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Abitualità

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335 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Gestione Separata INPS: quando l’avvocato con reddito minimo vince
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS contro un avvocato iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense. L'ente previdenziale pretendeva il pagamento dei contributi alla Gestione Separata INPS per l'anno 2010. La professionista aveva prodotto un reddito inferiore a 5.000 euro. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo di iscrizione scatta solo in presenza di un'attività professionale abituale o, se occasionale, al superamento della soglia di 5.000 euro. Poiché l'INPS non ha fornito la prova dell'abitualità dell'attività della professionista, l'avvocato è stato dichiarato esente dall'obbligo contributivo.
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Iscrizione Gestione separata INPS: no obbligo sotto i 5000 euro
Un'avvocata iscritta all'Albo ma non alla Cassa Forense a causa del reddito inferiore a 5.000 euro si è opposta alla richiesta dell'INPS di iscriversi alla Gestione separata. La Corte d'Appello ha accolto la sua domanda ritenendo l'attività occasionale. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che l'attività professionale fosse comunque abituale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che l'Iscrizione Gestione separata INPS richiede l'esercizio abituale della professione. Un reddito inferiore a 5.000 euro costituisce un forte indizio di occasionalità e spetta all'INPS dimostrare il contrario con prove concrete. Di conseguenza, l'avvocata ha vinto definitivamente la causa e non deve pagare i contributi pretesi.
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Gestione separata INPS: niente contributi per redditi minimi
L'ente previdenziale ha richiesto a un avvocato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS per l'anno 2010. L'avvocato, pur iscritto all'albo, non era iscritto alla Cassa Forense e aveva percepito un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. L'ente previdenziale sosteneva che la partita IVA e l'iscrizione all'albo dimostrassero l'abitualità dell'attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che l'abitualità dell'attività professionale non può essere presunta in modo automatico. Spetta all'ente previdenziale dimostrare che l'attività sia stata svolta con continuità. Di conseguenza, in mancanza di prove sull'abitualità e dato il reddito minimo, l'attività deve considerarsi occasionale, escludendo l'obbligo di iscrizione e di pagamento dei contributi.
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Iscrizione Gestione separata: l’obbligo anche con redditi minimi
L'INPS ha contestato l'esonero di un ingegnere dall'obbligo di iscrizione alla Gestione separata per l'anno 2008. La Corte d'Appello aveva giudicato illegittima l'iscrizione d'ufficio decisa dall'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'obbligo di iscrizione Gestione separata scatta per chiunque svolga un'attività professionale abituale, anche se non esclusiva, qualora il reddito non sia assoggettato alla cassa previdenziale di categoria. La soglia dei 5.000 euro rileva solo per il lavoro autonomo occasionale, mentre per l'attività abituale l'obbligo sussiste a prescindere dal reddito. La sentenza è stata cassata con rinvio per accertare l'effettiva abitualità dell'attività del professionista.
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Sorveglianza speciale: un solo incontro non basta per la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna di un uomo sottoposto a sorveglianza speciale, accusato di aver violato il divieto di associarsi a pregiudicati. L'accusa si basava su un unico incontro registrato dalle telecamere di sicurezza. La Suprema Corte ha chiarito che per configurare il reato è necessaria l'abitualità, ossia contatti plurimi e stabili nel tempo, non essendo sufficiente un singolo episodio isolato.
