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Diritto Fallimentare

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Revocatoria fallimentare: i pagamenti anomali
La Corte d'Appello ha confermato la revocatoria fallimentare di un pagamento da 100.000 euro effettuato da un terzo. La decisione evidenzia come l'uso di mezzi anomali di pagamento e la conoscenza dello stato di insolvenza del debitore rendano l'operazione inefficace verso la massa dei creditori.
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Giurisdizione fallimentare internazionale e curatore
La Corte d'Appello ha confermato la carenza di giurisdizione italiana in un caso di giurisdizione fallimentare internazionale. Una società aveva citato un curatore tedesco per presunti danni legati alla gestione di immobili in Germania. La Corte ha stabilito che la competenza spetta esclusivamente al giudice tedesco, essendo le azioni strettamente connesse alla procedura di insolvenza estera.
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Fideiussione e fallimento: validità dell’azione
La Corte d'Appello ha stabilito che la banca può agire individualmente contro i garanti nonostante la pendenza di una procedura concorsuale. Il caso analizza il legame tra fideiussione e fallimento, confermando che l'azione è valida se diretta su beni estranei alla massa fallimentare, come quelli oggetto di una precedente azione revocatoria vittoriosa.
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Liquidazione controllata: apertura e requisiti
Il Tribunale di Venezia ha disposto l'apertura di una liquidazione controllata per un debitore con oltre 126.000 euro di debiti. La procedura si basa sul reddito futuro da lavoro, garantendo al soggetto una quota per il mantenimento dignitoso e destinando l'eccedenza ai creditori, confermando l'accesso al gratuito patrocinio.
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Opposizione allo stato passivo: la prova del credito
Il Tribunale di Venezia ha respinto un'opposizione allo stato passivo promossa da una società che sosteneva di aver pagato debiti erariali per conto del fallito. La decisione si fonda sull'assenza di prova certa della provenienza dei fondi, poiché la documentazione prodotta, inclusi estratti conto parzialmente oscurati, non ha permesso di ricondurre il pagamento all'opponente.
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Sequestro conservativo: guida alla responsabilità
Il Tribunale di Venezia ha disposto un sequestro conservativo fino a 900.000 euro nei confronti dell'ex amministratore di una società in liquidazione giudiziale. L'azione è scaturita da gravi condotte distrattive, tra cui l'ottenimento di finanziamenti pubblici tramite fatture false e la mancata tenuta delle scritture contabili. La decisione si fonda sulla prova di documenti bancari contraffatti e sul rischio di dispersione del patrimonio del resistente, che aveva messo in vendita il suo unico immobile.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’apertura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società insolvente che non ha presentato il piano di concordato nei termini stabiliti. La decisione è scaturita dall'accertamento di debiti tributari e previdenziali superiori alle soglie di legge e dall'ammissione della stessa debitrice circa l'impossibilità di risanamento.
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Risoluzione contratto leasing: validità penale
La Corte d'Appello di Milano ha confermato la validità della clausola penale in un caso di risoluzione contratto leasing immobiliare per inadempimento. Nonostante la richiesta dell'utilizzatore fallito di ottenere la restituzione dei canoni versati ai sensi dell'art. 1526 c.c., la Corte ha stabilito che la pattuizione che consente al concedente di trattenere i canoni, a fronte dell'obbligo di accreditare il ricavato della vendita del bene, non costituisce un ingiusto arricchimento.
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Solidarietà passiva affitto azienda e cessione
La Corte d'Appello di Milano ha confermato la solidarietà passiva affitto azienda in capo a una società che, pur avendo ceduto il contratto di affitto di ramo d'azienda a terzi e pur essendo passata attraverso un concordato preventivo, non era stata espressamente liberata dal concedente. La decisione chiarisce che la responsabilità sussiste se il debito sorge dopo la chiusura della procedura concorsuale.
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Responsabilità solidale affitto azienda: la decisione
La Corte d'Appello di Milano chiarisce che, in un caso di affitto di ramo d'azienda, la responsabilità solidale affitto azienda del cedente per i debiti del cessionario permane se non vi è stata un'espressa liberazione da parte del proprietario. La decisione conferma che l'omesso recesso del locatore e le precedenti procedure di concordato preventivo non annullano l'obbligo di garanzia previsto dalle clausole contrattuali.
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Equa riparazione Legge Pinto: negata per fusione
La Corte d'Appello di Milano ha rigettato la domanda di equa riparazione Legge Pinto presentata da una società che aveva incorporato l'originaria creditrice di un fallimento. Il giudice ha stabilito che, poiché alla data dell'incorporazione non era ancora decorso il termine di sei anni per la durata ragionevole del fallimento, nessun diritto all'indennizzo era maturato o trasferibile all'incorporante.
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Privilegio artigiano: come provarlo nel concordato
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della domanda di un creditore volta al riconoscimento del privilegio artigiano. Nonostante l'iniziale inserimento nell'elenco dei privilegiati, il creditore non ha fornito prova dell'iscrizione all'albo e dei requisiti sostanziali. La decisione ribadisce che l'omologazione del concordato non crea giudicato sul rango del credito e l'onere probatorio spetta al creditore.
