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Art. 131-Bis Cod. Pen.

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849 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Causa di non punibilità: annullata sentenza per omessa motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per ricettazione di un cellulare. Sebbene la colpevolezza fosse provata dall'uso della SIM dell'imputato nel telefono rubato, la Corte d'Appello aveva omesso di valutare la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), vizziando la motivazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Evasione arresti domiciliari: la cantina non è casa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per evasione arresti domiciliari di un uomo trovato nella cantina dell'edificio in cui era detenuto. La sentenza stabilisce che la cantina, se costituisce un corpo autonomo e separato dall'appartamento, non rientra nel concetto di "abitazione" ai fini della misura cautelare. La Corte ha specificato che per abitazione si intende solo il luogo di vita domestica, escludendo pertinenze non in continuità spaziale che impediscono il controllo da parte delle forze dell'ordine.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché riproponeva censure già esaminate e respinte nei gradi di merito. L'imputato, che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Motivi nuovi appello: quando sono inammissibili?
Un soggetto, condannato in appello per detenzione e spaccio di hashish, ricorre in Cassazione. Tra le varie doglianze, presenta una memoria con motivi nuovi appello, chiedendo l'applicazione della non punibilità per tenuità del fatto. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che i motivi nuovi devono essere tempestivi e avere una connessione funzionale con quelli originari, condizioni mancate nel caso di specie.
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Alimenti in cattivo stato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45527/2023, ha confermato una condanna per il reato di detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Il caso riguardava un operatore che lavorava del pesce su un banco non refrigerato e in presenza di insetti. La Corte ha stabilito che la valutazione dello stato di conservazione deve basarsi sul contesto complessivo e non su singoli elementi isolati, dichiarando inammissibile un ricorso che criticava solo un aspetto della vicenda, ignorando la situazione igienica generale.
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Inammissibilità ricorso cassazione: il caso 131-bis
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per il reato di cui all'art. 483 c.p. Il motivo, incentrato sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato giudicato meramente riproduttivo di argomenti già vagliati e respinti dalla Corte d'Appello. L'esito conferma il principio secondo cui il ricorso in Cassazione non può limitarsi a riproporre le stesse questioni senza sollevare vizi specifici della sentenza impugnata.
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Porto d’armi: omessa motivazione su 131-bis annulla
Un soggetto condannato per porto d'armi abusivo (un coltello) ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha ritenuto infondata la giustificazione legata a motivi di lavoro, ma ha accolto il ricorso per un vizio procedurale: il giudice di merito aveva completamente omesso di motivare il diniego dell'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), pur essendo stata specificamente richiesta dalla difesa. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio su questo specifico punto.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso invasione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso Cassazione presentato da tre imputati condannati per invasione arbitraria. I motivi sono stati respinti perché uno mirava a una nuova valutazione dei fatti e l'altro era infondato riguardo all'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Inammissibilità ricorso: Cassazione su tenuità fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello. Gli imputati contestavano il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e dello stato di necessità. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, in quanto le argomentazioni proposte erano in palese contrasto con la giurisprudenza consolidata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: no se i prodotti tanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla constatazione che l'elevato numero di prodotti contraffatti oggetto del reato esclude la possibilità di considerare l'offesa come 'tenue', confermando la valutazione dei giudici di merito.
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Ricorso inammissibile: i requisiti secondo la Corte
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi, che miravano a una nuova valutazione dei fatti anziché a contestare vizi di legittimità. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, di una sanzione pecuniaria e alla rifusione delle spese legali in favore della parte civile, stabilendo principi chiari sui requisiti formali dell'impugnazione.
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Specificità del ricorso: Cassazione su inammissibilità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per mancanza di specificità. Il ricorso, che contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato giudicato generico e non correlato alle motivazioni della sentenza d'appello. Questa decisione sottolinea l'importanza della specificità del ricorso come requisito fondamentale per accedere al giudizio di legittimità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: genericità del motivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché il motivo addotto era generico. L'appellante contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma si era limitato a un mero dissenso senza affrontare le argomentazioni della Corte d'Appello, che aveva basato la sua decisione sull'abitualità della condotta. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per motivi generici: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in quanto basato su motivi generici e ripetitivi, già esaminati nel precedente grado di giudizio. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e delle attenuanti generiche. La Suprema Corte, confermando la decisione della Corte d'Appello, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, ribadendo che la mera riproposizione di censure già respinte non è sufficiente per un valido ricorso.
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Inammissibilità ricorso Cassazione per motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per spaccio di lieve entità. I motivi sono stati giudicati generici e assertivi, non in grado di confrontarsi adeguatamente con la logica motivazione della Corte d'Appello. L'ordinanza chiarisce i limiti per la concessione delle attenuanti generiche in presenza di recidiva qualificata e per l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando la rilevanza dei precedenti penali e della pericolosità della condotta.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, confermando la decisione di merito. L'imputato non ha dimostrato l'esistenza di 'reali esigenze' per giustificare l'allontanamento dal domicilio. Inoltre, i suoi precedenti penali hanno impedito l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto). La decisione sottolinea che non si possono riproporre in Cassazione questioni già adeguatamente valutate nei gradi precedenti.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo respinge
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché le motivazioni erano una semplice ripetizione di quelle già respinte in appello. La Corte ha confermato l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), data la gravità della condotta, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Inammissibilità del ricorso: l’appello generico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato avverso una condanna. I motivi, incentrati sulla richiesta di una pena più mite e sull'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sono stati giudicati generici e meramente riproduttivi di argomentazioni già respinte in appello, senza una critica puntuale alla sentenza impugnata.
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Violazione DASPO: inammissibile il ricorso in Cassazione
Un soggetto sanzionato con un divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO) viene condannato per aver violato tale divieto, recandosi presso uno stadio per vendere biglietti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, in quanto i motivi presentati erano una mera riproposizione di quelli già esaminati e rigettati dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea come la violazione DASPO, unita ad altre attività illecite, non possa essere considerata di lieve entità, confermando la pericolosità sociale del soggetto.
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Ricorso inammissibile: i motivi non proposti in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché uno dei motivi, relativo alla sospensione condizionale della pena, non era stato precedentemente sollevato in appello come richiesto dal codice. La Corte ha inoltre confermato la decisione di merito sulla non applicabilità della particolare tenuità del fatto.
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