LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Accertamento Tecnico Preventivo

Pagina 5 di 6

103 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Compensi avvocato gratuito patrocinio: i minimi legali
Il Tribunale ha accolto l'opposizione di un legale riguardante i compensi avvocato gratuito patrocinio, annullando una precedente liquidazione inferiore ai minimi stabiliti dal DM 55/2014. La sentenza chiarisce che i protocolli locali non possono derogare alla legge e che la riduzione massima ammessa sui valori medi è del 50%.
Continua »
Danni muro di cinta: responsabilità e cause costruttive
La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento per i danni muro di cinta, confermando che le lesioni strutturali non derivavano dal terreno depositato dal vicino. La consulenza tecnica ha dimostrato che le crepe erano causate dal ritiro del calcestruzzo e da vizi di costruzione originari, escludendo il nesso di causalità con la condotta della controparte.
Continua »
Accertamento tecnico preventivo e urgenza
Il Tribunale ha rigettato un ricorso per accertamento tecnico preventivo riguardante opere in cemento armato realizzate su un fondo gravato da servitù. Il giudice ha stabilito che, trattandosi di manufatti permanenti e non suscettibili di alterazione rapida, non sussiste il periculum in mora di natura probatoria necessario per l'ammissibilità dello strumento preventivo.
Continua »
Specificità del motivo di appello: i nuovi orientamenti
La Suprema Corte ha affrontato un complesso caso di inadempimento contrattuale relativo alla fornitura di un impianto industriale. Il nucleo della decisione riguarda la specificità del motivo di appello ex art. 342 c.p.c., confermando l'inammissibilità dei gravami che non contestano puntualmente la ratio decidendi. La Corte ha inoltre chiarito la natura dell'accertamento tecnico preventivo come prova atipica, utilizzabile dal giudice anche se una delle parti non ha partecipato alla fase preventiva.
Continua »
Spese di lite telematiche: quando non spetta l’aumento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21365/2023, ha stabilito un principio importante in materia di spese di lite telematiche. Un cittadino aveva richiesto l'aumento del 30% sui compensi legali, sostenendo che l'utilizzo del processo telematico fosse sufficiente. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale aumento è giustificato solo quando gli atti processuali sono redatti con specifiche tecniche informatiche, come indici e link ipertestuali, che ne agevolano la consultazione. La semplice trasmissione telematica degli atti non dà diritto all'aumento.
Continua »
Presunzione di gratuità: quando il silenzio non basta
Un'impresa edile esegue lavori nel 1998 ma chiede il pagamento solo nel 2008. La Corte d'Appello, a causa del lungo ritardo, presume la gratuità della prestazione. La Corte di Cassazione annulla tale decisione, stabilendo che la presunzione di gratuità non può derivare dal solo silenzio del creditore. L'onere di provare che la prestazione fosse gratuita spetta al committente, non all'impresa. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Vizi costruttivi: quando l’intervento risolve il danno
La Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento per vizi costruttivi. Se le perizie accertano che gli interventi riparatori del costruttore hanno risolto le infiltrazioni, l'acquirente non può più pretendere ulteriori risarcimenti. La Corte ha ritenuto inammissibile contestare in Cassazione l'accertamento dei fatti svolto nei gradi di merito.
Continua »
Gravi difetti costruzione: quando si applica l’art. 1669
Un'impresa immobiliare ha citato in giudizio un'impresa appaltatrice per il distacco diffuso di piastrelle in 35 unità abitative, causato da un intonaco inadeguato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'appaltatrice, qualificando il vizio come 'gravi difetti costruzione' ai sensi dell'art. 1669 c.c. L'ordinanza chiarisce i criteri per la valutazione delle prove tecniche e il momento da cui decorre la prescrizione per la denuncia, confermando che anche vizi su elementi di finitura possono compromettere la funzionalità dell'opera.
Continua »
Accertamento tecnico preventivo: prova per tutti?
La Corte di Cassazione chiarisce che la perizia di un accertamento tecnico preventivo (ATP), anche se svolto in assenza di alcune parti, può essere utilizzata come prova nel successivo giudizio contro tutti i soggetti coinvolti, inclusa l'intera catena produttiva. La vicenda riguarda un motociclo difettoso: il venditore, condannato a risarcire il cliente, aveva agito in regresso contro il produttore. La Corte ha stabilito che l'ATP, una volta acquisito agli atti, diventa un elemento di prova liberamente valutabile dal giudice nei confronti di tutti, garantendo il contraddittorio nel corso della causa di merito.
