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Art. 131-Bis Cod. Pen.

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849 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per evasione. L'imputato, con precedenti specifici, era fuggito dopo essere stato visto fuori casa. L'appello è stato ritenuto generico perché riproponeva questioni già motivate dalla Corte d'Appello, confermando la condanna e la preclusione alla sospensione condizionale della pena.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile per recidiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Nonostante la giustificazione di essersi allontanato per accudire i propri cani, la Corte ha ritenuto le argomentazioni generiche e ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei numerosi precedenti penali dell'imputato, incluse cinque condanne per lo stesso reato.
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Reato di evasione: quando la Cassazione lo conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. L'allontanamento di 400 metri dalla propria abitazione (luogo di detenzione domiciliare) per un tempo consistente è stato ritenuto sufficiente per escludere la particolare tenuità del fatto, confermando la condanna.
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Ricorso inammissibile per spaccio: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché riproponeva le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza sollevare nuove questioni di diritto. La Corte ha confermato la validità delle motivazioni della corte territoriale, basate sulla presenza di materiale per il confezionamento, dosi già pronte e precedenti specifici dell'imputato, elementi che escludono sia la responsabilità di terzi sia l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Motivi di appello generici: inammissibilità in Cassazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per occupazione abusiva e danneggiamento. I motivi di appello generici, sia sulla non punibilità per tenuità del fatto sia sul risarcimento, non potevano essere sanati in sede di legittimità, confermando la condanna.
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Tenuità del fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I motivi sono stati giudicati una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte in appello, prive di una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha confermato la valutazione del giudice di merito, secondo cui il fatto non era da considerarsi tenue.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è reiterato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per tentato furto aggravato. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di ricorso erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, senza un reale confronto con la sentenza impugnata. Viene inoltre confermato che l'abitualità nel commettere reati osta all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, rendendo il ricorso inammissibile.
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Ricorso inammissibile per frode fiscale: la Cassazione
Un contribuente, condannato per frode fiscale tramite dichiarazione infedele presentata da un CAF, ha visto il suo appello respinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano generici e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo irrilevante la presunta assenza di delega al CAF e corretta l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l'entità del rimborso illecitamente ottenuto.
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Art. 131-bis cod. pen. e sicurezza: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per molteplici violazioni della sicurezza sul lavoro. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis cod. pen., non è applicabile data la gravità derivante dalla pluralità dei rischi creati, rendendo irrilevante il successivo adeguamento alle norme e il pagamento di una sanzione.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inapplicabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per frode assicurativa, che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso il beneficio valorizzando elementi come i costi investigativi sostenuti dalla compagnia assicurativa e i legami dell'imputata con altri soggetti coinvolti in truffe seriali, ritenendo tali circostanze indicative di una gravità non trascurabile.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La decisione si basa sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, senza introdurre specifiche critiche alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando è una mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per tentato furto. La decisione si fonda sul fatto che i motivi presentati dal ricorrente erano una mera riproduzione di quelli già respinti dalla Corte d'Appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Evasione e ricorso generico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi, incentrati sulla breve durata dell'allontanamento, sul trattamento sanzionatorio e sulla tenuità del fatto, sono stati ritenuti generici e non idonei a contestare la solida motivazione della Corte d'Appello, confermando che qualsiasi allontanamento non autorizzato integra il reato di evasione.
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Pedaggio autostradale: non pagare è reato di truffa
Un automobilista è stato condannato per il reato di truffa per non aver pagato un pedaggio autostradale. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo le eccezioni sulla nullità processuale e sulla riqualificazione del reato. La Corte ha chiarito che l'utilizzo delle corsie riservate ai sistemi di pagamento elettronico senza averne titolo costituisce un raggiro finalizzato a eludere il pagamento, configurando così il reato di truffa.
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Inammissibilità ricorso: i motivi non vanno ripetuti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in materia penale, sottolineando che i motivi di impugnazione non possono limitarsi a riproporre censure già vagliate e respinte nei gradi di merito. Il caso in esame, relativo alla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. e della continuazione, conferma che per l'ammissibilità ricorso è necessario un confronto critico e specifico con le argomentazioni della sentenza impugnata.
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Ricorso generico: inammissibilità per l’art. 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello. Il motivo è la natura di ricorso generico del gravame, che lamentava la mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) senza confrontarsi specificamente con le motivazioni della sentenza di merito, basate sulla pluralità di persone offese e sulla gravità delle lesioni.
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Inammissibilità ricorso: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato a causa della genericità e della natura meramente ripetitiva dei motivi presentati. L'ordinanza sottolinea che un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere una critica argomentata alla sentenza impugnata e non limitarsi a riproporre le stesse doglianze già respinte in appello. In particolare, viene confermata la decisione di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), in virtù dell'entità del danno, della condotta dell'imputato e dei suoi precedenti penali.
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Concorso in contrabbando: la chiave della cantina
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due coniugi condannati per contrabbando. La Corte ha ritenuto logica e corretta la motivazione dei giudici di merito nel configurare il concorso in contrabbando a carico della moglie, basandosi sul fatto che avesse le chiavi della cantina dove erano custoditi oltre 30 kg di merce illecita. L'ingente quantitativo ha inoltre giustificato l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Variazioni di reddito: obbligo e sanzioni penali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale di un soggetto per non aver comunicato le variazioni di reddito mentre beneficiava di un'agevolazione statale. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, escludendo l'errore scusabile, poiché l'imputato non poteva ignorare i propri guadagni. È stata inoltre negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della notevole differenza tra il reddito dichiarato e quello effettivo.
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Guida in stato di ebbrezza: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. L'ordinanza chiarisce che non è possibile chiedere alla Suprema Corte una nuova valutazione dei fatti già accertati nei gradi di merito e conferma che la pericolosità della condotta esclude sia la particolare tenuità del fatto sia le attenuanti generiche.
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