LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Art. 131-Bis Cod. Pen.

Pagina 36 di 40

849 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Particolare tenuità e precedenti: no automatismi
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per evasione, stabilendo che la non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere negata automaticamente solo in base ai precedenti penali dell'imputato. Il caso riguardava un allontanamento di pochi metri e per pochi minuti dagli arresti domiciliari. La Corte ha chiarito che il giudice di merito deve compiere una valutazione complessiva e non limitarsi a un giudizio basato sul casellario giudiziale, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul punto.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e i suoi limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sul principio che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge. Viene inoltre negata l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende. Questo caso esemplifica le ragioni che portano a un ricorso inammissibile.
Continua »
Particolare tenuità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, stabilendo che le caratteristiche della sua condotta illecita non consentono di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità dell'offesa. La decisione conferma che tale beneficio non è automatico e comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso in Cassazione: i limiti del giudice di merito
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del proprio sindacato, dichiarando inammissibile un ricorso avverso una condanna per rissa. La Corte ribadisce che il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul merito, volto a una nuova valutazione dei fatti o della congruità della pena, se la motivazione del giudice precedente è logica e coerente. Viene confermato che la valutazione dei fatti e la determinazione della pena sono attività discrezionali del giudice di merito.
Continua »
Foglio di via obbligatorio: la Cassazione decide
Un uomo viene condannato per aver violato un foglio di via obbligatorio. In Cassazione, contesta la legittimità dell'atto, poiché basato su un'accusa poi archiviata. La Corte rigetta il ricorso, affermando che il giudice penale deve valutare la legittimità dell'atto al momento dell'emissione, e i fatti successivi sono irrilevanti. L'ordine era comunque motivato anche da altri precedenti di polizia.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto di coltelli. La Corte ha confermato che l'applicazione del beneficio della 'particolare tenuità del fatto' (art. 131-bis c.p.) è esclusa in presenza di un comportamento abituale, desumibile da almeno due precedenti illeciti della stessa indole, anche se non ancora irrevocabilmente accertati.
Continua »
Occupazione abusiva demanio: la condanna è certa
La Corte di Cassazione conferma la condanna per occupazione abusiva demanio a carico del titolare di una concessione balneare. Viene respinta la tesi della "particolare tenuità del fatto", data l'estensione dell'area contestata (315 mq) e il numero di lettini (36) posizionati illecitamente. La sentenza stabilisce inoltre la legittimità della confisca dei beni, anche in assenza della convalida di un precedente sequestro preventivo.
Continua »
Art. 131-bis: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, sottolineando che la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non può essere presentata per la prima volta in Cassazione se non è stata sollevata in appello. La Corte ribadisce anche l'ampia discrezionalità del giudice di merito nel negare le pene sostitutive, a condizione che la decisione sia adeguatamente motivata.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, privi di specificità e mirati a una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha confermato la decisione di merito, che aveva negato l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della gravità e reiterazione delle condotte criminose, tra cui minacce di morte.
Continua »
Occupazione abusiva: quando non si applica il 131-bis
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di occupazione abusiva di un alloggio popolare, ritenendo inammissibile il ricorso dell'imputata. La decisione si fonda sulla lunga durata della condotta illecita, iniziata nel 2005, che ha qualificato il comportamento come abituale, escludendo così la possibilità di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis del codice penale.
Continua »
Notizie false su social: la Cassazione e l’art. 131-bis
Un uomo ha pubblicato un post con notizie false, affermando di essere entrato in un tribunale senza controlli sanitari durante la pandemia. La Corte di Cassazione ha confermato la sua responsabilità penale per aver turbato l'ordine pubblico, ma ha annullato la condanna con rinvio. Il motivo è che il giudice di merito non ha spiegato perché non ha applicato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, un passaggio motivazionale obbligatorio.
Continua »
Destinazione allo spaccio: prova e condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due individui per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La sentenza chiarisce che la destinazione allo spaccio può essere provata da indici oggettivi come il quantitativo elevato (69 dosi), il confezionamento in singole dosi e le modalità di occultamento, rendendo irrilevante la tesi dell'uso personale. La Corte ha inoltre rigettato la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità oggettiva della condotta.
Continua »
Travisamento del fatto: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, ribadendo un principio fondamentale: non è possibile chiedere ai giudici di legittimità una nuova valutazione delle prove o una ricostruzione alternativa dei fatti. Il concetto di 'travisamento del fatto' ha confini precisi e non può trasformare la Cassazione in un terzo grado di giudizio nel merito. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, confermando la decisione del giudice di appello basata sul valore non trascurabile dei beni oggetto del reato.
Continua »
Art. 131-bis: precedenti e non menzione condanna
La Corte di Cassazione ha stabilito che i precedenti reati, anche se dichiarati non punibili per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., contribuiscono a delineare l'abitualità del comportamento. Di conseguenza, tali precedenti ostacolano una nuova applicazione dello stesso beneficio e possono giustificare il diniego della non menzione della condanna nel casellario giudiziale, in quanto rappresentano un valido indice della capacità a delinquere del soggetto.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si basa su due motivi: la richiesta non era stata avanzata nel precedente grado di giudizio (appello) e, in ogni caso, la presenza di una recidiva reiterata osta al riconoscimento del beneficio.
Continua »
Inammissibilità ricorso per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per evasione. I motivi, incentrati sulla mancanza dell'elemento psicologico e sulla particolare tenuità del fatto, sono stati ritenuti generici e non in grado di confutare le argomentazioni della Corte d'Appello. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso per evitare una declaratoria di inammissibilità.
Continua »
Ricorso inammissibile: le motivazioni contano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La decisione si fonda sulla genericità e mancanza di specificità dei motivi presentati, che non contestavano efficacemente la logica della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha sottolineato che per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile è necessario confrontarsi puntualmente con le argomentazioni del giudice precedente.
Continua »
Ricorso inammissibile: le censure generiche in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile proposto contro una condanna per il reato di cui all'art. 341-bis c.p. I motivi, incentrati sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e di una sanzione sostitutiva, sono stati ritenuti censure generiche, non in grado di confrontarsi con le argomentazioni della corte d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per tentato furto. La decisione si basa sul fatto che i motivi di ricorso, tra cui la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, erano stati presentati per la prima volta in Cassazione e non nel precedente grado di appello, violando le norme procedurali.
Continua »
Violazione Daspo: la reiterazione esclude la tenuità
La Corte di Cassazione ha stabilito che la ripetuta violazione dell'obbligo di presentazione legato al Daspo, anche se concentrata in un breve lasso di tempo, dimostra una gravità tale da escludere l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). Il comportamento dell'imputato e le giustificazioni implausibili fornite sono state determinanti per confermare la condanna, evidenziando una totale incomprensione del disvalore della propria condotta.
Continua »