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Art. 131-Bis Cod. Pen.

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849 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Abitualità del reato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso volto a ottenere la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda su due motivi: la mera ripetizione dei motivi d'appello e la presenza di 'abitualità del reato', dimostrata da cinque precedenti condanne per reati della stessa indole, che osta all'applicazione del beneficio.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi addotti erano manifestamente infondati. Le contestazioni della ricorrente, relative a un presunto vizio di notifica e alla mancata motivazione sulla particolare tenuità del fatto, sono state respinte. La Corte ha stabilito che la notifica a mani proprie è valida nonostante un errore materiale e che la motivazione della Corte d'Appello era presente e puntuale. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: analisi del caso
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 34105/2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e sulla natura fattuale dei motivi proposti, confermando la correttezza della motivazione del giudice di merito riguardo alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L'inammissibilità ricorso Cassazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e genericità del motivo di ricorso, in particolare riguardo al mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha confermato la logicità e coerenza della motivazione del giudice d'appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per aver violato gli obblighi della sorveglianza speciale. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità della condotta e la recente sottoposizione del soggetto alla misura di prevenzione.
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Prescrizione reati sicurezza: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna emessa nei confronti di un datore di lavoro per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Nonostante il ricorso fosse parzialmente fondato per un difetto di motivazione sulla tenuità del fatto, la Corte ha dichiarato l'estinzione dei reati per intervenuta prescrizione. Questa decisione evidenzia come la prescrizione reati sicurezza possa prevalere su vizi procedurali, portando all'annullamento della condanna senza un nuovo processo.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza a seguito di un incidente. La difesa, basata sulla tesi di aver assunto alcolici solo dopo il sinistro, è stata giudicata illogica e non credibile. È stata inoltre respinta la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dell'elevato tasso alcolemico e della pericolosità della condotta.
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Ricorso inammissibile: spaccio e condotta abituale
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per spaccio continuato. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e ripetitivi. La Corte ha inoltre confermato che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131 bis c.p., non si applica in caso di condotta abituale, desunta dalla reiterazione dei fatti e da precedenti specifici.
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Particolare tenuità del danno: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di un ciclomotore, che chiedeva il riconoscimento della particolare tenuità del danno. La Corte ha ribadito che la valutazione del danno non si limita al solo valore economico del bene, ma considera ogni pregiudizio per la vittima, escludendo l'applicazione del beneficio quando il danno non è irrisorio. Respinta anche la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p.
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Particolare tenuità del fatto: no se il reato è abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello di Palermo. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., non può essere applicata a causa dei numerosi precedenti penali specifici dell'imputato, che dimostrano l'abitualità della condotta.
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Art. 131-bis abitualità: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, secondo l'art. 131-bis del codice penale, è stata respinta a causa dell'abitualità nel reato del ricorrente. La Corte ha sottolineato che le censure erano generiche e che l'abitualità è un ostacolo normativo all'applicazione del beneficio.
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Abbandono di rifiuti: no alla tenuità del fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per abbandono di rifiuti. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata respinta a causa della notevole quantità e pericolosità dei materiali abbandonati, tra cui eternit, su un'area di 560 mq.
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Inammissibilità ricorso: no alla prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati a causa della genericità e non specificità dei motivi. Questa decisione sull'inammissibilità ricorso cassazione impedisce alla Corte di esaminare nel merito la questione e, di conseguenza, di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se questa fosse maturata dopo la sentenza d'appello. La condanna diventa così definitiva.
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Abitualità del comportamento e Art. 131-bis: il No
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando che la non applicazione dell'art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto) è giustificata dalla sola abitualità del comportamento del reo. La Corte ribadisce che la presenza di precedenti reati della stessa indole è sufficiente a negare il beneficio, rendendo il motivo di ricorso generico e infondato.
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Legittimazione a querelare: il dipendente può agire?
Un soggetto condannato per danneggiamento ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo, tra le altre cose, che il dipendente che aveva sporto querela non avesse la legittimazione per farlo. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la legittimazione a querelare spetta anche al dipendente che abbia la 'detenzione qualificata' del bene, come un addetto alle vendite responsabile di uno stand. La Corte ha stabilito che tale posizione è sufficiente a fondare il diritto di tutelare il bene attraverso la querela.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per occupazione di un immobile. I motivi sono stati giudicati totalmente generici, reiterativi e manifestamente infondati, in quanto non si confrontavano specificamente con la motivazione della sentenza d'appello. La Corte ha confermato che la valutazione sulla pena e sulla non applicabilità dell'art. 131-bis c.p. per via dei precedenti penali rientra nella discrezionalità del giudice di merito, se logicamente motivata.
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Art. 131-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43302/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso volto a ottenere l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La decisione si fonda su due principi: l'inammissibilità della richiesta se presentata per la prima volta in Cassazione e la genericità del motivo di ricorso, privo di specifiche ragioni di fatto e di diritto. La Corte ha inoltre chiarito che la motivazione sul rigetto dell'Art. 131-bis può essere anche implicita, desumendosi dalla valutazione sulla gravità del reato e sulla personalità dell'imputato.
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Ricorso inammissibile furto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e genericità dei motivi presentati, tra cui la presunta improcedibilità per difetto di querela e la richiesta di applicazione di attenuanti. La Corte ha sottolineato come la condizione di delinquente abituale dell'imputato e i suoi numerosi precedenti penali precludessero l'applicazione di benefici come la particolare tenuità del fatto, confermando la valutazione dei giudici di merito. Il caso evidenzia l'importanza di formulare un ricorso specifico e non meramente ripetitivo delle argomentazioni già respinte.
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Prescrizione reato: quando annulla la condanna
Un soggetto, condannato in appello per il reato di false dichiarazioni a un pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, pur ritenendo non manifestamente infondato uno dei motivi di ricorso, ha rilevato l'intervenuta prescrizione del reato. Di conseguenza, ha annullato la sentenza di condanna senza rinvio, applicando il principio secondo cui la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione prevale su una possibile assoluzione nel merito, a meno che le prove per quest'ultima non siano assolutamente incontestabili.
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Attenuanti generiche: discrezionalità del giudice
Un soggetto condannato per minaccia aggravata ricorre in Cassazione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche e l'omessa applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle attenuanti rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e che l'offesa non era di lieve entità a causa dei motivi abietti che hanno mosso l'imputato.
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