Un cittadino straniero ha presentato opposizione al decreto di espulsione emesso dal Questore, ma il Giudice di Pace ha dichiarato il ricorso tardivo. Secondo il giudice, il ricorso era stato depositato oltre il termine di 30 giorni previsto dalla legge. Il cittadino ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo che, risiedendo in Tunisia, avrebbe dovuto beneficiare del termine più lungo di 60 giorni. La Suprema Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo principale risiede nella mancanza di specificità: il ricorrente non ha indicato le date esatte della notifica del provvedimento e del deposito del ricorso. Senza questi dati cronologici precisi, i giudici non hanno potuto verificare se il termine (da 30 o 60 giorni) fosse stato effettivamente rispettato, rendendo impossibile l'accoglimento della domanda.
Continua »