LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Abitualità

Pagina 3 di 17

335 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Iscrizione alla Gestione separata: reddito basso ma obbligo reale
L'INPS ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a un avvocato per l'anno 2009. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta ritenendo che, avendo il professionista prodotto un reddito inferiore a 5.000 euro, non vi fosse alcun obbligo di Iscrizione alla Gestione separata. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'esiguità del reddito non esclude automaticamente l'obbligo contributivo. L'abitualità dell'attività professionale va valutata dal giudice di merito considerando elementi complessivi, come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo, e non solo il guadagno effettivo. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Gestione Separata INPS: scontro tra fisco e redditi minimi
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista a cui l'Ente Previdenziale chiedeva i contributi per la Gestione Separata INPS relativi all'anno 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato prescritto il credito calcolando il termine dal 16 giugno 2010. La Cassazione ha invece stabilito che la prescrizione inizia a decorrere dal termine prorogato per i pagamenti, ossia il 6 luglio 2010. Tuttavia, accogliendo anche il ricorso della professionista, la Corte ha chiarito che l'iscrizione alla Gestione Separata INPS richiede lo svolgimento abituale dell'attività. Un reddito inferiore a 5.000 euro costituisce un forte indizio di occasionalità che il giudice deve valutare concretamente, senza presumere l'abitualità solo dall'iscrizione all'albo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Gestione Separata INPS: no a contributi per lavoro occasionale
Un ingegnere, lavoratore dipendente iscritto all'albo, svolgeva attività autonoma occasionale versando il contributo integrativo a INARCASSA. L'INPS richiedeva il pagamento dei contributi alla Gestione Separata INPS per l'anno 2008. La Corte d'Appello annullava la richiesta per mancanza di prove sull'abitualità dell'attività autonoma, considerando anche il reddito modesto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che spetta all'istituto previdenziale dimostrare il carattere abituale e non occasionale della prestazione professionale per pretendere l'iscrizione e il pagamento dei contributi. Di conseguenza, l'ingegnere non deve pagare la somma richiesta e l'INPS è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Iscrizione alla Gestione Separata: obbligo anche con redditi minimi
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010, ritenendo obbligatoria l'Iscrizione alla Gestione Separata. Il Professionista si è opposto, sostenendo che il reddito annuo prodotto era inferiore alla soglia di 5.000 euro e che l'attività non era abituale. La Corte d'Appello ha dato ragione al professionista, ritenendo il basso reddito sinonimo di occasionalità. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale. I giudici hanno stabilito che l'iscrizione è obbligatoria per chi esercita abitualmente una professione regolamentata senza versare contributi alla cassa di riferimento, a prescindere dal reddito. La soglia dei 5.000 euro si applica solo al lavoro autonomo occasionale, non ai professionisti iscritti all'albo che svolgono attività abituale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Iscrizione gestione separata: dovuta anche con guadagni minimi
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. L'avvocato, iscritto all'albo ma non alla Cassa Forense, sosteneva di non dover pagare nulla poiché il suo reddito annuo era inferiore a 5.000 euro. La Corte d'Appello gli aveva dato ragione, ritenendo l'attività occasionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'obbligo di iscrizione gestione separata dipende dall'abitualità dell'attività professionale e non dal reddito. La produzione di un reddito minimo non esclude automaticamente l'abitualità, che va valutata caso per caso tramite indizi come la partita IVA o l'iscrizione all'albo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Iscrizione gestione separata: l’INPS non vince solo col reddito
Un avvocato contesta la richiesta dell'INPS di pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva ritenuto legittima la pretesa dell'ente, considerando l'attività professionale abituale solo perché il reddito prodotto era l'unico percepito dal professionista. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del lavoratore autonomo, chiarendo che l'iscrizione gestione separata richiede una reale abitualità dell'attività. Tale requisito va valutato dal giudice di merito con un'analisi globale dei fatti (come l'apertura della partita IVA o l'organizzazione dello studio) e non basandosi esclusivamente sull'ammontare del reddito o sulla sua unicità. La sentenza viene quindi cassata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Gestione Separata INPS: basso reddito non esclude l’obbligo
