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Art. 1669 C.C.

24 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Norma del Codice Civile che prevede una responsabilità extracontrattuale di dieci anni a carico dell'appaltatore per rovina o gravi difetti di immobili destinati a lunga durata, estesa anche al progettista e al direttore dei lavori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Grave difetto dell’opera: la responsabilità non decade subito
Alcuni proprietari di appartamenti hanno citato in giudizio l'impresa costruttrice e il direttore dei lavori per difetti nell'immobile, tra cui scarso isolamento acustico e crepe. I giudici di merito avevano dichiarato la decadenza dell'azione, ritenendo che i vizi fossero immediatamente percepibili dalla consegna degli immobili. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Un grave difetto dell'opera, come il difetto di insonorizzazione, richiede una perizia tecnica per comprenderne causa e gravità. Il termine di un anno per la denuncia decorre solo dall'acquisizione di una consapevolezza tecnica e sicura. Inoltre, i proprietari possono modificare la domanda legale durante il processo per far valere la responsabilità generale per danni. I proprietari hanno così ottenuto l'annullamento della sentenza sfavorevole e la riapertura del giudizio d'appello.
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Vizi gravi in appalto: la prescrizione scatta prima della perizia
I Proprietari hanno citato in giudizio L'Impresa Appaltatrice per gravi vizi di costruzione, come difetti nei sottofondi e nella pavimentazione. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno respinto la loro richiesta a causa della prescrizione appalto vizi gravi. Hanno stabilito che il termine annuale di prescrizione decorreva da una raccomandata del 1998, con cui i Proprietari avevano già piena conoscenza dei difetti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la conoscenza dei vizi non richiede una perizia tecnica preventiva se i difetti sono già evidenti. Inoltre, non si può introdurre una nuova domanda di risarcimento (ex art. 2043 c.c.) in appello se la causa iniziale si basava solo sull'appalto.
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Strada difettosa e allagamenti: la responsabilità del costruttore
Una società immobiliare viene citata in giudizio dagli acquirenti di una villetta a causa di gravi allagamenti nel piano interrato. Il problema deriva dalla strada di accesso, progettata e realizzata dalla stessa società con difetti di costruzione che impediscono il corretto deflusso delle acque piovane. La Corte di Cassazione conferma la piena responsabilità del costruttore. Stabilisce che il costruttore non solo deve risarcire i danni ai beni mobili distrutti, ma è anche obbligato a eseguire a proprie spese tutte le opere necessarie per eliminare definitivamente i vizi, come indicato dalla perizia tecnica, garantendo la sicurezza della proprietà.
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Riconoscimento Vizi Appalto: Promessa di Riparare Non Basta
Un Condominio cita in giudizio l'Impresa Edile e l'Architetto per gravi infiltrazioni dal tetto. I professionisti si difendono sostenendo che il diritto alla garanzia sia scaduto (prescritto). La Corte di Cassazione interviene sul tema del riconoscimento vizi appalto, stabilendo un principio fondamentale: la semplice ammissione dei difetti o l'impegno a eseguire alcune riparazioni non sono sufficienti a far sorgere una nuova garanzia con prescrizione di dieci anni. Per ottenere questo effetto, è necessario un vero e proprio accordo, specifico e definitivo, tra le parti che determini con precisione i difetti e le modalità di intervento. Di conseguenza, la Corte ha annullato la precedente condanna, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo criterio più rigoroso.
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Garanzia decennale costruttore: vince il compratore, non basta il sospetto
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla garanzia decennale del costruttore per gravi difetti. Il caso riguardava dei proprietari che avevano citato in giudizio il costruttore per danni all'immobile. Quest'ultimo si difendeva sostenendo che la denuncia fosse tardiva. La Corte ha chiarito un punto fondamentale: il termine di un anno per denunciare il vizio non decorre dalla semplice manifestazione esteriore del problema (es. una crepa), ma dal momento in cui l'acquirente acquisisce una conoscenza tecnica completa della sua gravità e delle cause. Spesso, questo momento coincide con il deposito di una perizia tecnica (CTU). Di conseguenza, la Corte ha dato ragione ai proprietari, confermando che la loro azione era tempestiva e la responsabilità del costruttore sussisteva.