Continua »
Danno da custodia: la precisione del luogo del sinistro
Una cittadina, caduta su un marciapiede pubblico, ha citato in giudizio il Comune per danno da custodia. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendo non specificato il luogo esatto della caduta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'indicazione del luogo era sufficiente e non era mai stata contestata dal Comune. Il principio di non contestazione rende il fatto provato. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
Continua »
Legittimazione passiva INPS: esclusiva per ticket
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20415/2024, ha respinto il ricorso dell'Istituto previdenziale, confermando la sua esclusiva legittimazione passiva nei procedimenti di accertamento sanitario per l'esenzione dal ticket. La Corte ha ribadito che, per legge, l'Istituto è l'unico interlocutore giudiziario del cittadino per tutte le questioni relative all'invalidità civile, anche quando la prestazione finale non è erogata direttamente dall'ente stesso.
Continua »
Responsabilità direttore lavori: cosa succede se è assente
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un direttore dei lavori per i vizi costruttivi di un'opera, stabilendo che la sua prolungata e ingiustificata assenza dal cantiere costituisce un grave inadempimento del suo obbligo di alta sorveglianza. Tale condotta omissiva fonda la sua responsabilità professionale, poiché le ha impedito di vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori e di intervenire tempestivamente per correggere gli errori dell'impresa appaltatrice.
Continua »
Accertamento tecnico preventivo e prescrizione: la guida
La Cassazione conferma che l'avvio di un accertamento tecnico preventivo interrompe in modo permanente, e non solo istantaneo, la prescrizione per gravi difetti di costruzione. La Corte ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, condannata per vizi strutturali, validando l'uso della perizia ATP nel processo e la legittimità del mancato pagamento del saldo da parte del committente a fronte dei gravi inadempimenti.
Continua »
Responsabilità condominio: chi paga i danni da terrazzo?
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del condominio per i danni da infiltrazioni originati da un terrazzo a livello di uso esclusivo. Con ordinanza n. 9033/2025, è stato chiarito che se la causa del danno è unitaria (in questo caso, la vetustà della guaina impermeabilizzante), il condominio è tenuto a risarcire tutti i danni conseguenti, inclusi quelli a una loggia coperta. La Corte ha inoltre ritenuto valida la liquidazione del danno basata su fatture che confermavano le stime del consulente tecnico.
Continua »
Spese di lite: se l’ente paga solo dopo il ricorso
Una cittadina avvia un'azione legale contro un istituto previdenziale per ottenere una prestazione. L'istituto riconosce il diritto e paga solo dopo l'inizio della causa. La Corte di Cassazione stabilisce che le spese di lite devono essere interamente a carico dell'istituto, applicando il principio di causalità, poiché il suo ritardo ha reso necessario il ricorso al giudice.
Continua »
Principio dell’apparenza: come impugnare un atto?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino, confermando che il mezzo di impugnazione di un provvedimento si determina in base al principio dell'apparenza. Anche se il giudice qualifica erroneamente l'azione (in questo caso, come accertamento tecnico preventivo anziché come causa di merito per una pensione), la parte è tenuta a utilizzare il mezzo di impugnazione previsto per quella qualificazione, pena l'inammissibilità.
Continua »
Risarcimento danni appalto: i rimedi alternativi
Un condominio ha citato in giudizio un'impresa edile per difetti nei lavori di impermeabilizzazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la condanna dell'impresa al pagamento dei costi di riparazione. La Suprema Corte ha chiarito che la richiesta di pagamento di tali costi costituisce una valida domanda di risarcimento danni appalto, che rappresenta un rimedio alternativo e non subordinato alla richiesta di eliminazione diretta dei vizi. Inoltre, l'importo del risarcimento non è limitato dal prezzo originale del contratto.
Continua »
Prova atipica: perizia usata contro chi non c’era
Un professionista è stato condannato per vizi in un immobile. La condanna si basava su una perizia svolta in un procedimento a cui non aveva partecipato. La Cassazione ha confermato la decisione, specificando che tale perizia, pur non essendo direttamente opponibile, può essere utilizzata come prova atipica e valutata liberamente dal giudice insieme agli altri elementi probatori.
Continua »
Credito sopravvenuto fallimento: i termini per agire
Una società presenta una domanda di insinuazione per un credito sopravvenuto al fallimento dopo 15 mesi dal suo sorgere, attendendo una perizia tecnica. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità della domanda, stabilendo che anche per i crediti post-fallimentari, il creditore deve agire con ragionevole diligenza. L'attesa ingiustificata della perizia costituisce un ritardo colpevole, non essendo una causa esterna non imputabile.
Continua »
Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame dei fatti
Una società industriale ha citato in giudizio un ente comunale per i danni subiti da un terreno a seguito della posa di una condotta fognaria. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la società ha presentato un ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, sottolineando che il suo compito non è quello di rivalutare le prove o i fatti della causa (quaestio facti), ma solo di verificare la corretta applicazione della legge. Tutti i motivi di ricorso sono stati giudicati inammissibili perché miravano, in sostanza, a ottenere una nuova valutazione del merito della vicenda, compito che esula dalle competenze del giudice di legittimità.
Continua »