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Art. 131-Bis Cod. Pen.

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849 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Reato di danneggiamento: quando è continuato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato di danneggiamento. La Corte ha stabilito che compiere due azioni distinte, come scrivere con una bomboletta spray e poi lanciare biglie metalliche, costituisce un reato continuato e non un'unica azione. Inoltre, ha confermato che l'abitualità del comportamento, data da precedenti reati della stessa indole, impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Causa di non punibilità: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che la condotta di un individuo, che si era allontanato da casa violando le prescrizioni imposte, dimostrava una tale insensibilità alle regole da escludere la scarsa offensività del fatto, confermando così la decisione della corte territoriale e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione a causa di ripetuti ritardi nel rientro agli arresti domiciliari. I motivi del ricorso sono stati giudicati una mera riproposizione di censure già respinte in appello. La Corte ha confermato che la serialità e la gravità complessiva dei fatti impediscono l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Inammissibilità ricorso: motivi generici e tardivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di due ricorsi per la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Nel primo caso, il motivo era stato introdotto tardivamente e in modo generico. Nel secondo, il ricorso era meramente oppositivo a una decisione ben motivata che escludeva la tenuità a causa della non occasionalità della condotta. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Procura speciale: necessaria per le pene sostitutive
Un imputato, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha visto respingere il ricorso per ottenere pene sostitutive perché il suo difensore era privo di una procura speciale. La Corte di Cassazione ha confermato che tale richiesta è un atto personalissimo che richiede il consenso esplicito dell'imputato. Tuttavia, ha annullato la sentenza con rinvio perché i giudici d'appello non avevano valutato la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.).
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Furto di energia elettrica: chi può sporgere querela?
Un soggetto è stato condannato per furto di energia elettrica tramite un allaccio abusivo al contatore dei vicini. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, chiarendo che la persona che utilizza l'energia, anche se non è l'intestataria del contratto, è persona offesa e può validamente sporgere querela. La Corte ha inoltre confermato che la testimonianza della vittima, se adeguatamente verificata, può essere sufficiente per la condanna.
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Molestie telefoniche: Cassazione sulla prova d’identità
Un individuo è stato condannato per il reato di molestie telefoniche, commesso tramite chiamate da un'utenza intestata ai genitori. In sede di ricorso, l'imputato ha contestato l'identificazione e l'elemento soggettivo del reato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che una precedente dichiarazione dell'imputato sull'uso di quel numero, resa in un altro procedimento, costituisce prova valida. Inoltre, ha chiarito che il reato si perfeziona con l'azione invasiva della chiamata, indipendentemente dalle contromisure adottate dalla vittima (come bloccare il numero). Infine, ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura reiterata delle condotte.
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Art. 131-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (non punibilità per particolare tenuità del fatto). L'imputato contestava la decisione della Corte d'Appello, la quale aveva negato il beneficio basandosi sulle modalità della condotta e sul grado di colpevolezza. La Suprema Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata fosse corretta e sufficiente, e che i motivi del ricorso mirassero a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso Inammissibile: motivi infondati in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi, relativi all'esclusione della non punibilità per tenuità del fatto e alla legittimazione della parte civile, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha sottolineato come la condotta dell'imputato, resosi irreperibile e ostacolando la giustizia, giustificasse la decisione, confermando così la condanna.
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Ricorso inammissibile: limiti Cassazione su fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, ribadendo i propri limiti invalicabili. Il caso riguarda un'imputata che contestava la valutazione delle prove e la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che non può effettuare una nuova valutazione dei fatti, compito esclusivo dei giudici di merito. Inoltre, ha giudicato inammissibile il motivo che si limitava a ripetere argomentazioni già respinte in appello, poiché privo della necessaria specificità. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Falsa dichiarazione patrocinio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per una falsa dichiarazione patrocinio a spese dello Stato. L'imputato aveva omesso precedenti condanne per reati fiscali. La Corte ha ritenuto i motivi di ricorso una mera riproposizione di censure già respinte e ha sottolineato l'inammissibilità di questioni sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la doppia conforme
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due persone condannate per tentato furto. La decisione si fonda sull'impossibilità di sollevare per la prima volta in Cassazione la questione della particolare tenuità del fatto e sul divieto di rivalutare le prove in presenza di una 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito concordanti.
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Non punibilità per tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida senza patente. La Corte ha stabilito che la non punibilità per tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., non è applicabile in caso di condotta abituale, desunta dai numerosi precedenti specifici del ricorrente. La personalità trasgressiva e la presenza di passeggeri a bordo hanno ulteriormente aggravato la posizione dell'imputato, escludendo anche la concessione della sospensione condizionale della pena.
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Ricorso inammissibile: spaccio e precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a riproporre censure già respinte, e conferma che la grande quantità di droga (770 dosi), unita alla mancanza di reddito e ai precedenti specifici dell'imputato, costituiscono prova sufficiente della finalità di cessione e ostacolano l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Acquisto cose sospette: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del titolare di un'attività 'Compro Oro' per il reato di acquisto di cose di sospetta provenienza. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto corretta la motivazione del giudice di merito, basata su indizi quali l'enorme quantitativo di oro acquistato, il pagamento in due tranche e la mancata registrazione dell'operazione, elementi sufficienti a dimostrare il sospetto sulla provenienza illecita della merce.
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Inammissibilità ricorso: limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 46935/2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di due imputati, condannati rispettivamente per reati contro la persona e contro l'amministrazione della giustizia. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non consente un riesame dei fatti. Le valutazioni sulla gravità del reato, necessarie per l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. e della sospensione condizionale della pena, costituiscono apprezzamenti di merito insindacabili in Cassazione se logicamente motivati, come nel caso di specie.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, respingendo le doglianze di un imputato. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a riproporre questioni già valutate, e sull'impossibilità di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa dei precedenti penali del ricorrente, indicativi di un comportamento abituale.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la specificità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 46678/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. Il motivo era la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto il ricorso privo di specificità, in quanto si limitava a riproporre argomenti già vagliati e respinti in appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla genericità e ripetitività dei motivi, che non si confrontavano specificamente con le argomentazioni della Corte d'Appello, la quale aveva già escluso la particolare tenuità del fatto e le attenuanti generiche a causa di un 'consolidato modus operandi' dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. Il motivo, relativo alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato giudicato generico e ripetitivo di argomenti già respinti in appello. La decisione comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione alla Cassa delle ammende.
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