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Art. 129 Cod. Proc. Pen.

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183 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso Patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava la mancata verifica delle cause di proscioglimento, ma la Corte ha ribadito che i motivi di ricorso patteggiamento sono tassativi e non includono il presunto difetto di motivazione su questo punto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Un imputato ha impugnato la sentenza sostenendo che il giudice avrebbe dovuto assolverlo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma, i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono la pretesa di un proscioglimento ex art. 129 c.p.p. Questo caso evidenzia come il ricorso patteggiamento sia un'opzione molto ristretta.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, sottolineando che i motivi di impugnazione sono tassativamente limitati dalla legge. La mancata motivazione su cause di non punibilità non rientra tra i motivi validi, confermando la rigidità dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’appello in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per spaccio di lieve entità. La decisione si fonda sull'art. 448, comma 2-bis c.p.p., che limita tassativamente i motivi di ricorso. La Corte chiarisce che il vizio di motivazione sull'insussistenza di cause di proscioglimento non rientra tra i motivi ammessi, confermando la natura quasi definitiva dell'accordo tra imputato e PM una volta ratificato dal giudice.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, sottolineando che i motivi di impugnazione sono tassativamente limitati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La doglianza del ricorrente, relativa alla mancata motivazione sull'assenza di cause di proscioglimento, non rientrava tra le censure ammesse, portando alla conferma della condanna e all'addebito delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso patteggiamento presentato da due imputati condannati per reati legati agli stupefacenti. I ricorrenti lamentavano la mancata valutazione da parte del giudice di primo grado delle cause di non punibilità. La Suprema Corte ha stabilito che, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tale motivo di ricorso non è consentito avverso una sentenza di patteggiamento, in quanto si traduce in una critica alla motivazione, preclusa dalla norma. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile generico: la Cassazione decide
Un imputato, condannato per reati di droga, presenta ricorso in Cassazione lamentando la mancata verifica di cause di non punibilità. La Corte dichiara il ricorso inammissibile generico perché privo di elementi fattuali specifici a sostegno della doglianza, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35503/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte ha ribadito che la rinuncia ai motivi d'appello limita la cognizione del giudice e preclude la possibilità di contestare in Cassazione questioni rinunciate, come la mancata assoluzione nel merito o la commisurazione della pena, a meno che questa non sia illegale.
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Impugnazione patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6881/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo i rigidi limiti dell'impugnazione. La Suprema Corte ha chiarito che l'impugnazione del patteggiamento, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis c.p.p., non permette di contestare la valutazione dei fatti o la mancata assoluzione ex art. 129 c.p.p., poiché la scelta del rito implica un'accettazione delle premesse accusatorie. L'erronea qualificazione giuridica può essere dedotta solo se palesemente eccentrica rispetto ai fatti contestati.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento con cui si contestava la responsabilità dell'imputato. La decisione si basa sulla stretta interpretazione dell'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., che limita tassativamente i motivi di impugnazione, escludendo la possibilità di una nuova valutazione sulla sussistenza di cause di proscioglimento. Il ricorso patteggiamento, pertanto, non può essere utilizzato per rimettere in discussione la colpevolezza.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione patteggiamento, poiché i motivi addotti non rientrano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, co. 2-bis, c.p.p. Il ricorrente lamentava la mancata motivazione sull'applicazione dell'art. 129 c.p.p., un motivo non consentito dalla legge.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
Un imputato, dopo aver concordato la pena (patteggiamento), presenta un ricorso in Cassazione lamentando la mancata assoluzione. La Suprema Corte dichiara il ricorso patteggiamento inammissibile, chiarendo i limiti dell'impugnazione in questi casi e confermando la condanna alle spese.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti contro una sentenza di patteggiamento per tentato furto. La decisione evidenzia che i motivi di un ricorso patteggiamento sono tassativamente previsti dalla legge e la loro violazione comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5187/2024, dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di concordato in appello. L'imputato lamentava l'omessa motivazione su cause di proscioglimento e sulla quantificazione della pena, ma la Corte ha ribadito che tali motivi, essendo stati rinunciati con l'accordo, non possono essere riproposti in Cassazione, salvo vizi specifici dell'accordo stesso o illegalità della pena.
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Ricorso Patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un patteggiamento per rapina aggravata, sosteneva di non aver compreso l'accordo a causa della sua scarsa conoscenza della lingua italiana. La Corte ha ritenuto il motivo infondato, basandosi su prove che dimostravano la sua capacità di comprendere (dichiarazioni scritte, interazione tramite il legale) e ha ribadito i limiti stringenti all'impugnazione delle sentenze di patteggiamento, come previsto dall'art. 448, comma 2-bis del codice di procedura penale.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la genericità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i motivi di inammissibilità del ricorso per cassazione. Nel caso specifico, un ricorso basato sulla generica denuncia della mancata verifica delle cause di proscioglimento è stato dichiarato inammissibile. L'imputato, dopo aver rinunciato in appello a motivi diversi da quelli sulla pena, ha visto il suo successivo ricorso respinto per assoluta genericità, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’art. 448 c.p.p.
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento fondato sulla mancata verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La decisione ribadisce che, dopo la riforma del 2017, i motivi di impugnazione sono tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. e tra questi non rientra il vizio lamentato dal ricorrente.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato contestava la mancata valutazione di una possibile causa di proscioglimento, ma la Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., tra cui non rientra la censura sollevata.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento (ex art. 444 c.p.p.). L'imputato aveva contestato la mancata valutazione di una possibile assoluzione e la congruità della pena. La Suprema Corte ha chiarito che, dopo la riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è possibile solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientrano quelli sollevati dal ricorrente. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per tentato furto. La Corte chiarisce che i motivi di impugnazione sono tassativi e non possono essere generici, confermando i limiti stringenti introdotti dalla riforma del 2017. L'analisi si concentra sulla validità del ricorso patteggiamento e i presupposti per la sua ammissibilità.
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