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NASpI e pensione: quando scatta la decadenza

La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla NASpI e all’ASpI decade automaticamente nel momento in cui il lavoratore matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. Nel caso esaminato, un cittadino aveva percepito indennità di disoccupazione nonostante avesse già raggiunto i presupposti anagrafici e contributivi per il pensionamento, presentando la domanda amministrativa solo successivamente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’ente previdenziale, confermando che la decadenza opera dal momento del raggiungimento dei requisiti oggettivi e non dalla data di effettiva percezione della pensione, rendendo le somme percepite nel frattempo un indebito da restituire.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 6001 Anno 2026
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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

NASpI e requisiti pensionistici: la guida alla decadenza

Il rapporto tra ammortizzatori sociali e trattamenti pensionistici è spesso fonte di dubbi per i lavoratori. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: la NASpI non può essere percepita se il lavoratore ha già maturato i requisiti per la pensione, indipendentemente da quando viene presentata la domanda di pensionamento.

Il caso: NASpI percepita dopo la maturazione della pensione

La vicenda riguarda un lavoratore che ha beneficiato delle indennità di disoccupazione ASpI e NASpI in periodi successivi alla maturazione dei requisiti per la pensione di anzianità. L’ente previdenziale ha richiesto la restituzione di oltre 18.000 euro, sostenendo che il diritto al sostegno al reddito fosse cessato automaticamente al raggiungimento dei limiti di età e contribuzione. Mentre i giudici di merito avevano dato ragione al lavoratore, ritenendo necessaria l’effettiva percezione della pensione per far scattare la decadenza, la Cassazione ha ribaltato l’esito.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha stabilito che la normativa vigente attribuisce rilievo esclusivo al mero raggiungimento dei requisiti contributivi ed anagrafici. Non conta, dunque, la scelta del lavoratore di posticipare la domanda di pensione. Il sistema degli ammortizzatori sociali è strutturato secondo un principio di alternatività: la tutela della disoccupazione interviene solo come extrema ratio quando l’ordinamento non garantisce già una protezione specifica come quella pensionistica.

Alternatività delle tutele previdenziali

Il legislatore ha il compito di bilanciare le risorse disponibili. Permettere a un soggetto che può già andare in pensione di percepire anche la NASpI creerebbe una sovrapposizione di tutele non prevista dal sistema. La decadenza si realizza nel momento esatto in cui si verifica l’evento (la maturazione del diritto a pensione), con il conseguente obbligo di restituire quanto percepito indebitamente dopo tale data.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’interpretazione letterale dell’art. 2, comma 40, della Legge 92/2012 e dell’art. 11 del D.Lgs. 22/2015. Entrambe le norme indicano il “raggiungimento dei requisiti” come causa di decadenza. La Corte ha precisato che la natura indisponibile degli interessi coinvolti e le esigenze di certezza del diritto impediscono di far dipendere l’erogazione di una prestazione pubblica dalla libera scelta o dalla convenienza economica del privato. Il rapporto di alternatività opera secondo criteri oggettivi e prevedibili, volti a impedire arricchimenti ingiustificati e a preservare l’efficacia degli ammortizzatori sociali.

Le conclusioni

In conclusione, chi matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata perde immediatamente il diritto a percepire la NASpI. La mancata conoscenza della propria posizione contributiva o la scelta di non presentare subito la domanda di pensione non escludono l’obbligo di restituzione delle somme indebitamente percepite. Questa decisione ribadisce la necessità per i lavoratori di monitorare attentamente il proprio estratto conto assicurativo per evitare di incorrere in azioni di recupero crediti da parte dell’ente previdenziale, che possono incidere pesantemente sulla stabilità economica familiare.

Cosa accade se percepisco la NASpI dopo aver maturato i requisiti per la pensione?
L’indennità percepita diventa un indebito oggettivo. L’ente previdenziale ha il diritto di richiederne la restituzione integrale poiché il diritto al sostegno decade automaticamente.

La decadenza dalla NASpI dipende dalla data di presentazione della domanda di pensione?
No, la decadenza scatta al momento del raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla legge, a prescindere da quando il lavoratore decide di fare domanda.

Posso scegliere tra l’indennità di disoccupazione e la pensione?
No, non esiste una facoltà di opzione. Le due prestazioni sono alternative e la tutela per la disoccupazione cessa non appena l’ordinamento appresta la protezione pensionistica.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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