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Aspi

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Acronimo di Assicurazione Sociale per l'Impiego, una prestazione economica erogata in caso di disoccupazione involontaria, introdotta dalla Legge Fornero (n. 92/2012) e successivamente sostituita dalla NASpI.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza Giudice di Pace: Risarcimento Danni vs. Pratica INPS
Un Cittadino ha citato in giudizio un Patronato per una cattiva gestione della domanda di ASPI, che l'INPS ha poi rigettato. La richiesta era di risarcimento danni. Il Giudice di Pace di Cassino, inizialmente adito, ha declinato la competenza a favore del Tribunale del Lavoro. Quest'ultimo ha sollevato un regolamento di competenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza Giudice di Pace è corretta. L'azione è risarcitoria, non previdenziale, e il valore della causa è inferiore a 5.000 euro, rientrando così nella giurisdizione del Giudice di Pace.
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Mobilità in deroga: l’INPS perde la causa contro il lavoratore
L'Ente Previdenziale ha chiesto la restituzione di circa novemila euro erogati a un lavoratore come indennità di mobilità in deroga, ritenendola incompatibile con la precedente indennità di disoccupazione ASPI. Il lavoratore aveva percepito l'ASPI fino al 4 marzo 2014 e richiesto la mobilità in deroga per il periodo successivo, presentando la domanda tre giorni prima della scadenza della prima prestazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che non vi è stato alcun cumulo vietato, ma una legittima successione temporale delle prestazioni. Inoltre, la legge non vieta di presentare la domanda prima della scadenza del precedente sussidio, stabilendo solo un termine massimo di sessanta giorni dalla fine dello stesso. Il lavoratore conserva quindi legittimamente le somme ricevute.
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Mobilità in deroga: l’INPS vince il ricorso in Cassazione
Un lavoratore ha percepito l'indennità di mobilità in deroga nel 2014 dopo aver esaurito la disoccupazione ASpI. L'INPS ha richiesto la restituzione delle somme, sostenendo che il decreto interministeriale escludesse i beneficiari di ASpI dal trattamento. La Corte d'Appello ha dato ragione al lavoratore, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici hanno stabilito che il decreto interministeriale n. 83473/2014 ha legittimamente limitato la mobilità in deroga per il 2014 alla sola prosecuzione di precedenti trattamenti di mobilità, escludendo l'ASpI. Di conseguenza, l'INPS ha il diritto di recuperare le somme erogate.
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Indebito Previdenziale: ASpI da restituire se hai i requisiti
Una lavoratrice riceve l'indennità di disoccupazione (ASpI) anche dopo aver maturato i requisiti per la pensione, a causa di un'errata comunicazione dell'Ente Previdenziale. Anni dopo, l'Ente chiede la restituzione delle somme. La Cassazione stabilisce che si tratta di un indebito previdenziale da restituire. Il diritto alla disoccupazione cessa automaticamente al raggiungimento dei requisiti pensionistici, a prescindere dalla data di presentazione della domanda o dalla percezione effettiva della pensione. La buona fede della lavoratrice non impedisce l'obbligo di restituzione, ma potrà essere valutata per definire le modalità del rimborso.
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Indennità di disoccupazione ASPI: ente pubblico o economico?
La Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza che riconosceva l'Indennità di disoccupazione ASPI a una dipendente di un consorzio di comuni per la gestione dei rifiuti. Il nodo centrale riguarda la natura giuridica del datore di lavoro. Se il consorzio è una Pubblica Amministrazione, i dipendenti a tempo indeterminato sono esclusi dal beneficio. I giudici di merito avevano erroneamente qualificato il consorzio come ente pubblico economico. La Suprema Corte ha invece evidenziato che l'ente opera in regime di privativa, è finanziato dai comuni e non segue criteri di mercato. Pertanto, la natura pubblica dell'ente preclude l'accesso alla prestazione assicurativa per i lavoratori stabili. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei requisiti statutari.
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NASpI e pensione: quando scatta la decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla NASpI e all'ASpI decade automaticamente nel momento in cui il lavoratore matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. Nel caso esaminato, un cittadino aveva percepito indennità di disoccupazione nonostante avesse già raggiunto i presupposti anagrafici e contributivi per il pensionamento, presentando la domanda amministrativa solo successivamente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che la decadenza opera dal momento del raggiungimento dei requisiti oggettivi e non dalla data di effettiva percezione della pensione, rendendo le somme percepite nel frattempo un indebito da restituire.
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Indennità di disoccupazione detenuti: La DID è un obbligo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) è un requisito indispensabile per ottenere l'indennità di disoccupazione ASpI, anche per i lavoratori in stato di detenzione. La sentenza chiarisce che la condizione di detenuto non esonera da questo adempimento formale, considerato un elemento costitutivo dello stato di disoccupazione. L'ente previdenziale ha agito correttamente riconoscendo l'indennità solo dalla data di presentazione della DID e non da quella della domanda.
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Incompatibilità ASpI pensione: quando si perde il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito il principio di incompatibilità ASpI pensione, chiarendo che il diritto all'indennità di disoccupazione cessa nel momento in cui il lavoratore matura i requisiti per la pensione, non quando presenta la domanda. L'ente previdenziale ha quindi il diritto di richiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite. La Corte ha sottolineato che l'ASpI è una misura di sostegno di ultima istanza (extrema ratio), non alternativa alla pensione una volta che se ne ha diritto.
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Indebito previdenziale: quando restituire l’ASPI
Una lavoratrice ha erroneamente richiesto il 'ripristino' dell'indennità di disoccupazione invece di una 'nuova domanda', ricevendo somme non dovute. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione, qualificando il caso come indebito previdenziale oggettivo. La sentenza chiarisce che l'errore del richiedente rende il pagamento 'sine titulo' e la buona fede non esclude l'obbligo di rimborso del capitale.
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Indennità ASpI socio cooperativa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i soci lavoratori di cooperative, la tutela contro la disoccupazione involontaria e la relativa indennità ASpI socio cooperativa sono state introdotte solo a partire dal 1° gennaio 2013 con la Legge n. 92/2012. L'ordinanza ribalta una precedente decisione di merito, chiarendo che la normativa speciale (d.P.R. 602/1970) prevale su quella generale e non includeva tale copertura prima del 2013.
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Indennità disoccupazione ASpI: stop con lavoro > 6 mesi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34894/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo l'indennità di disoccupazione ASpI. Se il beneficiario stipula un nuovo contratto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi, perde il diritto alla prestazione. Questo avviene a prescindere dal reddito percepito, anche se questo è inferiore alla soglia di imponibilità fiscale. La Corte ha chiarito che il criterio temporale della durata del nuovo impiego prevale su quello reddituale, legittimando la richiesta di restituzione delle somme indebitamente percepite da parte dell'ente previdenziale.
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Disoccupazione involontaria: no ASpI con accordo
La Corte di Cassazione ha negato l'indennità di disoccupazione (ASpI) a un ex dirigente il cui rapporto di lavoro era cessato tramite un accordo di conciliazione sindacale. Secondo la Corte, la presenza di un incentivo all'esodo e la natura bilaterale dell'accordo dimostrano una volontà comune di porre fine al rapporto, escludendo così lo stato di disoccupazione involontaria, requisito fondamentale per accedere alla prestazione.
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