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674 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mutuo dissenso donazione: nuova imposta in arrivo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16681/2024, ha stabilito che l'atto di 'mutuo dissenso' con cui si annulla una precedente donazione immobiliare non è un'operazione neutra, ma costituisce un nuovo trasferimento di proprietà. Tale atto, qualificato come 'contrarius actus', deve essere tassato come una nuova donazione, applicando l'imposta sul valore totale del bene al momento del ritrasferimento, e non solo sull'eventuale incremento di valore. La Corte ha cassato la decisione precedente per un errore nella determinazione della base imponibile e per non aver risposto alle contestazioni del contribuente sulla perizia di stima dell'Agenzia delle Entrate.
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Riduzione IMU inagibilità: no se causata dal proprietario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16222/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla riduzione IMU per inagibilità. Il beneficio fiscale del 50% non è applicabile se lo stato di inagibilità o inutilizzabilità dell'immobile è stato causato da una condotta illecita o colposa del proprietario stesso. La Corte ha accolto il ricorso di una società di riscossione, cassando la sentenza di secondo grado che aveva concesso l'agevolazione a un contribuente il cui immobile era diventato inutilizzabile a seguito di opere abusive. La decisione sottolinea che la norma agevolativa non può premiare comportamenti contrari alla legge.
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Tassazione previdenza complementare: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15981/2024, ha stabilito i principi sulla tassazione della previdenza complementare. È stato chiarito che le prestazioni erogate da fondi pensione integrativi sono interamente imponibili. I contributi versati, data la loro natura volontaria e non obbligatoria per legge, non possono essere dedotti dalla base imponibile al momento della liquidazione della prestazione. La Corte ha così accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, negando il rimborso IRPEF richiesto da un ex dipendente di un istituto bancario.
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ICI sopraelevazione: quando si paga l’imposta?
Una società contesta una richiesta di pagamento ICI per un piano sopraelevato in corso di costruzione, sostenendo che l'imposta non sia dovuta fino all'ultimazione dei lavori. La Corte di Cassazione, di fronte a due orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla tassabilità dell'area in caso di ICI sopraelevazione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La decisione finale è stata rinviata a una pubblica udienza per risolvere il conflitto e definire se, in questi casi, si debba tassare il valore dell'area virtuale o attendere il completamento del fabbricato.
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Sanzioni IMU aree edificabili: quando sono nulle?
Una società immobiliare aveva dichiarato un valore per le sue aree edificabili inferiore a quello poi accertato dal Comune, che aveva applicato le relative sanzioni. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento delle sanzioni, stabilendo un principio fondamentale: se il Comune non determina preventivamente i valori venali di riferimento, l'errore del contribuente nella valutazione non è considerato colpevole. Di conseguenza, le sanzioni IMU aree edificabili non sono dovute.
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Valore aree fabbricabili: sì al metodo trasformazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14752/2024, ha stabilito la piena legittimità dell'utilizzo del 'metodo di trasformazione' per la determinazione del valore aree fabbricabili ai fini IMU. La Corte ha respinto le eccezioni preliminari di un'azienda contribuente riguardo al giudicato esterno e alla notifica della sentenza, accogliendo invece il ricorso del Comune. È stato chiarito che il valore di un'area è un dato variabile annualmente e non coperto da giudicato. Il caso è stato rinviato alla Corte di giustizia tributaria per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Conferimento immobile: la deducibilità del mutuo
La Corte di Cassazione analizza un caso di conferimento immobile in una società, con contestuale accollo del mutuo da parte di quest'ultima. L'Agenzia Fiscale contestava la deducibilità del debito dalla base imponibile, sostenendo la mancanza di inerenza del mutuo al bene. Il giudizio si è concluso con una declaratoria di estinzione per via dell'adesione dei contribuenti a una definizione agevolata della lite, lasciando irrisolta la questione di merito.
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Rimborso spese tassazione: quando è reddito imponibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che il "rimborso spese di accesso" forfettario per un medico specialista che lavora in un comune diverso dalla residenza ha natura retributiva e non indennitaria. Pertanto, rientra nel principio di onnicomprensività del reddito da lavoro dipendente ed è soggetto a tassazione IRPEF, confermando la legittimità del diniego di rimborso delle ritenute operate. Il focus è sul tema del rimborso spese tassazione.
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Accertamento analitico: scelta discrezionale Ufficio
Una società impugnava un avviso di accertamento basato su un accertamento analitico che calcolava la base imponibile sulla somma di saldi negativi di cassa. La società sosteneva che tale metodo fosse errato e che si dovesse utilizzare una base imponibile inferiore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in quanto doglianza di merito. Ha inoltre chiarito che la scelta dell'accertamento analitico è discrezionale per l'Amministrazione Finanziaria, che non è obbligata a procedere con metodo induttivo neppure in presenza di scritture contabili inattendibili.
