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674 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Omessa dichiarazione redditi: calcolo dell’imposta
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul reato di omessa dichiarazione redditi da parte di un socio di S.r.l. La sentenza conferma che, per calcolare l'imposta evasa sui dividendi, non si devono detrarre IRES e IRAP dal reddito della società, poiché il meccanismo di tassazione parziale del dividendo serve già a evitare la doppia imposizione. L'appello dell'imputato, che sosteneva un calcolo errato e la mancanza di dolo, è stato respinto.
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IVA oneri di sistema: la Cassazione esamina il rimborso
Una società sanitaria ha richiesto il rimborso dell'IVA versata sugli oneri generali di sistema (OGSE) presenti nelle bollette elettriche. Dopo una vittoria in appello, l'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, riconoscendo la complessità e l'importanza della questione, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per decidere se gli oneri siano soggetti a IVA e se il consumatore finale abbia diritto a chiederne direttamente il rimborso al fisco.
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Rimborso IVA OGSE: la Cassazione rinvia la decisione
Una società sanitaria ha chiesto il rimborso IVA OGSE (oneri generali di sistema) versata sulle bollette elettriche. Dopo una vittoria in appello, l'Agenzia Fiscale ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte, riconoscendo la complessità della questione sulla natura degli oneri e sulla legittimazione al rimborso, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza emettere una decisione finale.
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Immobile inagibile: quando si ha diritto alla riduzione?
Un contribuente si è visto negare la riduzione dell'IMU per un immobile inagibile poiché la perizia tecnica presentata non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare i presupposti richiesti dal regolamento comunale, ovvero un degrado fisico pericoloso o un'obsolescenza funzionale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso e sottolineando che spetta al contribuente l'onere di provare in modo specifico le condizioni di inagibilità, senza che il giudice di legittimità possa rivalutare nel merito le prove.
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Inagibilità immobile: quando spetta la riduzione IMU?
Un contribuente ha richiesto la riduzione dell'IMU per un'inagibilità immobile, presentando un'autodichiarazione e una perizia di parte. Il Comune, dopo un sopralluogo, ha concesso l'agevolazione solo parzialmente, avendo riscontrato l'effettivo utilizzo di una porzione del complesso immobiliare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, stabilendo che per ottenere la riduzione l'immobile deve essere non solo inagibile, ma anche di fatto non utilizzato. La Corte ha inoltre chiarito che l'autodichiarazione del privato non vincola l'ente impositore, il quale mantiene il potere di accertare la reale situazione attraverso i propri uffici tecnici.
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IMU immobile non finito: quando si paga? La Cassazione
Una società contesta un avviso di accertamento IMU per un immobile non ultimato, sostenendo che l'imposta non sia dovuta. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo un principio fondamentale per il pagamento dell'IMU su un immobile non finito: l'iscrizione al catasto è il presupposto sufficiente che fa scattare l'obbligo di pagamento, indipendentemente dal completamento dei lavori o dall'effettivo utilizzo del bene.
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Prescrizione contributi: basta la volontà del creditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31458/2024, ha rigettato sia il ricorso di un contribuente sia quello dell'ente previdenziale in materia di contributi. La Corte ha chiarito il principio di interruzione prescrizione contributi, affermando che un atto interruttivo è valido anche senza la quantificazione esatta del debito, essendo sufficiente la chiara volontà del creditore di riscuotere. Ha inoltre confermato che i redditi da partecipazione in società di capitali, se non legati all'attività lavorativa, non rientrano nella base imponibile contributiva.
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Errore di fatto: revocazione negata dalla Cassazione
Una società energetica ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione per un presunto errore di fatto riguardo la determinazione della base imponibile ICI di un parco eolico. La società sosteneva che la Corte avesse erroneamente indicato che il valore derivasse dalle scritture contabili anziché da una perizia di stima. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che non sussiste un errore di fatto revocatorio, poiché il valore della perizia era stato effettivamente recepito nel bilancio della società, base corretta per il calcolo dell'imposta. La decisione sottolinea la distinzione tra errore percettivo e valutazione giuridica.
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Contributi previdenziali: ACE esclusa dalla base
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deduzione per Aiuto alla Crescita Economica (ACE) deve essere esclusa dalla base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti dai commercianti. L'ordinanza conferma che, essendo l'ACE un onere deducibile che riduce il reddito d'impresa ai fini IRPEF, lo stesso principio si applica anche ai fini contributivi. Di conseguenza, il ricorso dell'ente previdenziale è stato respinto, confermando le decisioni dei giudici di merito a favore del contribuente.
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Valore aree fabbricabili: criteri ICI vincolanti
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI relativi a un'area edificabile, contestandone la valutazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che i criteri normativi per la determinazione del valore aree fabbricabili sono tassativi e non possono essere sostituiti da altri elementi, come una singola compravendita successiva. La Corte ha inoltre annullato la sentenza di secondo grado per motivazione apparente, poiché non spiegava le ragioni del rigetto di alcune eccezioni del contribuente.
