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legge n. 136 del 2018

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116 provvedimenti

Sospensione termini impugnazione: automatica o no?
La Corte di Cassazione chiarisce che la sospensione dei termini di impugnazione, prevista dalle norme sulla definizione agevolata delle liti tributarie (d.l. 119/2018), opera automaticamente per tutte le controversie potenzialmente definibili. Tale sospensione non è subordinata alla presentazione di una specifica istanza da parte del contribuente. Di conseguenza, è stato ritenuto tempestivo l'appello dell'Amministrazione Finanziaria, originariamente dichiarato inammissibile dalla commissione regionale perché depositato oltre i termini ordinari. La Corte ha cassato la decisione precedente, affermando il principio della sospensione 'ope legis' dei termini processuali.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata prevista da una specifica normativa. Avendo i ricorrenti pagato gli importi dovuti per la sanatoria, il contenzioso è stato considerato concluso, con spese legali a carico di ciascuna parte.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Un contribuente ha contestato diverse cartelle esattoriali di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa sull'impugnazione estratto di ruolo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo è che il contribuente non ha fornito la prova di subire un pregiudizio specifico, come ora richiesto dalla legge. La controversia è stata dichiarata cessata solo per una cartella che rientrava nella sanatoria dei debiti inferiori a 1.000 euro.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i diversi termini di prescrizione per i crediti tributari. La Corte ha stabilito che per le imposte erariali (IRPEF, IRAP, IVA) si applica il termine ordinario di dieci anni, mentre per le sanzioni e gli interessi il termine è di cinque anni. La decisione affronta anche questioni procedurali cruciali, come le modalità di contestazione delle copie documentali e la legittimità della difesa in giudizio dell'Agente della riscossione tramite avvocati del libero foro.
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Cessioni intracomunitarie: la prova per l’esenzione IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17727/2025, ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate sia quello incidentale del contribuente. La Corte ha stabilito che per le cessioni intracomunitarie, la prova dell'effettivo trasferimento dei beni può essere fornita anche con "fatti secondari" come le comunicazioni Intrastat e le dichiarazioni dei cessionari, non essendo obbligatorio il modello CMR. Ha inoltre dichiarato inammissibile l'appello incidentale tardivo del contribuente, poiché l'interesse a impugnare una parte della sentenza di primo grado preesisteva all'appello principale dell'Agenzia e non ne era una diretta conseguenza.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una società di ristorazione, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. Avendo presentato la domanda e pagato integralmente le rate dovute, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere. La decisione chiarisce che il corretto utilizzo della definizione agevolata chiude definitivamente la lite con il Fisco.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una società agricola e una sua socia, dopo aver impugnato alcuni avvisi di accertamento fiscale, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dal d.l. n. 119/2018. Avendo presentato domanda e versato gli importi dovuti, e in assenza di un diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, confermando l'efficacia di questo strumento per risolvere le liti pendenti.
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Estinzione del giudizio per rottamazione-ter
Una società impugna avvisi di accertamento per dazi e IVA. In Cassazione, aderisce alla rottamazione-ter, paga il dovuto e rinuncia al ricorso. La Corte, preso atto della rinuncia accettata dalla controparte e della documentazione probatoria, dichiara l'estinzione del giudizio a spese compensate.
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Delega di firma e avviso nullo: la Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per un vizio di sottoscrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il motivo specifico, relativo alla mancata prova della delega di firma, era stato sollevato per la prima volta in sede di legittimità. L'ordinanza ribadisce che i motivi di nullità devono essere eccepiti nei gradi di merito e che l'onere della prova sulla delega spetta all'Amministrazione solo a fronte di una contestazione specifica e tempestiva.
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Definizione agevolata: cartella valida anche con avviso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17584/2025, ha stabilito che un contenzioso su una cartella di pagamento derivante da controllo automatizzato è ammissibile alla definizione agevolata, anche se il contribuente aveva ricevuto in precedenza un avviso bonario. La Corte ha chiarito che l'impugnazione dell'avviso bonario è facoltativa, pertanto la cartella resta il primo atto impugnabile che permette di contestare il merito della pretesa fiscale e accedere ai benefici della definizione agevolata.
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Rottamazione ter: estinzione del processo tributario
Un contribuente, dopo aver ricevuto un accertamento fiscale e una cartella di pagamento, ha aderito alla rottamazione ter. Avendo pagato tutte le rate previste, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio pendente, poiché la definizione agevolata ha risolto la controversia, facendo cessare la materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio e oneri
In un contenzioso fiscale, un contribuente ha richiesto una definizione agevolata. Il giudice d'appello ha dichiarato estinto il processo, presumendo l'esito positivo della procedura per il solo silenzio delle parti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice ha il dovere di verificare attivamente che il contribuente abbia adempiuto a tutti gli oneri previsti dalla legge (deposito dell'istanza e prova del pagamento) prima di poter dichiarare l'estinzione del giudizio. La mera presunzione non è sufficiente.
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Imposta di Registro: Fissa o Proporzionale? Il Caso
La Corte di Cassazione ha chiarito il regime fiscale applicabile a un conferimento immobiliare in una società, eseguito nell'ambito di una più ampia operazione urbanistica. La controversia verteva sull'applicazione dell'imposta di registro in misura fissa o proporzionale. La Corte ha stabilito che il conferimento a una società, pur essendo collegato a una convenzione con un Comune che prevedeva la cessione gratuita di altre aree, costituisce un'operazione autonoma. Pertanto, non beneficia delle agevolazioni previste per specifici programmi di edilizia pubblica e deve essere assoggettato a imposta di registro proporzionale, in quanto operazione societaria distinta e non sinallagmatica alla cessione gratuita.
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Notifica atto di appello: l’errore non è scusabile
La Corte di Cassazione stabilisce che l'errore nella notifica di un atto di appello, se imputabile al notificante, ne causa l'inammissibilità. Nel caso specifico, l'Amministrazione Finanziaria aveva notificato l'appello a un indirizzo errato, diverso dal domicilio eletto dalla controparte. La Suprema Corte ha ritenuto che tale negligenza non consentisse la sanatoria tramite rinnovazione della notifica, confermando la decisione di primo grado favorevole al contribuente.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario e la cessazione della materia del contendere in un procedimento collegato per revocazione. La decisione è scaturita dall'adesione della società contribuente alla definizione agevolata prevista dalla legge. Nonostante l'Amministrazione Finanziaria avesse impugnato una sentenza favorevole all'azienda, il pagamento delle somme previste dalla sanatoria ha risolto la controversia alla radice, rendendo superflua la prosecuzione dei giudizi pendenti.
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Cessazione materia del contendere e definizione agevolata
La Cass. Civ., Sez. V, n. 34588 del 30/12/2019, chiarisce che l'adesione a una definizione agevolata da parte del contribuente, con relativo pagamento, determina la cessazione della materia del contendere nel giudizio pendente. Nel caso di specie, una società importatrice aveva impugnato un avviso di sanzione dell'Agenzia delle Dogane. Durante il giudizio di Cassazione, avendo aderito alla 'rottamazione', la Corte ha dichiarato estinto il processo, compensando le spese.
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