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Nomina organo di controllo: quando interviene il Giudice

Il Tribunale di Ancona ha disposto la nomina organo di controllo per una S.r.l. che, avendo superato i limiti dimensionali di legge per tre esercizi consecutivi, non aveva provveduto autonomamente alla designazione. La decisione scaturisce da una segnalazione della Camera di Commercio, confermando l’obbligo di vigilanza per le società che superano le soglie di attivo, ricavi o dipendenti previste dal Codice della Crisi.

Riferimento:
DECRETO TRIBUNALE DI ANCONA - N. R.G. 00002212 2025 DEPOSITO MINUTA 04 08 2026 PUBBLICAZIONE 04 08 2026
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Nomina organo di controllo: l’intervento coattivo del Tribunale

L’adeguamento degli assetti societari alle nuove normative sulla crisi d’impresa non è più un’opzione facoltativa per le S.r.l. italiane. Recentemente, il Tribunale di Ancona ha riaffermato un principio fondamentale: in caso di inerzia dell’assemblea dei soci, spetta all’autorità giudiziaria procedere d’ufficio alla nomina organo di controllo.

Il caso ha riguardato una società a responsabilità limitata che, nonostante il superamento delle soglie dimensionali previste dal Codice Civile e le sollecitazioni della Camera di Commercio, non aveva provveduto a nominare i propri revisori o il collegio sindacale.

Obbligo della nomina organo di controllo e superamento soglie

Secondo l’attuale formulazione dell’articolo 2477 del Codice Civile, le S.r.l. e le società cooperative sono obbligate alla nomina organo di controllo quando superano per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: un totale dell’attivo dello stato patrimoniale di 4 milioni di euro, ricavi delle vendite pari a 4 milioni di euro, o una media di 20 dipendenti occupati durante l’esercizio.

Nel caso analizzato, la società aveva ignorato non solo i parametri dimensionali per gli anni 2021, 2022 e 2023, ma anche l’invito formale ricevuto dall’ente camerale. Questo tipo di inadempienza attiva un meccanismo di protezione della legalità societaria che porta la questione direttamente sul tavolo dei magistrati della sezione impresa.

Il procedimento giudiziario di nomina organo di controllo

Il Tribunale, accertata l’inerzia della società resistente che non è comparsa nemmeno in udienza per giustificare il proprio operato, ha dovuto applicare lo statuto aziendale esistente. Poiché lo statuto della società in questione prevedeva, in caso di obbligo legale, la costituzione di un organo collegiale anziché monocratico, il Giudice ha proceduto alla nomina di tre sindaci effettivi e due supplenti.

Questo provvedimento non è solo un atto burocratico, ma un comando giudiziale che impone alla società di accettare i professionisti designati dal Tribunale, con costi e oneri a totale carico dell’impresa inadempiente.

Le motivazioni

Le motivazioni del provvedimento risiedono nella necessità di garantire la trasparenza e la corretta vigilanza sulle imprese che raggiungono dimensioni economiche rilevanti. Il legislatore ha stabilito che, sopra certe soglie, l’interesse pubblico alla stabilità dell’impresa prevale sull’autonomia privata dei soci. Il superamento continuativo dei limiti di bilancio fa sorgere un obbligo giuridico immediato. L’intervento del Tribunale è dunque l’estrema ratio per sanare una violazione di legge che mina l’affidabilità del sistema economico e la prevenzione della crisi.

Le conclusioni

Le conclusioni di questo caso sottolineano l’importanza di monitorare costantemente i propri indici di bilancio. La nomina organo di controllo effettuata dal Tribunale sottrae alla compagine sociale il potere di scegliere i propri controllori, affidando tale compito a professionisti terzi individuati dal magistrato. Le società devono comprendere che la mancata nomina entro i termini previsti (trenta giorni dall’approvazione del bilancio) espone l’amministrazione a sanzioni e a un intervento giudiziale invasivo ma necessario per il rispetto della normativa vigente.

Cosa succede se una S.r.l. non nomina l’organo di controllo pur avendone l’obbligo?
Se l’assemblea non provvede entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio che certifica il superamento dei limiti, il Tribunale procede alla nomina su segnalazione della Camera di Commercio o di qualunque soggetto interessato.

Quali sono i parametri dimensionali che rendono obbligatoria la nomina del revisore?
L’obbligo scatta superando per due anni consecutivi almeno uno di questi limiti: 4 milioni di attivo patrimoniale, 4 milioni di ricavi o una media di 20 dipendenti.

Chi sostiene i costi dei sindaci nominati dal Tribunale?
Tutti gli oneri e le spese relativi all’attività dei sindaci nominati dall’autorità giudiziaria sono a carico della società interessata.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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