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Abusi Edilizi

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Opere costruite su un immobile in violazione delle normative urbanistiche ed edilizie, che possono comprometterne la commerciabilità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abusi edilizi: condanna definitiva per la proprietaria terriera
Una proprietaria terriera è stata condannata per abusi edilizi e violazioni paesaggistiche a causa di lavori non autorizzati volti a migliorare l'accesso a una cascina. La Corte d'appello ha confermato la condanna all'arresto, all'ammenda e alla rimessione in pristino dei luoghi, negando la sospensione condizionale della pena e la sostituzione della stessa a causa dei numerosi precedenti penali della donna. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della proprietaria. I giudici hanno chiarito che la notifica al difensore è valida se l'imputata è irreperibile al domicilio eletto e che non si può concedere la sospensione condizionale per la terza volta. La proprietaria perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Abusi edilizi: limiti al risarcimento del venditore
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia relativa alla vendita di un immobile gravato da abusi edilizi non dichiarati nel contratto. Mentre è stata confermata la responsabilità dei venditori ai sensi dell'art. 1489 c.c. per la mancata trasparenza sulla regolarità urbanistica, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla quantificazione del danno. La sentenza impugnata aveva infatti erroneamente incluso nel rimborso anche i costi per sanare irregolarità commesse dagli acquirenti stessi dopo il trasferimento della proprietà. La decisione ribadisce che il venditore risponde solo delle difformità preesistenti alla vendita.
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Abusi edilizi: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abusi edilizi a carico di un soggetto che aveva realizzato ampliamenti immobiliari senza permesso in zona sismica. Il ricorrente lamentava l'omessa dichiarazione di prescrizione e sosteneva che la responsabilità fosse della proprietaria dell'immobile. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi erano nuovi o finalizzati a una rivalutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità. L'inammissibilità originaria ha impedito inoltre di rilevare la prescrizione maturata dopo la sentenza di secondo grado.
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Abusi edilizi: quando la demolizione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abusi edilizi a carico di due privati, respingendo il ricorso contro la sentenza d'appello. Il caso riguardava costruzioni realizzate in assenza di titoli e in zone vincolate. La Suprema Corte ha ribadito che lo stato di necessità non giustifica l'illecito edilizio senza prove di una costrizione insuperabile e che la demolizione è un obbligo di legge, specialmente se i condannati hanno già beneficiato della sospensione condizionale in passato.
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Abusi edilizi: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per una serie di abusi edilizi in un'area vincolata. La sentenza ribadisce il principio della "doppia conforme", secondo cui le sentenze di primo e secondo grado, se concordanti, formano un unico corpo decisionale. Viene inoltre confermata la responsabilità del tecnico progettista, ritenuto pienamente coinvolto nella realizzazione delle opere illecite.
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Abusi edilizi: la SCIA non sana le nuove costruzioni
La Corte di Cassazione conferma la condanna per abusi edilizi, stabilendo che l'accertamento di compatibilità paesaggistica e la presentazione di una SCIA non sono sufficienti a sanare opere qualificabili come "nuove costruzioni". La sentenza sottolinea che tali interventi richiedono il permesso di costruire e che la loro realizzazione in zona sismica, senza le dovute procedure, aggrava la responsabilità penale.
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Errore di fatto mediatore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva respinto una richiesta di revocazione per un errore di fatto del mediatore. Il caso riguarda un'agenzia immobiliare che aveva fornito informazioni inesatte e omesso dettagli cruciali (pignoramento e abusi edilizi) su un immobile. La Suprema Corte ha chiarito che la Corte d'Appello aveva commesso un errore di percezione nel leggere la sentenza di primo grado, interpretando erroneamente la base della responsabilità dell'agenzia. Questo errore percettivo costituisce un valido motivo di revocazione, portando alla cassazione della sentenza e al rinvio del caso.
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Abusi edilizi e recesso: quando è legittimo
Una promissaria acquirente ha scoperto significativi abusi edilizi in un immobile dopo aver firmato un contratto preliminare. I venditori avevano falsamente dichiarato che l'immobile era stato costruito prima del 1967. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dell'acquirente di recedere dal contratto e di ricevere il doppio della caparra versata, stabilendo che tali difformità costituiscono un grave inadempimento contrattuale, anche se non rendono nullo il contratto stesso.
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Abusi edilizi: tutele per chi compra un immobile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24008/2025, ha esaminato il caso di un acquirente che scopriva abusi edilizi su un immobile dopo la compravendita. La Corte ha chiarito che la dichiarazione generica del venditore sull'epoca di costruzione non lo esonera da responsabilità per ampliamenti abusivi successivi. La vicenda, qualificata non come 'aliud pro alio' ma come vendita di cosa gravata da oneri, ha portato a una riduzione del prezzo e a un risarcimento parziale del danno, cassando con rinvio la sentenza d'appello per una nuova valutazione di alcuni aspetti del risarcimento.
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