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Diritto Fallimentare

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Equa riparazione per eccessiva durata del fallimento
La Corte d'Appello ha accolto il ricorso per l'equa riparazione presentato da un creditore a causa della durata irragionevole di un fallimento protrattosi per oltre dieci anni. Il giudice ha liquidato un indennizzo basato su quattro anni di ritardo eccessivo rispetto ai termini di legge.
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Equa riparazione compensi avvocato: il calcolo
La Corte d'Appello ha riformato un decreto in materia di equa riparazione compensi avvocato, stabilendo i criteri di liquidazione per la pluralità di parti. In presenza di 32 creditori con posizioni identiche, la Corte ha applicato la riduzione del 30% sul compenso base per l'identità delle questioni trattate, procedendo poi all'applicazione delle maggiorazioni obbligatorie previste dal D.M. 55/2014 per il numero dei soggetti assistiti.
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Liquidazione giudiziale: criteri e presupposti
Il Tribunale di Bologna ha pronunciato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di un'impresa individuale operante nel settore dell'intrattenimento. La decisione scaturisce dal mancato pagamento di debiti superiori a 30.000 euro e dall'accertamento dello stato di insolvenza, evidenziato da pignoramenti infruttuosi e debiti erariali. Nonostante la mancata costituzione del debitore, i dati del Registro delle Imprese hanno confermato il superamento delle soglie dimensionali previste dal Codice della Crisi.
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Liquidazione giudiziale e insolvenza accertata
La Corte d'Appello di Brescia ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, ribaltando il precedente diniego. Anche se il credito era oggetto di un ricorso in Cassazione, la Corte ha ravvisato il fumus del diritto e uno stato di insolvenza manifesto, confermato dall'assenza di beni e dall'infruttuosità dei pignoramenti.
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Responsabilità del fideiussore e fallimento debitore
La Corte d'Appello di Brescia ha confermato la responsabilità del fideiussore in una complessa vicenda legata a un finanziamento immobiliare. La sentenza chiarisce che il termine di decadenza per la banca decorre dal fallimento del debitore e che il garante, se amministratore della società, non può invocare la mancata informazione sulla crisi aziendale.
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Azione revocatoria ordinaria: usufrutto al figlio
La Corte d'Appello ha confermato l'azione revocatoria ordinaria contro un atto di acquisto immobiliare in cui il debitore aveva riservato per sé la nuda proprietà e intestato l'usufrutto al figlio minore. La decisione sottolinea che anche un credito litigioso legittima la revoca e che l'impoverimento qualitativo del patrimonio del debitore integra il danno ai creditori.
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Deposito concordato preventivo: la tempestività
La Corte d'Appello ha accolto il reclamo di una società contro l'inammissibilità di un deposito concordato preventivo dichiarato tardivo. Il sistema telematico aveva generato errori dopo l'invio puntuale delle prime PEC. La Corte ha stabilito che la tempestività si valuta sulla ricevuta di consegna, ordinando il rinnovo delle misure protettive per quattro mesi.
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Equa riparazione Legge Pinto: indennizzo ridotto
Una società ha proposto opposizione per ottenere un aumento dell'indennizzo per equa riparazione Legge Pinto, ridotto a soli 100 euro annui a causa dell'esiguità del credito rispetto al fatturato aziendale. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, ritenendo legittimo scendere sotto la soglia minima di legge quando la sofferenza psichica è assente per via della sproporzione economica tra pretesa e condizioni dell'istante.
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Liquidazione giudiziale: apertura e presupposti
Il Tribunale di Roma ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società di trasporti in stato di insolvenza irreversibile. La decisione si fonda su un'esposizione debitoria superiore a 13 milioni di euro e sull'impossibilità di far fronte alle obbligazioni correnti a causa della perdita dei principali rapporti commerciali. Il provvedimento conferma la sussistenza dei requisiti dimensionali previsti dal Codice della Crisi.
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Misure protettive composizione negoziata: rigetto
Il Tribunale ha respinto la richiesta di conferma delle misure protettive composizione negoziata avanzata da una società sportiva. La decisione si basa sulla già avvenuta cessione dell'azienda prima del ricorso, sull'assenza di un piano industriale strutturato e sulla mancanza di reali trattative con i creditori principali, rendendo la procedura priva di finalità risanatorie concrete.