Un avvocato ha contestato un avviso di addebito dell'ente previdenziale per contributi non versati, sostenendo che il suo reddito inferiore a cinquemila euro dimostrasse l'occasionalità della sua attività e lo esentasse dall'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. La Corte d'Appello ha accolto la sua tesi, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici di legittimità hanno chiarito che il basso reddito non è un elemento decisivo per escludere l'abitualità del lavoro autonomo. L'abitualità va valutata all'inizio dell'attività tramite indizi concreti, come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo professionale. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Iscrizione alla Gestione Separata: conta l’abitualità, non il reddito
L'Ente Previdenziale ha richiesto l'iscrizione alla Gestione Separata a un professionista per l'attività svolta nel 2010. Il professionista, iscritto all'albo ma non alla cassa previdenziale di categoria, si è opposto evidenziando un reddito inferiore a 5.000 euro. La Corte d'Appello ha annullato la richiesta di pagamento, ritenendo che sotto tale soglia l'attività fosse occasionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente. I giudici hanno chiarito che l'iscrizione alla Gestione Separata per chi esercita una professione ordinistica dipende dall'abitualità dell'attività e non dal reddito prodotto. La soglia dei 5.000 euro rileva solo per i lavoratori autonomi occasionali. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dell'abitualità.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata INPS: esclusa con reddito minimo
L'INPS ha richiesto l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata a un avvocato per l'anno 2011, nonostante un reddito annuo di soli 403 euro. L'ente previdenziale sosteneva che l'iscrizione all'albo e la partita IVA dimostrassero l'abitualità dell'attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'Iscrizione Gestione Separata INPS richiede l'effettivo esercizio abituale della professione. Un reddito molto basso rappresenta un forte indizio di occasionalità dell'attività. Spetta all'INPS dimostrare il contrario, poiché la semplice iscrizione all'albo o il possesso della partita IVA non bastano a far presumere l'abitualità del lavoro svolto.
Continua »
Iscrizione alla Gestione separata: INPS perde sui redditi minimi
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi a un Professionista, iscritto all'albo degli avvocati ma non alla cassa di categoria, ritenendo obbligatoria l'Iscrizione alla Gestione separata per gli anni in cui ha esercitato la professione. Il Professionista si è opposto evidenziando un reddito annuo inferiore a 5.000 euro e il carattere occasionale dell'attività. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che spetta all'ente dimostrare l'abitualità dell'attività professionale. Poiché tale accertamento spetta ai giudici di merito, la Cassazione non può riesaminarlo. L'Ente Previdenziale perde la causa e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Gestione separata INPS: esente il professionista a basso reddito
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una professionista, iscritta all'albo degli avvocati ma non alla relativa cassa di previdenza, il pagamento dei contributi alla Gestione separata INPS per l'anno 2011. La professionista aveva percepito un reddito inferiore a cinquemila euro. La Corte d'appello ha annullato la pretesa dell'ente pubblico, rilevando che l'attività era occasionale e che l'ente non aveva dimostrato l'abitualità del lavoro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno stabilito che stabilire se un'attività sia abituale o occasionale è una valutazione di fatto riservata ai giudici di merito. Di conseguenza, la professionista non deve pagare alcun contributo e l'ente previdenziale è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Gestione separata INPS: partita IVA aperta ma nessun contributo dovuto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale contro la decisione che escludeva l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per un lavoratore autonomo. L'ente pretendeva il pagamento dei contributi sul presupposto che l'apertura della partita IVA e l'iscrizione all'albo dimostrassero l'abitualità dell'attività. I giudici di merito hanno invece accertato l'occasionalità del lavoro, desunta da un reddito inferiore alla soglia legale di cinquemila euro. La Cassazione ha stabilito che l'ente previdenziale non può contestare in sede di legittimità gli accertamenti di fatto compiuti dal giudice d'appello, confermando la vittoria del professionista.
