Il Tribunale di Sorveglianza ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari esecutivi per un condannato che, ospitato da un conoscente, abusava di alcol e sostanze, minacciava l'ospitante e tentava il suicidio, oltre ad essersi allontanato senza autorizzazione. Il condannato ha proposto ricorso lamentando l'assenza di una reale valutazione di incompatibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la legittimità del provvedimento. I giudici hanno chiarito che la condotta violenta e l'assenza di un domicilio idoneo ed effettivo giustificano pienamente la revoca della detenzione domiciliare e impediscono la concessione di altre misure alternative come l'affidamento in prova, che richiede la reperibilità costante del soggetto per i controlli dei servizi sociali.
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