantire la trasparenza e la corretta vigilanza contabile dell'ente.
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Nomina organo di controllo: quando interviene il Giudice
Il Tribunale di Ancona ha disposto la nomina organo di controllo per una S.r.l. che, avendo superato i limiti dimensionali di legge per tre esercizi consecutivi, non aveva provveduto autonomamente alla designazione. La decisione scaturisce da una segnalazione della Camera di Commercio, confermando l'obbligo di vigilanza per le società che superano le soglie di attivo, ricavi o dipendenti previste dal Codice della Crisi.
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Impugnazione del bilancio d’esercizio: sostanza contro forma
Un socio impugna la delibera assembleare che ha approvato contemporaneamente i bilanci 2004 e 2005 della società. La Corte d'Appello dichiara l'azione inammissibile, ritenendo che il socio avesse contestato solo il bilancio 2004 e non quello successivo, applicando il limite di legge che vieta di contestare un bilancio se è già stato approvato quello dell'anno dopo. La Cassazione accoglie il ricorso del socio: il giudice deve valutare la sostanza della domanda e non solo le parole letterali. Poiché il socio aveva scritto che l'invalidità del primo bilancio si ripercuoteva sul secondo, l'impugnazione del bilancio d'esercizio doveva considerarsi estesa a entrambi i documenti. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Impugnazione delibera bilancio: Socia vince contro l’Azienda
Una socia promuove un'azione di impugnazione della delibera di bilancio, lamentando la violazione dei principi di chiarezza e correttezza. L'azienda si difende sostenendo che la questione doveva essere decisa da arbitri, come previsto dallo statuto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia non è arbitrabile. Una delibera presa in 'assoluta mancanza di informazione' lede diritti indisponibili del socio, la cui tutela spetta solo al giudice ordinario. Inoltre, la Corte ha confermato l'interesse della socia ad agire, anche se aveva perso tale qualità, poiché la sua uscita dalla società era stata una conseguenza diretta della situazione creata dal bilancio poco trasparente. L'azienda ha perso la causa.
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Requisiti di fallibilità: bilanci tardivi e prova negata
Una società di capitali ha impugnato la dichiarazione di fallimento sostenendo di non superare i requisiti di fallibilità previsti dalla Legge Fallimentare. La Corte d'Appello ha rigettato il reclamo rilevando che i bilanci erano stati depositati presso il registro delle imprese solo dopo la sentenza di primo grado, rendendoli inattendibili. Inoltre, l'analisi dell'attivo patrimoniale mostrava incongruenze tra il libro inventari e i bilanci stessi, con valori che superavano le soglie di legge. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, stabilendo che il deposito tardivo e strumentale della documentazione contabile ne compromette la forza probatoria. La società non è riuscita a dimostrare la propria natura di piccolo imprenditore esente dalle procedure concorsuali.
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