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Art. 131-Bis Cod. Pen.

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849 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per evasione. I motivi sono stati giudicati meramente ripetitivi e infondati, confermando la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa della gravità e non occasionalità della condotta. La decisione sull'inammissibilità ricorso penale ha anche confermato l'esclusione delle attenuanti generiche a causa della reiterazione dei reati.
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Concordato in appello: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un "concordato in appello" (art. 599 bis c.p.p.), aveva comunque impugnato la sentenza. L'accordo, che implica la rinuncia ad altri motivi, preclude la possibilità di sollevare ulteriori questioni in Cassazione, come la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La decisione conferma che il concordato in appello ha un effetto preclusivo sull'intero procedimento.
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Ricorso inammissibile: genericità e art. 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi presentati. L'imputato contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma l'appello non specificava gli errori della sentenza impugnata, la quale aveva già correttamente motivato il diniego sulla base dei numerosi precedenti penali del ricorrente. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso generico in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19035/2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di condanna della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e meramente riproduttivi di doglianze già respinte nel merito, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Detenzione di stupefacenti: il ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sull'impossibilità di rivalutare i fatti in sede di legittimità e sulla palese incompatibilità tra l'ingente quantitativo di droga (centinaia di dosi) e di denaro contante con l'ipotesi della particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis c.p.
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Ricorso inammissibile: quando è troppo generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per genericità, confermando una condanna per spaccio di lieve entità. La Corte ha stabilito che l'appello non contestava criticamente le motivazioni della sentenza impugnata, che si basavano su plurimi elementi (quantità e tipo di droga, possesso di un bilancino) per escludere l'uso personale. È stata inoltre respinta la richiesta di applicazione della non punibilità per tenuità del fatto a causa di una precedente condanna per un reato della stessa indole, che rendeva il comportamento 'non occasionale'.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per la violazione di una misura preventiva. L'imputato sosteneva l'inoffensività della condotta, ma la Corte ha respinto tutti i motivi, sottolineando la genericità delle argomentazioni, la gravità dei precedenti penali dell'individuo e l'impossibilità di rivalutare i fatti in sede di legittimità. La decisione conferma la condanna e sanziona il ricorrente per aver presentato un appello infondato.
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Ricorso inammissibile: motivi aspecifici e reiterati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi sono stati giudicati generici, ripetitivi di doglianze già esaminate e infondati. In particolare, è stata confermata l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa della condotta abituale del ricorrente, desunta da precedenti condanne. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Nullità intermedia: quando eccepire il vizio di notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava un vizio di notifica della citazione a giudizio. La Corte ha stabilito che la cosiddetta nullità intermedia deve essere eccepita nel corso del primo grado di giudizio, altrimenti non può più essere fatta valere. La decisione si basa su un consolidato orientamento delle Sezioni Unite e ribadisce l'importanza della tempestività delle eccezioni processuali.
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Inammissibilità del ricorso: motivi generici e vizi logici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi, incentrati sulla particolare tenuità del fatto e sulle attenuanti generiche, sono stati ritenuti generici e non in grado di scalfire la logica motivazionale della corte di merito, che aveva tenuto conto delle modalità del fatto e dei gravi precedenti penali dell'imputato. La decisione sottolinea come il ricorso non possa trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul merito.
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Detenzione di esplosivi: quando è reato? Il caso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la detenzione di un ingente quantitativo di materiale pirotecnico. La Corte stabilisce che la richiesta di non punibilità per tenuità del fatto non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione e ribadisce che una grande quantità di fuochi d'artificio, per le condizioni di conservazione, integra il reato di detenzione di esplosivi.
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Particolare tenuità del fatto: furto e precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per tentato furto aggravato di oggetti di scarso valore (penne, fermagli). Nonostante il valore irrisorio, l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata negata a causa dei precedenti penali specifici dell'imputato e delle modalità organizzate dell'azione, che ha violato un bene pubblico.
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Ricorso inammissibile per tentato furto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per tentato furto in abitazione. La Corte ha stabilito che la richiesta di riesaminare i fatti e le prove non rientra nelle sue competenze, confermando la decisione dei giudici di merito. È stata inoltre rigettata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dell'elevato patimento causato alla vittima.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. I motivi, incentrati sul presunto travisamento della prova testimoniale e sulla validità degli accertamenti ematici, sono stati respinti. La Corte ha confermato che la particolare tenuità del fatto non è applicabile data l'elevata pericolosità della condotta.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati condannati per furto aggravato. L'ordinanza sottolinea come i motivi di appello fossero generici e non adeguatamente confrontati con la sentenza impugnata, la quale aveva correttamente qualificato il reato come consumato e non semplicemente tentato, impedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione evidenzia l'importanza di formulare censure specifiche e pertinenti per evitare una declaratoria di inammissibilità ricorso Cassazione.
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Detenzione stupefacenti: quando è spaccio e non uso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La sentenza conferma che la destinazione allo spaccio può essere provata non solo dalla quantità (300 grammi di hashish), ma anche da altri indizi come il costo elevato per un disoccupato, le modalità di occultamento e la deperibilità della sostanza. La richiesta di non punibilità per tenuità del fatto è stata respinta perché presentata per la prima volta in Cassazione senza i presupposti di legge.
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Permesso premio: condotta e valutazione autonoma
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto a cui era stato negato un permesso premio a causa di una sanzione disciplinare per possesso di un telefono cellulare. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla "regolare condotta" da parte del Tribunale di Sorveglianza è autonoma e non è vincolata dalla qualificazione del medesimo fatto come di "particolare tenuità" da parte del giudice penale. La mancanza del requisito della regolare condotta è sufficiente a giustificare il diniego del beneficio.
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Ricorso inammissibile: i motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi, relativi all'eccessività della pena, alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e a una sanzione sostitutiva, sono stati respinti perché generici o proposti per la prima volta in sede di legittimità, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Possesso di documenti falsi: quando è reato
Un soggetto, condannato per possesso di documenti falsi ai fini dell'espatrio, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la carta d'identità non fosse un documento valido a tal fine. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la carta d'identità è titolo valido per viaggiare nell'UE e che le argomentazioni erano manifestamente infondate, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Reato tentato e 131-bis: quando è inapplicabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato, che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che, in caso di reato tentato, la valutazione ai fini dell'art. 131-bis c.p. deve basarsi sull'esiguità del pericolo, un criterio che il ricorrente non aveva considerato, rendendo il suo motivo di ricorso manifestamente infondato.
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