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Art. 2400 Codice Civile

14 provvedimenti

Nomina d’ufficio organo di controllo: la decisione
Il Tribunale ha disposto la nomina d'ufficio organo di controllo per una S.r.l. che ha superato le soglie dimensionali dell'attivo patrimoniale per tre anni consecutivi senza provvedere alla designazione dei sindaci. La decisione si basa sull'art. 2477 c.c., che impone la vigilanza obbligatoria al fine di tutelare la trasparenza societaria e gli interessi dei terzi.
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Nomina organo di controllo: guida per le S.r.l.
Il Tribunale ha disposto d'ufficio la nomina organo di controllo per una S.r.l. che ha superato i limiti dimensionali previsti dall'art. 2477 c.c. negli anni 2021 e 2022. Nonostante la segnalazione della Camera di Commercio, la società era rimasta inerte, portando alla nomina giudiziale di un collegio sindacale completo come previsto dallo statuto.
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Nomina organo di controllo: quando è obbligatoria
Il Tribunale ha disposto d'ufficio la nomina organo di controllo per una S.r.l. che aveva superato i limiti dimensionali previsti dall'art. 2477 c.c. per tre anni consecutivi. Nonostante le difese della società basate sulle modalità di contabilizzazione dei leasing, il giudice ha confermato l'obbligatorietà della funzione di vigilanza, nominando i componenti del collegio sindacale a causa della mancata ottemperanza spontanea dell'assemblea.
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Nomina del sindaco unico: quando interviene il Giudice
Il Tribunale ha disposto la nomina del sindaco unico per una società che, pur avendo superato i limiti dimensionali previsti dall'art. 2477 c.c. negli esercizi 2021 e 2022, non aveva provveduto autonomamente. La decisione segue la segnalazione della Camera di Commercio e l'accertata inerzia dell'assemblea societaria nel regolarizzare l'organo di controllo.
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Nomina organo di controllo: quando interviene il Giudice
Il Tribunale ha decretato la nomina organo di controllo per una società a responsabilità limitata che, superando i limiti di fatturato per due anni consecutivi, non aveva provveduto autonomamente. La decisione segue la segnalazione della Camera di Commercio, applicando le norme del Codice della Crisi per garantire la trasparenza e la corretta vigilanza contabile dell'ente.
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Nomina organo di controllo: quando interviene il Giudice
Il Tribunale di Ancona ha disposto la nomina organo di controllo per una S.r.l. che, avendo superato i limiti dimensionali di legge per tre esercizi consecutivi, non aveva provveduto autonomamente alla designazione. La decisione scaturisce da una segnalazione della Camera di Commercio, confermando l'obbligo di vigilanza per le società che superano le soglie di attivo, ricavi o dipendenti previste dal Codice della Crisi.
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Revoca del sindaco per giusta causa: il taglio costi non basta
Un'azienda revoca l'intero collegio sindacale motivando la decisione con una generica esigenza di riduzione dei costi prevista da una legge. Un sindaco si oppone, sostenendo la mancanza di una 'giusta causa' personale e specifica. L'azienda adotta una seconda delibera per 'sanare' la prima. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: una delibera successiva non può correggere la prima se il vizio di fondo, cioè l'assenza di un motivo valido, non viene eliminato. La **revoca del sindaco per giusta causa** deve fondarsi su fatti concreti e non su ragioni generali. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, dando ragione al sindaco.
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Responsabilità sindaci: la Cassazione e la prorogatio
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un sindaco di una S.r.l., chiarendo che la responsabilità sindaci per omessa vigilanza perdura fino all'iscrizione delle dimissioni nel Registro delle Imprese. L'ordinanza rigetta il ricorso del professionista, il quale sosteneva di essersi dimesso prima dei fatti contestati e che le sue azioni sarebbero state comunque inefficaci. La Corte ha stabilito che la mancata formalizzazione delle dimissioni comporta la permanenza in carica (prorogatio) e che l'inerzia di fronte a gravi irregolarità gestionali costituisce una violazione dei doveri sanzionabile, indipendentemente dall'esito potenziale delle iniziative omesse.
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Accettazione tacita amministratore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma che l'accettazione tacita amministratore è valida se desunta da comportamenti concludenti, come la partecipazione a un'assemblea. Viene affermata la responsabilità dell'amministratore per 'culpa in vigilando' a causa del ritardato avvio della procedura fallimentare, con conseguente condanna al risarcimento del danno liquidato in via equitativa.
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Eccezione di inadempimento sindaco: compensi a rischio
La Corte di Cassazione ha confermato che si può sollevare l'eccezione di inadempimento nei confronti del sindaco di una società, negandogli il compenso, qualora abbia omesso di vigilare su operazioni societarie dannose, come una fusione, che hanno contribuito al fallimento. La Corte ha stabilito che un grave inadempimento ai doveri di controllo può giustificare il mancato pagamento anche per le prestazioni rese in periodi successivi all'evento dannoso, se le conseguenze negative si sono manifestate nel tempo, poiché l'incarico viene valutato per annualità.
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Responsabilità sindaci: quando si perde il compenso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dei sindaci per omessa vigilanza si estende anche agli effetti dannosi di atti di 'mala gestio' precedenti alla loro nomina, se tali effetti perdurano. In caso di inadempimento, la perdita del diritto al compenso va valutata su base annuale e non per l'intero mandato triennale, data la natura annuale della retribuzione. L'ordinanza chiarisce che il dovere di controllo del collegio sindacale è continuo e non si esaurisce con il compimento dell'atto illecito da parte degli amministratori.
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Giudicato sulla giurisdizione: quando si consolida?
La Corte di Cassazione ha stabilito che si forma un giudicato sulla giurisdizione se la parte vittoriosa nel merito in primo grado non presenta un appello incidentale per contestare la decisione implicita sulla competenza del giudice. Nel caso specifico, un revisore di una cassa previdenziale, il cui incarico era stato revocato, si era visto rigettare la domanda nel merito dal Tribunale. La cassa, vincitrice, non aveva impugnato la questione di giurisdizione. La Corte d'Appello aveva poi erroneamente dichiarato il difetto di giurisdizione, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che la giurisdizione del giudice ordinario era ormai consolidata.
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Revoca amministratore da socio pubblico: chi paga?
Un ex amministratore, rimosso senza giusta causa dal socio pubblico di una società partecipata, ha citato in giudizio la società stessa per ottenere il risarcimento del danno. La società si difendeva sostenendo che la responsabilità fosse del socio pubblico. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per la revoca amministratore illegittima ricade esclusivamente sulla società, poiché l'atto di revoca, sebbene deciso dal socio, si imputa giuridicamente alla società stessa. Di conseguenza, la società è stata condannata al pagamento dei danni.
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Scientia damni: prova e onere in revocatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un debitore e di una banca contro la revoca di un'ipoteca. La Corte ha confermato che la prova della scientia damni, ovvero la consapevolezza di arrecare danno ai creditori, può essere fornita anche tramite presunzioni basate su indizi gravi, precisi e concordanti, come il ruolo del debitore in una società fallita e la conoscenza della sua situazione patrimoniale da parte della banca.
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