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Apprezzamento Probatorio

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il potere del giudice di valutare liberamente le prove presentate nel processo (documenti, testimonianze, etc.) e di decidere quali siano più convincenti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dosi e 80 mila euro: confermata la destinazione allo spaccio
Due imputati hanno impugnato la sentenza della Corte di Appello che confermava la loro condanna per detenzione di stupefacenti. I soggetti sostenevano che la sostanza fosse destinata al mero consumo personale. I giudici hanno invece accertato precisi elementi che dimostravano la destinazione allo spaccio. Gli agenti hanno infatti rinvenuto un quantitativo idoneo a ricavare oltre cento dosi, una somma di denaro superiore a ottanta mila euro a fronte di nessuna attività lavorativa documentata e diversi manoscritti con cifre e nominativi. La Corte di Cassazione ha rigettato le censure difensive e ha dichiarato inammissibili i ricorsi, condannando entrambi i ricorrenti alle spese di giudizio e a tremila euro ciascuno per la Cassa delle ammende.
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Iscrizione alla gestione artigiani: conta il lavoro, non il ruolo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un socio e amministratore di una s.r.l.s. contro l'iscrizione alla gestione artigiani disposta d'ufficio dall'INPS. I giudici hanno chiarito che l'obbligo contributivo scatta quando l'attività lavorativa personale e manuale del socio è prevalente rispetto al capitale investito e all'attività di pura gestione societaria. Non rileva il fatto che la società fosse iscritta nel settore industria o che mancasse l'iscrizione formale all'albo delle imprese artigiane, poiché tale iscrizione non ha valore costitutivo del debito previdenziale. Di conseguenza, l'amministratore che svolge concretamente mansioni operative di tipo artigianale è tenuto a pagare i relativi contributi previdenziali all'ente impositore.
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Sgravi contributivi: CUD valido come prova, INPS perde il ricorso
Un'azienda ha contestato una richiesta di pagamento dell'INPS per la restituzione di sgravi contributivi su contratti di formazione, considerati aiuti di Stato illegittimi. La Corte d'Appello aveva dato parzialmente ragione all'azienda, basandosi su una perizia tecnica (CTU) che confermava la legittimità di alcuni sconti. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione, criticando le modalità procedurali della perizia, in particolare l'uso di documenti diversi dalle buste paga (come i CUD) e la loro presentazione tardiva. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le eccezioni procedurali vanno sollevate subito e che il giudice di merito è libero di valutare l'attendibilità di tutte le prove fornite. La vittoria dell'azienda è stata quindi confermata, riconoscendo che anche i CUD possono essere sufficienti per provare i calcoli contributivi.
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Apprezzamento probatorio: limiti al ricorso in Cassazione
Un lavoratore ricorre in Cassazione contro una sanzione disciplinare, contestando l'apprezzamento probatorio del giudice di merito. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove è riservata ai giudici di primo e secondo grado e non è sindacabile in sede di legittimità, se non per vizi specifici non riscontrati nel caso di specie.
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Mancata assunzione: quando il ricorso è inammissibile
Una giornalista ha ottenuto un risarcimento per mancata assunzione da parte di una società editoriale subentrante. I giudici di merito hanno ritenuto che l'azienda non avesse applicato correttamente i criteri di selezione, in particolare quello della 'funzionalità al piano editoriale', poiché tale piano non era definito al momento dei colloqui. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda, sottolineando che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove, compito che spetta esclusivamente ai giudici dei gradi inferiori.
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