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Gravi Difetti: Costruttore responsabile anche se subappalta
Un Condominio ha citato in giudizio un'Impresa Costruttrice per significativi vizi edilizi, come infiltrazioni e problemi di isolamento termico. L'impresa si è difesa sostenendo di aver subappaltato i lavori, ma i giudici hanno confermato la sua piena responsabilità. La Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: l'appaltatore che mantiene uno stretto controllo sulla realizzazione dell'opera risponde direttamente della Responsabilità per gravi difetti, anche se l'esecuzione materiale è affidata a terzi. I 'gravi difetti' includono qualsiasi vizio che pregiudichi seriamente la funzionalità dell'edificio. L'Impresa Costruttrice ha perso la causa ed è stata condannata al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese legali.
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Gravi difetti immobile: Cassazione annulla per errore d’appello
Alcuni proprietari di villette a schiera citano in giudizio l'impresa costruttrice per crepe e distacchi di intonaco, qualificandoli come gravi difetti dell'immobile. L'impresa si difende sostenendo che il diritto alla garanzia fosse scaduto (prescrizione) e che i vizi non fossero gravi. La Corte d'Appello dà torto ai proprietari per un motivo procedurale, ritenendo che avessero contestato solo la prescrizione e non la gravità dei difetti. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, accertando che i proprietari avevano invece contestato entrambi i punti. La Corte d'Appello ha quindi commesso un errore non pronunciandosi su un motivo essenziale del ricorso. La sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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Responsabilità del progettista: perizia ufficiale contro bozza
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della Responsabilità del progettista in relazione ai danni causati dall'esondazione di un corso d'acqua su un immobile di nuova costruzione. Inizialmente condannato, il professionista aveva visto la propria posizione ribaltata in appello, per poi essere nuovamente ritenuto responsabile in sede di rinvio. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il giudice di merito ha fondato la condanna ignorando le conclusioni della CTU ufficiale, che definiva l'evento atmosferico come eccezionale e il progettista diligente. Il giudice ha invece preferito una semplice bozza tecnica redatta da un ausiliario non giurato. La sentenza è stata cassata perché il magistrato non può discostarsi dal parere dell'esperto d'ufficio senza fornire una motivazione rigorosa e non può sostituire la perizia ufficiale con documenti privi di valore legale.
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Responsabilità per gravi difetti: guida completa
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità per gravi difetti a carico sia del venditore-costruttore che del progettista per vizi di isolamento termico e acustico. La decisione chiarisce che la natura extracontrattuale della tutela ex art. 1669 c.c. permette di chiamare in causa tutti i soggetti che hanno contribuito al danno, superando le distinzioni tra contratti di appalto, vendita o prestazione professionale.
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Vizi costruttivi: quando l’intervento risolve il danno
La Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento per vizi costruttivi. Se le perizie accertano che gli interventi riparatori del costruttore hanno risolto le infiltrazioni, l'acquirente non può più pretendere ulteriori risarcimenti. La Corte ha ritenuto inammissibile contestare in Cassazione l'accertamento dei fatti svolto nei gradi di merito.
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Responsabilità extracontrattuale costruttore: la guida
Un condominio ha citato in giudizio l'impresa costruttrice per diversi vizi dell'edificio. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha rigettato il ricorso. La sentenza chiarisce i confini della responsabilità extracontrattuale del costruttore, specificando che i difetti di lieve entità, non compromettendo la funzionalità dell'opera, non rientrano né nella garanzia per gravi difetti (art. 1669 c.c.) né nella responsabilità per fatto illecito (art. 2043 c.c.), per la quale è necessario un rigoroso onere probatorio a carico del danneggiato.
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Denuncia vizi costruttivi: quando decorre il termine?
