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Art. 131-Bis Cod. Pen. — Anno 2025

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305 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Art. 131-Bis Cod. Pen.

Provvedimenti

Appello sentenza 131-bis: inammissibile senza interesse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di assoluzione per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad agire, poiché non vi era alcuna condanna accessoria a statuizioni civili. L'inammissibilità dell'appello sentenza 131-bis in queste circostanze comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono ripetitivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché il motivo presentato era una mera riproduzione di argomenti già valutati e respinti dalla Corte d'Appello riguardo alla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. Si tratta di un caso emblematico sulla necessaria specificità dei motivi di ricorso per evitare una condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è meramente riproduttivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché il motivo addotto, relativo alla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p., era una mera riproduzione di argomenti già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso penale, evidenziando come la mancanza di specificità e la genericità dei motivi proposti non possano superare il vaglio di legittimità. L'ordinanza sottolinea l'importanza di correlare le censure alla motivazione della sentenza impugnata, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda. Questo caso illustra i requisiti formali per un valido ricorso in Cassazione.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e carenza d’interesse
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, stabilendo principi chiave sulla procedura penale. L'ordinanza chiarisce che non è possibile presentare motivi di ricorso per la prima volta in Cassazione se non sono stati sollevati nel precedente grado di appello. Inoltre, conferma che sussiste una carenza d'interesse a impugnare quando il reato è già stato dichiarato estinto per prescrizione, una pronuncia più favorevole per l'imputato rispetto a quella richiesta, come l'assoluzione per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile per droga: la decisione Cassazione
Un uomo condannato per un reato di lieve entità legato agli stupefacenti ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, che lo ha dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso riguardavano una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Inoltre, la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta perché non presentata nel precedente grado di appello. Di conseguenza, la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione e 3000 euro di multa è stata confermata.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la coltivazione di 25 piante di marijuana. Secondo la Corte, il numero di piante, il potenziale ricavato di quasi 40 dosi e le modalità di coltivazione non rudimentali escludono la configurabilità di una semplice coltivazione domestica per uso personale e l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Rifiuto test stupefacenti: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per il reato di rifiuto test stupefacenti. L'imputato, che aveva ingoiato un involucro alla vista della polizia, si era rifiutato di sottoporsi agli accertamenti. La Corte ha ritenuto legittima la richiesta degli agenti basata su un fondato sospetto, confermando la condanna e la sanzione accessoria della sospensione della patente.
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Art. 131-bis cod. pen.: quando è inapplicabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni stradali. La difesa contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'Art. 131-bis cod. pen. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo corretta l'esclusione del beneficio a causa del notevole disvalore oggettivo della condotta e del danno provocato.
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Art. 131-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis del codice penale. Il ricorso è stato ritenuto palesemente generico, in quanto non affrontava adeguatamente le motivazioni della Corte d'Appello, la quale aveva escluso l'applicazione del beneficio in considerazione del notevole quantitativo di sostanza stupefacente (oltre 544 grammi) e dell'intensità del dolo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: manifesta infondatezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, proposto da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi sono stati ritenuti in parte riproduttivi di censure già esaminate e in parte manifestamente infondati, in particolare riguardo al dolo specifico e all'esclusione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Abitualità del reato: escluso l’art. 131-bis cod. pen.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha stabilito che l'abitualità del reato, dimostrata da tre precedenti condanne analoghe e dalla violazione di una misura di prevenzione, preclude tale beneficio. Il ricorso è stato giudicato generico per non aver contestato adeguatamente questa motivazione, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: quando i motivi sono di fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un'imputata condannata per essersi trovata in un luogo non autorizzato. La Corte ha stabilito che i motivi, riguardanti sia la ricostruzione dei fatti sia la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, costituivano censure di merito non ammissibili in sede di legittimità. Di conseguenza, l'imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Impiego di stranieri irregolari: ricorso inammissibile
Un imprenditore condannato per l'impiego di stranieri irregolari con solo permesso turistico ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le motivazioni una mera ripetizione dei motivi d'appello e confermando la valutazione delle prove del giudice di merito.
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Art. 131-bis: Cassazione su tenuità e recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la condanna per violazione di una misura di prevenzione. La difesa chiedeva l'applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. per la particolare tenuità del fatto, dato un ritardo di soli venti minuti nel rientro a casa. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la valutazione sulla gravità del fatto dovesse considerare la pericolosità sociale del soggetto, i suoi precedenti penali e il contesto della violazione, negando così l'assoluzione.
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Particolare tenuità del fatto: no se l’evasione è grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna per evasione. La difesa chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma la Corte ha ritenuto che il motivo del ricorso fosse una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello. La valutazione sulla 'non scarsa offensività' del reato, basata sulla distanza percorsa dall'imputato, è stata confermata come una corretta analisi di merito non sindacabile in sede di legittimità.
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Reato di evasione: irrilevanti durata e distanza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per essersi allontanato dagli arresti domiciliari. La Corte ribadisce che il reato di evasione si configura con qualsiasi allontanamento non autorizzato, indipendentemente dalla sua durata, dalla distanza percorsa o dai motivi, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: no se la guida è grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. La richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta, poiché la Corte ha ritenuto che l'elevato tasso alcolemico, le modalità della condotta e la pericolosità concreta del fatto escludessero la lieve entità del reato.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi proposti erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. L'appello contestava il diniego della non punibilità per tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. La decisione ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi non specifici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per molestie telefoniche. La decisione si fonda sulla totale mancanza di specificità dei motivi di appello: l'imputato non ha fornito prove a sostegno della sua tesi (un errore di digitazione) e ha omesso di contestare una delle due autonome ragioni usate dalla Corte d'Appello per negare la particolare tenuità del fatto. La sentenza sottolinea l'onere per il ricorrente di confrontarsi puntualmente con tutte le argomentazioni della pronuncia impugnata.
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