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Iscrizione gestione commercianti: esenti i familiari saltuari
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi previdenziali per l'attività di cameriere svolta dal coniuge nell'impresa della moglie. La Corte d'Appello ha confermato la pretesa, ritenendo irrilevanti i requisiti di abitualità e prevalenza per i familiari coadiutori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imprenditrice, stabilendo che l'iscrizione gestione commercianti per il familiare coadiutore richiede necessariamente che la prestazione sia abituale (continua e stabile) e prevalente (prevalente in termini di tempo rispetto ad altre occupazioni del lavoratore). La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Iscrizione alla Gestione separata INPS: no con redditi minimi
L'INPS ha richiesto l'iscrizione d'ufficio di un avvocato alla Gestione separata per l'anno 2010. Il professionista, pur iscritto all'albo, non era iscritto alla Cassa Forense e aveva percepito un reddito annuo inferiore a cinquemila euro, pari a circa mille euro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che l'iscrizione alla Gestione separata INPS richiede il requisito dell'abitualità dell'attività professionale. La semplice iscrizione all'albo o il possesso della partita IVA non costituiscono una prova automatica di abitualità. Spetta all'INPS dimostrare che l'attività non sia occasionale, mentre un reddito molto basso rappresenta un forte indizio di occasionalità. L'ente previdenziale perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
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Iscrizione alla Gestione separata INPS: no se il reddito è basso
L'ente previdenziale ha iscritto d'ufficio un avvocato alla Gestione separata per l'anno 2009. Il professionista ha contestato il provvedimento, evidenziando che il proprio reddito annuo era inferiore a 5.000 euro e che l'attività era meramente occasionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che l'iscrizione alla Gestione separata INPS richiede il requisito dell'abitualità dell'attività professionale. La produzione di un reddito modesto costituisce un forte indizio di occasionalità che spetta all'ente previdenziale smentire con prove concrete. Di conseguenza, la semplice iscrizione all'albo o il possesso di una partita IVA non bastano a far scattare l'obbligo contributivo in automatico, dovendo il giudice valutare caso per caso. Vince il professionista, con condanna dell'ente al pagamento delle spese di giudizio.
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Gestione Separata INPS: niente contributi sotto i 5.000 euro
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS per l'anno 2009. Il professionista, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, aveva percepito un reddito annuo inferiore a 5.000 euro (precisamente 3.434 euro). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per i professionisti iscritti ad albi professionali richiede l'esercizio abituale dell'attività. Se il reddito è inferiore alla soglia di 5.000 euro, spetta all'INPS dimostrare che l'attività è stata svolta in modo abituale e non occasionale. Non avendo l'ente previdenziale fornito tale prova, l'avvocato non deve pagare alcuna somma.
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Iscrizione alla Gestione Separata: reddito basso ma contributi dovuti
L'INPS ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a un avvocato, iscritto all'albo ma non alla Cassa Forense, per i redditi prodotti negli anni 2009 e 2010. La Corte d'Appello aveva escluso l'obbligo contributivo poiché il reddito annuo era inferiore a 5.000 euro, ritenendo l'attività occasionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'esiguità del reddito non dimostra da sola l'occasionalità del lavoro. L'abitualità dell'attività professionale va valutata all'inizio (ex ante) tramite indizi come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo, e non solo alla fine (ex post) in base al guadagno. Di conseguenza, l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata deve essere rivalutato dal giudice di merito applicando questi corretti criteri.
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Iscrizione gestione separata: obbligo anche sotto i 5.000 euro
L'INPS ha impugnato la sentenza che esentava un professionista dal pagamento dei contributi poiché il suo reddito annuo era inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'iscrizione gestione separata è obbligatoria per chiunque eserciti un'attività libero-professionale in modo abituale, anche se non esclusivo. La soglia di esenzione dei 5.000 euro si applica unicamente alle attività di lavoro autonomo occasionale. L'abitualità dell'attività deve essere valutata dal giudice sulla base di indizi concreti, come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo, e non può essere esclusa automaticamente solo a causa di un basso reddito. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Iscrizione Gestione Separata: reddito basso ma obbligo attivo
L'INPS ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a un avvocato iscritto all'albo ma non alla Cassa forense, per redditi inferiori a 5.000 euro. La Corte d'Appello aveva escluso l'obbligo ritenendo l'attività occasionale solo per via del basso reddito. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'obbligo di iscrizione Gestione Separata dipende dall'esercizio abituale della professione, valutato ex ante tramite indizi come la partita IVA attiva e l'iscrizione all'albo, e non ex post dal solo ammontare del reddito. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Sorveglianza speciale: no alla condanna per un solo incontro
Il caso riguarda un uomo sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, accusato di aver violato due prescrizioni: il divieto di rincasare dopo le ore 20:00 e il divieto di associarsi abitualmente a soggetti pregiudicati. I Carabinieri lo avevano sorpreso fuori casa alle 20:15 della notte di Capodanno in compagnia di pregiudicati. La Corte di Cassazione ha chiarito che una singola frequentazione non integra il reato di associazione abituale con pregiudicati, mancando il requisito della serialità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna per questa specifica violazione, riducendo la pena da cinque a quattro mesi di arresto, confermando invece la responsabilità per la violazione del coprifuoco.