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Azione revocatoria fallimentare e pagamenti sospetti
La Corte d'Appello ha confermato la revoca di pagamenti effettuati da una compagnia aerea a una società di gestione aeroportuale. Il caso analizza l'azione revocatoria fallimentare, confermando che il periodo sospetto decorre dall'iscrizione della domanda di concordato e che i solleciti pressanti provano la consapevolezza del creditore riguardo l'insolvenza.
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Cessione ramo d’azienda: quando passano i debiti
La Corte d'Appello di Milano ha rigettato il ricorso di un creditore che intendeva rivalersi su una società terza, sostenendo l'avvenuta cessione ramo d'azienda. I giudici hanno chiarito che il solo trasferimento di un sito web e di una licenza amministrativa non configura un ramo d'azienda autonomo se manca un'organizzazione di mezzi e persone. Di conseguenza, i debiti della società cedente non si sono trasferiti alla cessionaria, confermando l'illegittimità dell'azione esecutiva intrapresa. Inoltre, l'apertura di una liquidazione giudiziale preclude il proseguimento delle azioni esecutive individuali.
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Composizione negoziata: tutela per i soci fideiussori
Il Tribunale di Roma ha esaminato l'estensione delle misure cautelari a favore dei soci che hanno prestato garanzie personali. Nel contesto di una composizione negoziata, il Giudice ha stabilito che, sebbene i soci non possano agire autonomamente, l'impresa può ottenere il blocco del pignoramento delle quote sociali per evitare mutamenti della governance che pregiudicherebbero il risanamento.
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Equa riparazione fallimento: guida al risarcimento
La Corte d'Appello ha riconosciuto un indennizzo per equa riparazione fallimento a un creditore coinvolto in una procedura durata oltre trent'anni. Poiché il termine ragionevole per un fallimento complesso è stimato in sei anni, il superamento di ventiquattro anni ha dato diritto a un risarcimento di 9.600 euro, calcolato su 400 euro per ogni anno di ritardo.
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Bancarotta fraudolenta del sindaco: da controllore a colpevole
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta del sindaco di una società. Per un decennio, il sindaco aveva ricevuto dagli amministratori somme destinate al pagamento delle imposte, ma le aveva sistematicamente distratte per altri scopi. La difesa sosteneva che il sindaco, non avendo poteri di gestione, non potesse commettere bancarotta, ma al massimo appropriazione indebita. La Corte ha invece stabilito che la legge include espressamente i sindaci tra i soggetti che possono rispondere direttamente di questo reato. L'atto materiale di distrarre i fondi, commesso in prima persona, integra pienamente il delitto di bancarotta fraudolenta, a prescindere dal ruolo formale di mero controllo.
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Proscioglimento e Prescrizione: Assolti, poi Prescritti, poi di nuovo Assolti
La Corte di Cassazione affronta il complesso rapporto tra proscioglimento e prescrizione. Alcuni funzionari di banca, inizialmente assolti, vedono in appello il loro reato riqualificato in bancarotta preferenziale e subito dopo dichiarato prescritto. La Suprema Corte stabilisce che una precedente assoluzione non può essere ignorata. Per dichiarare la prescrizione, la Corte d'Appello deve motivare in modo specifico e convincente perché l'assoluzione non è più valida. In assenza di tale motivazione, l'assoluzione prevale. Di conseguenza, alcuni funzionari ottengono l'annullamento della sentenza e la conferma della loro innocenza, mentre per altri la prescrizione viene confermata perché la motivazione della Corte d'Appello è stata ritenuta adeguata.
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Scritture Contabili in Ordine vs Debito: la Cassazione Condanna
Un'azienda acquirente si opponeva al pagamento di una fornitura, sostenendo che le proprie scritture contabili, tenute regolarmente, non riportavano il debito. La società venditrice, sebbene fallita e con contabilità incompleta, ha vinto la causa perché il suo credito era provato da altri elementi, come una relazione della Guardia di Finanza. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'acquirente. Il principio sancito riguarda l'efficacia probatoria delle scritture contabili: se la decisione di un giudice si fonda su più ragioni autonome e l'appellante ne contesta solo una, il ricorso è inammissibile, perché le altre ragioni non contestate sono sufficienti a giustificare la sentenza.
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Limite di finanziabilità superato: mutuo valido, il fallimento perde
La Corte di Cassazione ha stabilito che il superamento del **limite di finanziabilità mutuo fondiario**, fissato all'80% del valore dell'immobile, non provoca la nullità del contratto. Un'azienda fallita aveva contestato la validità di due mutui, sostenendo che la banca avesse prestato una somma eccessiva. La Corte, richiamando una precedente decisione delle Sezioni Unite, ha chiarito che tale limite è una norma di vigilanza prudenziale per la stabilità della banca, non un elemento essenziale del contratto. Di conseguenza, il mutuo resta valido e la banca ha diritto di essere pagata. Il ricorso del Fallimento è stato respinto, mentre è stata annullata la condanna personale del curatore alle spese legali.
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