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Pegno su quote societarie: come si calcola l’imposta
La Cassazione chiarisce il calcolo dell'imposta di registro per il pegno su quote societarie. La base imponibile è la somma garantita, poiché le quote di S.r.l. non sono equiparabili a 'titoli' o denaro. La sentenza riforma la decisione d'appello e accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Obblighi contributivi: transazioni e incentivi all’esodo
La Cassazione ha analizzato gli obblighi contributivi su somme pagate in accordi di risoluzione del rapporto di lavoro. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando la decisione di merito che distingueva tra somme a titolo di TFR (esenti) e mensilità aggiuntive (imponibili), qualificandole come sostitutive del preavviso. La decisione si fonda sull'insindacabilità dell'interpretazione contrattuale del giudice di merito.
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IMU A/10 abitazione principale: no agevolazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU per un immobile A/10 usato come abitazione principale. La Cassazione ha negato l'agevolazione IMU A/10 abitazione principale, stabilendo che la classificazione catastale come ufficio prevale sull'uso di fatto, rendendo irrilevante la residenza anagrafica ai fini del beneficio fiscale. Per ottenere l'esenzione, è necessario impugnare l'atto di classamento.
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Imposta di registro: calcolo su corrispettivo variabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9491/2024, ha stabilito i criteri per il calcolo dell'imposta di registro su contratti a lungo termine con corrispettivo in parte fisso e in parte variabile. Nel caso di un parco eolico, la Corte ha chiarito che l'imposta si calcola sull'intero valore del contratto, comprensivo della parte variabile quantificata in base al primo anno di fatturato, salvo successivo conguaglio. Viene così rigettata l'idea di una tassazione annuale basata sul fatturato di ogni singolo esercizio.
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Tassazione bonus dirigenti: la Cassazione chiarisce
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso di un'imposta addizionale sui suoi bonus, sostenendo la mancanza del presupposto oggettivo. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di secondo grado, ha stabilito che, a seguito di una modifica legislativa del 2011, la tassazione bonus dirigenti si applica sull'ammontare che eccede la parte fissa della retribuzione, senza più richiedere che tale eccedenza superi anche il triplo della stessa. La Corte ha così consolidato un orientamento giurisprudenziale univoco, accogliendo il ricorso dell'Agenzia Fiscale.
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Bonus settore finanziario: quando si paga la supertassa?
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso della supertassa del 10% sui bonus, ritenendo non applicabili i presupposti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26796/2025, ha respinto il ricorso, chiarendo che il presupposto per l'applicazione della tassa è semplicemente il superamento della parte fissa della retribuzione da parte del bonus settore finanziario, senza più la necessità che questo ecceda il triplo della stessa, come precedentemente previsto.
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Tassazione bonus dirigenti: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26795/2025, ha consolidato il suo orientamento sulla tassazione dei bonus per i dirigenti del settore finanziario. Ha stabilito che l'aliquota addizionale del 10% si applica sulla parte di bonus e stock options che eccede la retribuzione fissa, senza che sia più necessario il requisito del superamento del triplo della stessa. La Corte ha chiarito che la normativa più recente ha modificato la base imponibile, abrogando tacitamente la precedente soglia più elevata. La decisione ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando un principio fondamentale per la tassazione bonus dirigenti.
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Bonus manager: Cassazione sulla tassa addizionale
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso della tassa addizionale del 10% sul suo bonus, sostenendo che non superasse il triplo della sua retribuzione fissa, un presupposto che riteneva necessario. Dopo decisioni contrastanti nei gradi inferiori, la Corte di Cassazione ha chiarito la questione. Ha stabilito che una modifica legislativa del 2011 ha sostituito la vecchia soglia del 'triplo'. Pertanto, l'imposta addizionale sul bonus manager si applica su qualsiasi importo che ecceda la parte fissa della retribuzione. La richiesta di rimborso del contribuente è stata quindi definitivamente respinta.
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Imposta di registro: calcolo su corrispettivo variabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7726/2024, ha stabilito che l'imposta di registro per contratti pluriennali con corrispettivo in parte fisso e in parte variabile, come quelli per parchi eolici, si calcola sull'intero valore del contratto fin dall'inizio. La base imponibile per la parte variabile va determinata in base al primo fatturato conseguito, salvo conguaglio finale. Viene così respinta la tesi della tassazione frazionata anno per anno, affermando il principio di un'imposizione unitaria e complessiva al momento della registrazione dell'atto.
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Imposta di registro: tassazione unica corrispettivo variabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7500/2024, ha chiarito le modalità di applicazione dell'imposta di registro per i contratti a lungo termine con corrispettivo in parte fisso e in parte variabile. Nel caso di un contratto per la realizzazione di un parco eolico, la Corte ha stabilito che l'imposta si applica in un'unica soluzione sull'intero valore del contratto, calcolando la parte variabile sulla base del primo fatturato conseguito e prevedendo un conguaglio finale. È stato escluso il principio di una tassazione annuale.
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Immobili non accatastati: come si calcola l’ICI?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6328/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il calcolo dell'ICI su immobili non accatastati. Il caso riguardava una società che gestiva un pontile in concessione, per il quale il Comune aveva richiesto l'ICI basandosi su una rendita presunta. La Suprema Corte ha annullato la decisione, chiarendo che per i fabbricati del gruppo catastale D non ancora iscritti in catasto, la base imponibile deve essere determinata secondo il criterio del valore contabile, come previsto dalla legge. L'utilizzo di una rendita comunicata informalmente è stato ritenuto illegittimo.
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