Continua »
Iscrizione alla Gestione separata: INPS perde contro l’avvocato
L'INPS ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a un professionista iscritto all'Albo degli Avvocati ma non alla Cassa Forense, il quale aveva percepito un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che l'iscrizione alla Gestione separata richiede la prova dell'esercizio abituale dell'attività professionale. Poiché l'ente previdenziale non ha dimostrato tale abitualità, e in presenza di un reddito sotto la soglia minima, l'obbligo contributivo non sussiste. Il professionista ottiene così l'annullamento dell'addebito e l'INPS viene condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Iscrizione alla Gestione Separata: obbligo sotto i 5.000 euro
Un ingegnere, dipendente pubblico e iscritto all'albo, svolge attività libero-professionale producendo un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. L'INPS richiede il pagamento dei contributi previdenziali, ma i giudici di merito ritengono non dovuta la somma a causa del basso reddito. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dipende dall'abitualità dell'attività e non dal superamento della soglia dei 5.000 euro. Quest'ultimo limite si applica solo alle attività occasionali. La Suprema Corte cassa la sentenza e rinvia alla Corte d'Appello per verificare se l'attività del professionista fosse abituale o occasionale.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: obbligo anche con bassi redditi
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta dell'ente, ritenendo che il reddito del professionista, inferiore a cinquemila euro, escludesse l'obbligo di iscrizione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS. I giudici hanno chiarito che l'iscrizione Gestione Separata è obbligatoria per chi esercita la professione in modo abituale, a prescindere dal reddito annuo percepito. La soglia dei cinquemila euro non costituisce un limite minimo di esenzione, ma rappresenta solo un indizio che il giudice deve valutare insieme ad altri elementi, come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo, per verificare l'effettiva occasionalità del lavoro. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Iscrizione gestione separata INPS: escluso l’obbligo sotto i 5000
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi per l'anno 2011, pretendendo l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS. L'avvocato, pur essendo iscritto all'Albo, non era iscritto alla Cassa Forense a causa di un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte d'Appello ha ritenuto non dovuti i contributi, considerando l'attività come occasionale proprio per l'esiguità del reddito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Istituto Previdenziale. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di iscrizione gestione separata INPS scatta solo se l'attività professionale è svolta in modo abituale. Poiché l'accertamento dell'abitualità è una valutazione di fatto riservata ai giudici di merito, e l'Istituto non ha dimostrato il carattere abituale del lavoro, l'avvocato vince la causa e non deve pagare i contributi richiesti.
Continua »
Gestione separata INPS: obbligo anche con reddito sotto i 5000€
L'ente previdenziale ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi per l'anno 2009 relativi alla Gestione separata INPS. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto e non dovuto, poiché il reddito del professionista era inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Innanzitutto, ha chiarito che la prescrizione quinquennale non era decorsa, poiché il termine di pagamento originario era stato prorogato al 6 luglio 2010, rendendo tempestiva la richiesta dell'ente del 6 luglio 2015. Inoltre, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per un professionista iscritto all'albo dipende dall'abitualità dell'attività, non dal superamento della soglia di 5.000 euro, che rileva solo per il lavoro occasionale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Gestione Separata INPS: reddito basso contro pretese dell’ente
La Corte di Cassazione ha confermato l'esenzione dall'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per un avvocato non iscritto alla Cassa Forense con reddito sotto i 5.000 euro. L'ente previdenziale pretendeva il pagamento, ma i giudici hanno chiarito che l'obbligo presuppone un'attività professionale abituale. L'abitualità deve essere valutata come scelta iniziale del professionista e provata dall'istituto previdenziale, non potendo essere desunta automaticamente dal solo ammontare del reddito. Poiché l'ente non ha fornito la prova dell'abitualità dell'attività del professionista, il ricorso è stato rigettato, confermando che sotto la soglia dei 5.000 euro, senza prova di abitualità, non sono dovuti contributi.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata INPS: nullo l’addebito sotto i 5000€
L'INPS ha emesso un avviso di addebito contro un avvocato, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, pretendendo il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. Il professionista ha contestato l'atto evidenziando che il proprio reddito annuo era inferiore alla soglia di 5.000 euro e che l'attività non era svolta in modo abituale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando l'annullamento dell'addebito. I giudici hanno chiarito che l'Iscrizione Gestione Separata INPS richiede l'abitualità dell'attività professionale, la cui prova spetta interamente all'ente previdenziale e non può essere desunta automaticamente dal solo ammontare del reddito. Di conseguenza, l'INPS perde la causa e deve rimborsare le spese legali.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: reddito minimo ma contributi dovuti
L'Istituto Previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a un avvocato, iscritto all'albo ma non alla cassa di categoria, per i redditi prodotti in due annualità. La Corte d'Appello aveva escluso l'obbligo ritenendo l'attività occasionale poiché il reddito era inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente pubblico, stabilendo che l'iscrizione Gestione Separata è obbligatoria in caso di esercizio abituale della professione. L'abitualità va valutata ex ante, considerando indici come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo, e non ex post basandosi solo sul basso reddito. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »