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Legge n. 103 del 2017 — Sezione Quarta Penale

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25 provvedimenti

Altri anni per Legge n. 103 del 2017

Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata da un incidente, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'avviso del diritto alla difesa dato sulla scena è sufficiente, che la richiesta di rito abbreviato sana eventuali nullità precedenti e che l'applicazione di sanzioni sostitutive richiede una esplicita richiesta da parte dell'imputato, anche nel rito cartolare.
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Prova indiziaria: Cassazione su spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per detenzione di stupefacenti basata su una solida prova indiziaria. Il caso ruotava attorno a servizi di osservazione della polizia che avevano individuato l'imputato come possessore della droga, nascosta in una nicchia su una via pubblica. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, giudicando gli indizi raccolti come gravi, precisi e concordanti, e ha respinto la richiesta di estinzione del reato per prescrizione, chiarendo l'applicazione delle norme sulla sospensione.
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Prescrizione reato: la Cassazione chiarisce i tempi
Un conducente di scuolabus, inizialmente assolto dall'accusa di guida in stato di ebbrezza, si è visto riformare la sentenza in appello con una declaratoria di prescrizione del reato basata su un errore di data. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha corretto il calcolo, ma ha comunque annullato la sentenza perché la prescrizione del reato è maturata nelle more del giudizio di legittimità, confermando la priorità della causa di estinzione del reato.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un soggetto, condannato con patteggiamento per spaccio di stupefacenti, ha proposto personalmente appello. L'impugnazione è stata riqualificata come ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è consentito. L'atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore abilitato, e la conversione del mezzo di impugnazione non sana questo vizio formale.
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Pene accessorie: quando sono legittime per la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 29691/2025, si è pronunciata su diversi ricorsi presentati da imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha rigettato i ricorsi, cogliendo l'occasione per chiarire importanti principi sulle pene accessorie, come l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, e sui limiti all'impugnazione in caso di precedente 'patteggiamento in appello'. La decisione sottolinea che l'applicazione di tali pene accessorie è un automatismo di legge legato alla gravità della pena principale e non una scelta discrezionale del giudice.
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