LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Accordo Bonario

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Intesa raggiunta tra la pubblica amministrazione e il proprietario espropriando unicamente sull'ammontare dell'indennità, che non comporta il trasferimento automatico della proprietà.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accordo tra le parti: l’Estinzione giudizio per rinuncia chiude la lite
Un'Azienda Ricorrente ha impugnato in Cassazione una sentenza che aveva risolto il suo contratto di affitto di ramo d'azienda per un albergo, a causa del mancato pagamento dei canoni. La Corte d'Appello aveva confermato la risoluzione del contratto e ordinato il rilascio dell'immobile, applicando una clausola risolutiva espressa. L'Azienda Controricorrente aveva proposto un ricorso incidentale. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, le parti hanno raggiunto un accordo bonario. Entrambe hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi. La Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, chiudendo la controversia senza entrare nel merito e senza spese legali.
Continua »
Decadenza dalle riserve: firma del conto e perdita dei rimborsi
Un'impresa di costruzioni ha richiesto maggiori compensi per un appalto pubblico, ma ha firmato il conto finale senza confermare le contestazioni già iscritte nei registri contabili. Solo pochi giorni dopo ha inserito una nuova contestazione per dichiarare la mancata accettazione del conto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando la decadenza dalle riserve. I giudici hanno chiarito che la firma del conto finale senza riserve comporta l'accettazione dello stesso. Una contestazione successiva non può sanare la dimenticanza, poiché la legge impone la conferma immediata e formale per consentire alla pubblica amministrazione di verificare tempestivamente i costi dell'opera.
Continua »
Accordo bonario negli appalti: l’impresa vince contro il Comune
Un'impresa edile ha chiesto il risarcimento dei danni al Comune dopo la risoluzione di un contratto d'appalto per la costruzione di una mensa scolastica. I giudici di merito avevano dichiarato la causa improcedibile, sostenendo che l'impresa non avesse avviato il preventivo accordo bonario negli appalti pubblici. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'impresa. I giudici di legittimità hanno rilevato che la Corte d'appello ha totalmente ignorato i documenti prodotti dall'impresa, che dimostravano l'avvenuto invio di ben tre istanze per avviare la procedura di conciliazione. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Milano per un nuovo esame, stabilendo che la domanda risarcitoria era pienamente procedibile.
Continua »
Riserva nell’appalto: accordo firmato ma prova insufficiente
Un'impresa appaltatrice ha chiesto un risarcimento al committente per maggiori costi dovuti a ritardi e aumento dei prezzi, utilizzando lo strumento della riserva nell'appalto. Per una delle riserve, l'impresa aveva già firmato un accordo transattivo, ma sosteneva che una clausola le permettesse di avanzare nuove pretese. Per i danni da ritardo, invece, non ha fornito prove complete. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che una riserva chiusa con un accordo è definitivamente rinunciata e richiede una nuova iscrizione per fatti futuri. Inoltre, ha ribadito che l'onere di provare concretamente il danno (es. macchinari e operai fermi) spetta interamente all'appaltatore. L'impresa ha perso la causa.
Continua »
Accordo bonario: le sue dichiarazioni non sono prove
Una società di costruzioni ha perso un ricorso in Cassazione riguardo a un appalto per una metropolitana. La Corte ha stabilito che le dichiarazioni fatte durante un accordo bonario non hanno valore di confessione e non vincolano il giudice. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché le censure non invalidavano tutte le motivazioni autonome della sentenza di secondo grado.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un ente religioso, in lite con un Comune per il pagamento dell'IMU, aveva impugnato una sentenza sfavorevole in Cassazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, l'ente ha effettuato una rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Estinzione del giudizio: la guida completa al caso
Un Comune impugna una sentenza che riconosceva l'esenzione IMU a un ente religioso. In Cassazione, le parti raggiungono un accordo e il Comune rinuncia al ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio e compensa le spese, specificando che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale relativa a un avviso di accertamento ICI. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo bonario, a seguito del quale la società ha effettuato una rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Accordo bonario: la rinuncia vale anche per danni futuri
Un consorzio edile ha perso una causa contro la stazione appaltante per costi extra. La Cassazione ha confermato che l'accordo bonario e gli atti aggiuntivi sottoscritti implicavano la rinuncia a future pretese, anche per danni non ancora manifestatisi ma derivanti dalle medesime cause già definite.
Continua »
Accordo preliminare esproprio: inammissibile ricorso
Un Comune ha impugnato in Cassazione la condanna al pagamento di un'indennità di occupazione derivante da un accordo preliminare esproprio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali, evidenziando il difetto di autosufficienza e la novità delle questioni sollevate, come la nullità delle clausole e l'inefficacia dell'accordo. La decisione sottolinea l'importanza di una corretta formulazione dei motivi di ricorso e del rispetto dei limiti processuali per sollevare eccezioni.
Continua »
Organismo di diritto pubblico: i criteri per appalti
Un consorzio di imprese ha citato in giudizio una società fieristica in seguito alla risoluzione di un contratto d'appalto per la costruzione di padiglioni espositivi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la domanda era stata presentata tardivamente. La questione centrale ha riguardato la qualificazione della società committente come organismo di diritto pubblico, il che comporta l'applicazione delle rigide norme sugli appalti pubblici, inclusi i brevi termini di decadenza per agire in giudizio. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso volti a contestare tale qualifica e ha sottolineato che, in ogni caso, lo stesso contratto richiamava espressamente la disciplina pubblicistica.
Continua »
Legittimazione passiva espropriazione: chi paga?
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimazione passiva espropriazione in un caso complesso di mancato perfezionamento del procedimento. L'ordinanza chiarisce che la società concessionaria originaria, promotrice e beneficiaria dell'occupazione d'urgenza, resta obbligata al pagamento dell'indennità insieme al Ministero, anche se il suo ruolo è mutato nel tempo. Viene invece esclusa la responsabilità della nuova società concessionaria, subentrata dopo la maturazione del diritto all'indennizzo. La decisione sottolinea che gli accordi interni tra concedente e concessionario non possono pregiudicare i diritti dei proprietari espropriati.
Continua »
Giurisdizione revisione prezzi: la Cassazione decide
In tema di giurisdizione revisione prezzi, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che le controversie relative alla compensazione per l'aumento dei costi dei materiali in appalti pubblici rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Ciò avviene quando la Pubblica Amministrazione non ha ancora riconosciuto in modo incondizionato il diritto dell'impresa, la cui posizione è qualificabile come interesse legittimo e non come diritto soggettivo, poiché l'ente pubblico esercita un potere discrezionale.
Continua »
Accordo bonario: onere della prova e produzione in giudizio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente appaltante in una controversia relativa a un contratto di lavori pubblici. Il caso verteva sull'efficacia estintiva di un accordo bonario, che l'ente non ha prodotto in giudizio nella fase di rinvio. La Corte ha stabilito che l'onere della prova, e quindi della produzione documentale, grava sulla parte che intende avvalersi degli effetti dell'accordo. La mancata produzione impedisce al giudice di verificarne il contenuto, con conseguente soccombenza della parte onerata.
Continua »