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Art. 131-Bis Cod. Pen.

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849 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Nullità processuale: eccezione tardiva sana il vizio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per porto di oggetti atti ad offendere. L'imputato lamentava una nullità processuale per il rinvio di un'udienza non comunicatogli. La Corte ha stabilito che tale vizio, non essendo una nullità assoluta ma a regime intermedio, si è sanato poiché la difesa non lo ha eccepito alla prima occasione utile. È stato inoltre confermato il diniego della non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti penali dell'imputato e della pericolosità della condotta.
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Ricorso inammissibile: genericità e onere di spesa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. Il ricorso inammissibile è motivato dalla genericità e dalla natura meramente ripetitiva dei motivi, che non si confrontano con la sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: i motivi devono essere specifici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1103/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato. I motivi sono stati giudicati generici e assertivi, una mera riproposizione di argomenti già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello. In particolare, la Corte ha sottolineato che le circostanze di fatto a fondamento dello stato di necessità non erano state provate e che non è possibile chiedere alla Cassazione una nuova valutazione dei fatti, neanche in relazione all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa della continuatività dell'attività illecita e di un precedente penale specifico, elementi che ostacolano un giudizio di minore offensività.
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Art. 131-bis: quando non si applica per evasione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis del codice penale, è stata respinta. La Corte ha ritenuto che la condotta dell'imputato, recatosi presso l'abitazione di un pluripregiudicato e rientrato solo per l'arrivo delle forze dell'ordine, costituisse una circostanza ostativa alla valutazione di minore offensività del fatto, giustificando così la decisione dei giudici di merito.
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Motivi inediti in Cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per furto. La decisione si fonda sul fatto che l'imputata ha sollevato motivi inediti, come la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, per la prima volta in sede di legittimità. La Corte ribadisce che non è possibile introdurre nuove questioni di merito in Cassazione né chiedere una rivalutazione delle prove già esaminate dai giudici di grado inferiore.
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Inammissibilità ricorso 131-bis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per bancarotta semplice documentale. L'imputato chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma il suo ricorso è stato ritenuto generico. La Corte ha stabilito che l'appello non affrontava adeguatamente la motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva negato il beneficio a causa dell'abitualità del comportamento dell'imputato, evidenziata da precedenti reati fiscali e societari. La decisione sottolinea la necessità di formulare ricorsi specifici e pertinenti. Di conseguenza, si è avuta la conferma della condanna con l'aggiunta delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Occupazione abusiva: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per l'occupazione abusiva di un alloggio popolare. La Corte ha ritenuto irrilevante un'errata indicazione del numero di interno dell'immobile e ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), evidenziando che la stabilità e la durata prolungata dell'occupazione configurano un'abitualità della condotta che osta alla concessione del beneficio.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La decisione si fonda sulla genericità e manifesta infondatezza dei motivi presentati, che non rispettavano i requisiti di specificità richiesti in sede di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della decisione di merito nel negare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Porto abusivo di coltello: quando è reato?
Un uomo è stato condannato per aver portato fuori casa un coltello con lama di 4 cm. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando che il porto abusivo di coltello costituisce reato indipendentemente dalla dimensione della lama. L'ordinanza ha inoltre stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata legittimamente esclusa dal giudice di merito in base al contesto specifico dell'azione.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per guida in stato di ebbrezza. Il motivo principale risiede nel fatto che l'appello era una mera ripetizione di argomentazioni già respinte, senza un confronto critico con le motivazioni della sentenza impugnata, la quale aveva correttamente escluso la particolare tenuità del fatto data la gravità della condotta.
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Validità querela: quando la volontà di punire basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La Corte chiarisce la validità della querela, affermando che non sono necessarie formule sacramentali, ma è sufficiente una chiara manifestazione della volontà di punire il colpevole. Viene inoltre confermata l'inapplicabilità della causa di non punibilità per tenuità del fatto a causa della biografia criminale del ricorrente e la corretta valutazione della recidiva, basata sulla sua concreta pericolosità sociale.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per furto. Il motivo principale del rigetto è che l'appellante ha semplicemente riproposto le stesse argomentazioni sulla particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), già correttamente esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. Questo caso sottolinea un importante principio di procedura penale sull'inammissibilità del ricorso in Cassazione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso 131-bis
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per tentato furto. Il motivo principale dell'inammissibilità risiede nella genericità dell'appello, che non ha contestato efficacemente la decisione della Corte d'Appello di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa del comportamento abituale dell'imputato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione arresti domiciliari: la prova del reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte conferma che il reato può essere provato dalla prolungata e reiterata mancata risposta al citofono e alla porta durante i controlli di polizia, poiché tale comportamento costituisce un solido indizio dell'assenza del detenuto. Viene inoltre respinta la richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Giudicato parziale prescrizione: Cassazione chiarisce
Un automobilista, condannato per resistenza e oltraggio, ricorre in Cassazione chiedendo la declaratoria di prescrizione per un reato connesso. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che il giudicato parziale prescrizione non opera se il motivo d'appello relativo a un capo d'imputazione è inammissibile, consolidando la condanna e precludendo la successiva declaratoria di estinzione del reato.
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Falso ideologico e truffa: la decisione della Cass.
Un dipendente pubblico è stato condannato per truffa e falso ideologico per aver attestato falsamente ispezioni mai avvenute, ottenendo rimborsi non dovuti. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, sottolineando che la gravità del falso ideologico non si misura solo sul danno economico, ma anche sulla lesione della funzione pubblica di controllo, escludendo così l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e tardivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano mere ripetizioni generiche di argomentazioni già respinte. Inoltre, la richiesta di applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata giudicata inammissibile perché non sollevata nel precedente grado di appello, ribadendo l'importanza del principio di specificità dei motivi di impugnazione.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la revoca della sospensione condizionale. La Corte chiarisce che la revoca del beneficio ha natura dichiarativa e opera di diritto ("ope legis") quando emerge che era stato concesso nonostante la presenza di cause ostative, come due precedenti sospensioni. Pertanto, la revoca può essere disposta anche dal giudice d'appello. Inoltre, la Corte ribadisce l'inammissibilità della richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. se non sollevata nei precedenti gradi di giudizio.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo che il danno non trascurabile arrecato alla persona offesa, privata per lungo tempo del proprio veicolo, impedisse il riconoscimento del beneficio.
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