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Trasferimento ramo d’azienda CCII: autorizzazione
Il Tribunale di Milano ha autorizzato il trasferimento ramo d'azienda CCII nell'ambito di una composizione negoziata. La decisione si fonda sulla necessità di preservare la continuità produttiva e i livelli occupazionali, garantendo al contempo la migliore soddisfazione dei creditori grazie all'intervento finanziario della società controllante e di un investitore terzo.
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Composizione negoziata: vendita azienda autorizzata
Il Tribunale ha autorizzato, nel contesto di una composizione negoziata, la cessione di un ramo d'azienda specializzato nella produzione di energia da biogas. La decisione è giunta in seguito a una procedura competitiva che ha visto la partecipazione di più offerenti. Il provvedimento conferma la funzionalità della vendita alla continuità aziendale e alla soddisfazione dei creditori, disponendo l'esonero dalla responsabilità per i debiti pregressi, eccetto quelli relativi ai rapporti di lavoro.
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Misure protettive composizione negoziata: rigetto
Il Tribunale di Milano ha negato la conferma delle misure protettive composizione negoziata richieste da una società immobiliare. Nonostante un iniziale parere positivo dell'esperto, l'istruttoria ha rivelato la mancanza delle scritture contabili relative agli anni precedenti e l'impossibilità di imputare costi e ricavi ai singoli progetti. Il Giudice ha stabilito che senza dati contabili attendibili e verificabili, non è possibile formulare un giudizio sulla sostenibilità del risanamento, rendendo ingiustificato il sacrificio imposto ai creditori.
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Azione revocatoria ordinaria: vendita inefficace
Il Tribunale di Milano ha accolto l'azione revocatoria ordinaria promossa da un Curatore per dichiarare inefficace la vendita di immobili di pregio effettuata da una società prima del fallimento. L'operazione, avvenuta a favore della coniuge dell'amministratore senza l'effettivo versamento del prezzo, è stata ritenuta un atto volto a sottrarre garanzie ai creditori in presenza di ingenti debiti pregressi.
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Misure protettive: quando il Tribunale le nega
Il Tribunale di Milano ha rigettato la richiesta di conferma delle misure protettive presentata da una società retail in crisi. La decisione si fonda sull'assenza di un piano di risanamento credibile, valutando l'operazione come meramente liquidatoria e priva del necessario fumus boni iuris per proteggere il patrimonio dalle azioni dei creditori.
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Liquidazione controllata: la Corte apre la procedura
Una coppia di coniugi, ex imprenditori ora qualificabili come consumatori, ha impugnato il rigetto della domanda di liquidazione controllata. Il Tribunale aveva inizialmente negato l'accesso alla procedura per presunte incertezze sul debito e vizi formali. La Corte di Appello ha ribaltato la decisione, stabilendo che la liquidazione controllata deve essere aperta se sussiste il sovraindebitamento, indipendentemente da contestazioni su singoli beni.
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Insinuazione tardiva di credito: stop alla prescrizione
L'insinuazione tardiva di credito rappresenta uno strumento fondamentale quando emergono debiti contributivi non prescritti grazie a procedure di condono. La Corte d'Appello ha stabilito che la domanda di sanatoria sospende i termini di prescrizione, permettendo la legittima ammissione al passivo fallimentare dei crediti previdenziali e delle relative sanzioni.
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Equa riparazione: guida al ritardo fallimentare
La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto all'equa riparazione in favore di un creditore coinvolto in una procedura fallimentare protrattasi oltre i termini ragionevoli stabiliti dalla Legge Pinto. Nonostante la complessità della procedura, il ritardo di un anno ha giustificato la condanna del Ministero al pagamento di un indennizzo di 450 euro, oltre alla rifusione delle spese legali.
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Equa riparazione fallimento: guida al risarcimento
La Corte d'Appello ha rideterminato l'indennizzo per equa riparazione fallimento, stabilendo che la riduzione del 20% prevista per i processi con molte parti non si applica alle procedure concorsuali, data la loro natura intrinseca.
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Equa riparazione: risarcimento per processi lenti
La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto all'equa riparazione per un creditore coinvolto in un fallimento durato oltre 15 anni. La decisione si basa sul superamento del termine ragionevole di sei anni stabilito per le procedure concorsuali, liquidando un indennizzo economico proporzionale al ritardo subito.
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