Un condannato ha presentato un ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva negato la continuazione dei reati. Tuttavia, il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La legge prevede infatti che, dopo il 3 agosto 2017, i ricorsi alla Corte di Cassazione debbano essere firmati da un avvocato abilitato. Il condannato ha presentato il ricorso personalmente, violando questa nuova norma. La Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso senza entrare nel merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questo caso sottolinea l'importanza del rispetto delle formalità procedurali per evitare che un ricorso in Cassazione sia inammissibile.
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