Un condominio citava in giudizio l'impresa costruttrice per gravi difetti edilizi. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendo tardiva la denuncia vizi costruttivi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il termine di un anno per la denuncia decorre non dalla semplice manifestazione del danno, ma dal momento in cui si acquisisce una conoscenza sicura della sua causa e gravità, spesso a seguito di una perizia tecnica. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità art. 1669 c.c.: riparto tra venditore
Un acquirente cita in giudizio il venditore-costruttore per gravi vizi di muffa e condensa in un immobile. In primo grado, la responsabilità viene ripartita al 50% per il venditore e al 25% per ciascuno dei due professionisti coinvolti (direttore dei lavori e progettista). La Corte di Appello riforma la decisione, stabilendo una ripartizione equa della colpa in tre quote uguali. La sentenza affronta temi cruciali come la decorrenza dei termini di decadenza e prescrizione e la corretta quantificazione del danno, evidenziando la corresponsabilità di tutte le figure professionali nel processo edilizio. L'analisi della responsabilità art. 1669 c.c. è centrale nella decisione.
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Estensione automatica della domanda: la Cassazione decide
La Cassazione conferma che in caso di gravi vizi costruttivi, la domanda di risarcimento del committente si intende proposta anche verso i terzi (progettista, appaltatore) indicati dal convenuto come unici responsabili. La sentenza chiarisce il principio dell'estensione automatica della domanda, la responsabilità solidale e i termini di prescrizione.
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Responsabilità soci cancellazione: la Cassazione decide
Un condominio ha citato in giudizio la società costruttrice per gravi difetti dell'edificio. Dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità dei soci. La sentenza stabilisce che la responsabilità soci cancellazione sorge automaticamente con il trasferimento del patrimonio residuo in comunione tra loro, senza necessità di provare l'effettivo incasso delle somme. Inoltre, la Corte ha dichiarato nulla qualsiasi rinuncia preventiva alla garanzia per gravi difetti ex art. 1669 c.c., poiché posta a tutela di interessi pubblici.
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Gravi difetti: quando un vizio è risarcibile? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che non tutti i vizi di costruzione rientrano nella categoria dei "gravi difetti" secondo l'art. 1669 c.c. Nel caso specifico di macchie di umidità causate da una cappa da cucina difettosa, la Corte ha confermato la decisione d'appello, negando il risarcimento. Si è chiarito che, per essere considerati gravi, i difetti, anche se relativi a elementi accessori, devono compromettere in modo apprezzabile la funzionalità e il godimento dell'immobile, cosa non avvenuta in questa fattispecie. È stata inoltre esclusa l'applicabilità della tutela risarcitoria generale dell'art. 2043 c.c., poiché le tutele specifiche per i vizi della cosa venduta prevalgono.
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Responsabilità costruttore: la presunzione di colpa
La Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di gravi difetti di costruzione, vige una presunzione di responsabilità del costruttore. In un caso di infiltrazioni d'acqua, la Corte d'Appello aveva erroneamente addossato l'onere della prova agli acquirenti. La Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che spetta al costruttore dimostrare con fatti precisi di non essere responsabile, ripristinando così una tutela fondamentale per gli acquirenti di immobili.
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Responsabilità del progettista: la Cassazione decide
Un progettista, condannato per gravi vizi strutturali di un immobile, ha fatto ricorso in Cassazione. Contestava l'applicazione di norme tecniche successive alla costruzione e le conclusioni del perito. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità del progettista, poiché i difetti erano evidenti già con le norme all'epoca vigenti e le critiche alla perizia erano generiche e non supportate da prove oggettive.
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Responsabilità art. 1669 c.c.: non per vizi lievi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che lamentava difetti post-sopraelevazione. Secondo la Corte, la responsabilità art. 1669 c.c. del costruttore e del progettista non sussiste se i vizi, come le fessurazioni, derivano da un fisiologico assestamento della struttura e non compromettono la stabilità o il godimento essenziale dell'immobile, non configurandosi quindi come "gravi difetti".
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Vizi di costruzione: danni e tutele per l’acquirente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3011/2025, ha chiarito importanti principi in materia di vizi di costruzione. La Corte ha stabilito che il giudice ha il potere di riqualificare la domanda dell'acquirente, trasformando una richiesta di riduzione del prezzo in una di risarcimento del danno, se i fatti dimostrano la presenza di gravi difetti ai sensi dell'art. 1669 c.c. È stato inoltre confermato che il singolo condomino può agire per i danni derivanti da vizi sulle parti comuni che incidono sulla sua proprietà esclusiva.
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