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Iscrizione gestione separata INPS: esclusa per redditi minimi
L'INPS ha richiesto a un ingegnere il pagamento dei contributi previdenziali, ritenendo obbligatoria l'iscrizione gestione separata INPS in quanto il professionista era iscritto all'albo e titolare di partita IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno stabilito che la semplice titolarità della partita IVA e l'iscrizione all'albo non dimostrano l'abitualità dell'attività professionale. Poiché l'ingegnere ha svolto un'attività meramente occasionale con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro, non sussiste alcun obbligo contributivo. L'onere di provare l'abitualità dell'attività grava interamente sull'INPS.
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Iscrizione Gestione separata: no ai contributi sotto i 5000 euro
L'INPS ha richiesto a un avvocato l'iscrizione Gestione separata per l'anno 2010, poiché la professionista non era iscritta alla Cassa Forense a causa del reddito inferiore ai minimi ordinari. La Corte d'Appello ha annullato la pretesa dell'ente, ritenendo che un reddito annuo inferiore a 5.000 euro costituisse un forte indizio del carattere occasionale dell'attività professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'obbligo di iscrizione richiede lo svolgimento abituale della professione. Se il reddito è inferiore alla soglia dei 5.000 euro, spetta all'INPS dimostrare con prove concrete l'effettiva abitualità del lavoro autonomo, non bastando la mera titolarità della partita IVA o l'iscrizione all'albo. Vince il professionista, con condanna dell'INPS al pagamento delle spese legali.
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Gestione separata INPS: obbligo anche con redditi sotto i 5000 euro
L'INPS ha proposto ricorso contro la decisione che escludeva l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per un avvocato con reddito inferiore a cinquemila euro, non iscritto alla Cassa Forense. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che il limite di reddito non esclude automaticamente l'obbligo di iscrizione per i professionisti iscritti all'albo. L'elemento decisivo è l'abitualità dell'attività professionale, che va valutata globalmente tramite indizi concreti come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo, e non solo in base al guadagno effettivo. La causa è stata rinviata alla Corte d'appello per un nuovo esame.
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Iscrizione alla Gestione Separata: no se il reddito è minimo
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una Professionista l'iscrizione alla Gestione Separata per l'anno 2009, nonostante un reddito inferiore a 5.000 euro e la mancata iscrizione alla Cassa Forense. La Corte d'Appello ha ritenuto che il basso reddito indicasse l'occasionalità dell'attività, escludendo l'obbligo contributivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che l'iscrizione alla Gestione Separata richiede l'esercizio abituale della professione. Il reddito sotto la soglia dei 5.000 euro costituisce un valido indizio per escludere l'abitualità, che va accertata in concreto e non sulla base di semplici presunzioni legali automatiche. Vince la Professionista, con condanna dell'Ente al pagamento delle spese di giudizio.
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Iscrizione Gestione Separata: no ai contributi con reddito minimo
Una professionista ha impugnato la richiesta dell'ente previdenziale di pagare i contributi per l'anno 2010, sostenendo che il proprio reddito annuo era inferiore a cinquemila euro e che l'attività non era svolta in modo abituale. La Corte d'Appello aveva ritenuto comunque dovuti i contributi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice autonoma, stabilendo che l'Iscrizione Gestione Separata richiede una verifica concreta sull'effettiva abitualità dell'attività professionale. Se il reddito è sotto la soglia dei cinquemila euro, il giudice non può presumere automaticamente l'obbligo contributivo, ma deve valutare indizi come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo per dimostrare la continuità del lavoro. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Gestione Separata INPS: obbligo anche con redditi minimi
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. Il professionista si è opposto, sostenendo che il proprio reddito annuo, inferiore a cinquemila euro, dimostrasse il carattere occasionale dell'attività e lo esonerasse dall'obbligo di iscrizione. La Corte d'Appello ha accolto questa tesi. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che la soglia dei cinquemila euro non esclude automaticamente l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. I giudici di merito devono verificare in concreto se l'attività professionale sia stata svolta con carattere di abitualità, a prescindere dall'entità del reddito percepito. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Maltrattamenti in famiglia: quando è reato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un uomo accusato di maltrattamenti in famiglia. La sentenza chiarisce che per configurare questo reato non bastano singoli episodi sporadici, ma serve una condotta abituale che crei un sistema di vita vessatorio. La decisione ha annullato la precedente condanna richiedendo una valutazione più approfondita del carattere sistematico delle violenze.
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