La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un Consorzio di garanzia collettiva fidi (Confidi) a cui l'Agenzia delle Entrate aveva applicato un'aliquota IRAP maggiorata, portandola dal 4,25% al 5,25%. Il Confidi ha contestato l'accertamento, sostenendo che l'incremento previsto dalla legge regionale si applicava solo a soggetti che già versavano l'IRAP al 4,40%, categoria in cui i Confidi non rientravano. La Cassazione ha accolto il ricorso del Confidi, stabilendo che l'Aliquota IRAP Confidi maggiorata non era applicabile. La sentenza ha annullato l'avviso di accertamento, confermando che l'aumento era destinato solo a specifiche attività finanziarie già soggette a un'aliquota più alta.
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