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Valore aree fabbricabili: i criteri sono vincolanti
Una contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI relativi al valore di un'area edificabile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la determinazione del valore aree fabbricabili deve seguire scrupolosamente i criteri tassativi indicati dalla legge (art. 5, D.Lgs. 504/1992), che non possono essere sostituiti da altri metodi di valutazione. La sentenza ha inoltre annullato la decisione precedente per 'motivazione apparente', in quanto non specificava le ragioni del rigetto di alcune eccezioni sollevate.
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Valore Aree Fabbricabili ICI: Criteri Vincolanti
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito principi cruciali sul calcolo del valore aree fabbricabili ICI. La Corte ha accolto il ricorso di una contribuente, affermando che i criteri di valutazione previsti dall'art. 5 del D.Lgs. 504/1992 sono tassativi e non possono essere sostituiti da altri argomenti, come i dati di compravendite successive. Inoltre, è stata dichiarata nulla la sentenza d'appello per motivazione apparente, in quanto non specificava le ragioni del rigetto delle eccezioni della contribuente.
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Valore dei beni ICI: i criteri vincolanti per il Comune
La Corte di Cassazione ha stabilito che i criteri per la determinazione del valore dei beni ai fini ICI, specificati dalla legge, sono tassativi e non possono essere ignorati dal Comune. Un ente locale aveva basato un accertamento su dati di una compravendita successiva agli anni d'imposta, ma la Corte ha annullato la decisione, ribadendo che la valutazione deve seguire rigorosamente i parametri normativi, come l'indice di edificabilità e i prezzi medi di mercato. La sentenza ha inoltre censurato la motivazione 'apparente' con cui il giudice di merito aveva respinto le altre eccezioni del contribuente.
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ICI criteri determinazione valore: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato avvisi di accertamento ICI, lamentando un'errata valutazione del valore del bene e la decadenza del potere impositivo. La Corte di Cassazione, focalizzandosi sugli ICI criteri determinazione valore, ha stabilito che i parametri legali per la stima sono tassativi e non discrezionali. Ha annullato la sentenza di secondo grado per non aver applicato tali criteri e per aver fornito una motivazione solo apparente, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Valore aree fabbricabili: i criteri sono tassativi
Una contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI relativi ad aree edificabili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione di merito. Ha stabilito che la determinazione del valore aree fabbricabili deve seguire scrupolosamente i criteri tassativi previsti dalla legge, non potendo basarsi su dati generici o di compravendite successive. La Corte ha inoltre censurato la sentenza d'appello per motivazione apparente, in quanto aveva rigettato le eccezioni della contribuente con una formula generica e priva di specifiche argomentazioni.
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Valore aree fabbricabili: criteri ICI vincolanti
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI relativi a un'area edificabile. La Corte di Cassazione ha stabilito che per la determinazione del valore aree fabbricabili, i criteri previsti dalla legge (D.Lgs. 504/1992) sono tassativi e non discrezionali. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva convalidato una stima basata su criteri non vincolanti e che aveva respinto altre eccezioni del contribuente con una motivazione 'apparente', rinviando il caso per un nuovo esame.
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Valore aree fabbricabili: criteri vincolanti per ICI
Una contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI relativi a un'area fabbricabile per gli anni 2007-2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che i criteri normativi per la determinazione del valore aree fabbricabili sono vincolanti e non possono essere derogati dal giudice. La sentenza di merito è stata annullata anche per 'motivazione apparente', in quanto non spiegava adeguatamente le ragioni del rigetto delle eccezioni della contribuente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Condono fiscale socio: non si estende in automatico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11089/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di condono fiscale socio. Il caso riguardava un socio di una società di persone a cui era stato notificato un avviso di accertamento per maggiori redditi di partecipazione. La società aveva definito la propria lite con il fisco attraverso un condono. Il socio sosteneva che tale definizione dovesse estendersi anche a lui, azzerando la sua pretesa fiscale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il condono effettuato dalla società non giova automaticamente ai soci. Questi, per beneficiare della definizione agevolata, devono presentare un'autonoma istanza, poiché la loro posizione fiscale rimane distinta da quella della società.
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Obbligo contributivo: reddito da più società
La Corte di Cassazione ha stabilito che un imprenditore iscritto alla Gestione Commercianti INPS deve versare i contributi sulla totalità dei redditi d'impresa percepiti, inclusi quelli derivanti da società di persone in cui non svolge attività lavorativa diretta. Una volta accertato l'obbligo contributivo per l'attività prevalente, la base imponibile si estende a tutti i redditi d'impresa per il principio di trasparenza fiscale delle società di persone, respingendo il ricorso dell'imprenditore.
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Passività deducibili: TFR e cessione d’azienda
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che il debito per il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dei dipendenti è una delle passività deducibili dalla base imponibile dell'imposta di registro in caso di cessione d'azienda. I giudici hanno chiarito che il TFR è una passività inerente all'attività d'impresa, strettamente legata al personale trasferito, e non un debito esterno il cui accollo aumenterebbe il valore della cessione. Pertanto, il suo valore deve essere sottratto dal valore complessivo degli attivi per determinare l'imposta dovuta.
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