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Legge 98/2011 — Sezione Quinta Civile

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100 provvedimenti

Altri anni per Legge 98/2011

Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2007. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta anche da operatori esteri privi di concessione che raccolgono scommesse in Italia tramite centri di trasmissione dati (CTD). È stata ribadita la solidarietà paritetica nel pagamento del tributo tra il bookmaker e il CTD, e l'assenza di contrasto con i principi del diritto dell'Unione Europea in materia di libera prestazione di servizi e non discriminazione.
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Imposta Unica Scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'imposta unica scommesse, analizzando la responsabilità di un bookmaker estero e del suo centro di trasmissione dati (CTD) per le annualità 2010, 2011 e 2012. La Corte ha accolto parzialmente i ricorsi, annullando l'imposta e le sanzioni per il CTD per il 2010, in linea con una precedente sentenza della Corte Costituzionale. Per il bookmaker, ha annullato solo le sanzioni relative al 2010 a causa di un'oggettiva incertezza normativa, confermando però l'imposta. Per gli anni 2011 e 2012, la responsabilità di entrambi i soggetti è stata pienamente confermata, ritenendo legittima la pretesa fiscale.
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Plusvalenza cessione immobili: basta il valore di registro?
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento IRPEF per una plusvalenza da cessione immobiliare. L'Agenzia delle Entrate aveva basato l'accertamento sul maggior valore definito ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8386/2024, ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che il valore dichiarato per l'imposta di registro non è di per sé sufficiente a fondare un accertamento induttivo sulla plusvalenza cessione immobili. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7533/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando il suo obbligo di versare l'imposta unica sulle scommesse per le giocate raccolte in Italia nel 2008 tramite un centro trasmissione dati. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker estero sussiste indipendentemente da quella del centro locale e che la normativa fiscale italiana non viola i principi del diritto dell'Unione Europea sulla libera prestazione di servizi, in quanto non è discriminatoria.
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Estinzione Giudizio Tributario: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 429/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente a una definizione agevolata. Il caso, originato da un avviso di accertamento IRPEF, si è concluso non per una decisione nel merito, ma perché, dopo la richiesta di sanatoria e il pagamento delle somme, nessuna delle parti ha presentato istanza di prosecuzione entro il termine previsto dalla legge. Ciò ha comportato l'automatica estinzione del giudizio tributario, rendendo superflua ogni altra valutazione processuale.
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Obbligo di controllo fattura: i limiti per il cliente
Una società assicurativa riceveva fatture con IVA esente dal proprio agente. L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato la società per non aver corretto le fatture, ritenendo l'esenzione errata. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che l'obbligo di controllo fattura da parte del cliente è limitato agli aspetti formali e non si estende alla verifica sostanziale della qualificazione fiscale dell'operazione. La Corte ha inoltre chiarito che la sanzione per omessa regolarizzazione è autonoma e non "collegata" al tributo, respingendo la richiesta di definizione agevolata senza pagamento da parte della società.
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Accertamento bancario: onere prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34722/2024, ha annullato una decisione di merito che aveva parzialmente accolto il ricorso di un contribuente contro un accertamento bancario. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: in caso di indagini bancarie, vige una presunzione legale secondo cui i versamenti su conto corrente costituiscono reddito. Per superare tale presunzione, non basta una difesa generica, ma è necessario che il contribuente fornisca una 'prova analitica' per ogni singola operazione, dimostrando che le somme non sono riferibili a operazioni imponibili. Il solo fatto che i ricavi dichiarati siano superiori all'importo accertato è irrilevante.
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Perdite di esercizio: quali regole per la compensazione?
Una società ha cercato di compensare integralmente il reddito del 2011 con le perdite di esercizio maturate tra il 2005 e il 2007, invocando la normativa allora vigente. La Corte di Cassazione ha respinto tale interpretazione, stabilendo che la normativa applicabile è quella in vigore nell'anno di utilizzo delle perdite (2011), non nell'anno della loro formazione. Di conseguenza, la compensazione è stata limitata all'80% del reddito imponibile, come previsto dalla legge più recente.
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Produzione documenti in appello tributario: la Cassazione
Una contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento. Dopo una vittoria in primo grado, la decisione è stata ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la legittimità dell'appello dell'Agenzia fiscale. I giudici hanno chiarito tre punti fondamentali: la tempestività dell'appello grazie alla sospensione dei termini, la validità della rappresentanza legale dell'Agenzia tramite avvocati del libero foro nel contenzioso tributario e, soprattutto, l'ammissibilità della produzione di nuovi documenti in appello, in deroga alle norme del processo civile.
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Definizione liti fiscali: quando è applicabile?
Un contribuente ha impugnato due iscrizioni ipotecarie e le relative cartelle esattoriali, chiedendo poi di accedere alla definizione delle liti fiscali pendenti. L'Amministrazione Finanziaria ha negato la richiesta, decisione confermata in appello. La Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza, affermando che per la definizione delle liti fiscali è sufficiente la pendenza di una controversia, anche se riguarda atti esecutivi come l'iscrizione ipotecaria, a condizione che siano contestati anche gli atti impositivi presupposti. La semplice esistenza di un'iniziativa giudiziaria non dichiarata inammissibile è presupposto sufficiente per accedere al condono.
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Utili extracontabili: quando si presumono distribuiti?
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di accertamento di utili extracontabili a carico di una società a ristretta base sociale, si presume che tali profitti siano stati distribuiti ai soci. L'ordinanza analizzata ribalta la decisione dei giudici di merito, i quali avevano erroneamente ritenuto tale meccanismo una doppia presunzione vietata. La Corte ha chiarito che la presunzione si fonda sulla struttura stessa della società, che implica un forte controllo reciproco tra i soci, invertendo su questi ultimi l'onere di provare la loro estraneità alla gestione e alla percezione dei profitti.
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Reclamo tributario: appello valido se la norma cade
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che dichiarava inammissibile il ricorso di un contribuente contro una cartella di pagamento. L'inammissibilità era stata pronunciata per la mancata presentazione del reclamo tributario preventivo, un adempimento richiesto da una norma che, successivamente, è stata dichiarata incostituzionale. La Corte ha stabilito che la dichiarazione di incostituzionalità ha efficacia retroattiva sui rapporti non ancora esauriti, rendendo di fatto ammissibile il ricorso originario e cassando la sentenza impugnata con rinvio.
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Imposta forfettaria scommesse: la Cassazione e il 2015
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso sull'imposta forfettaria scommesse. È stato stabilito che il nuovo, più oneroso, metodo di calcolo forfettario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 non era applicabile per l'anno d'imposta 2015, ma solo a partire dal 1° gennaio 2016. La modifica legislativa successiva ha infatti operato come una proroga, posticipando l'entrata in vigore della nuova disciplina e salvaguardando l'applicazione delle norme previgenti per il 2015.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7673/2025, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera contro un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2015. La Corte ha stabilito la piena legittimità dell'imposizione anche per gli operatori privi di concessione statale che raccolgono gioco in Italia. È stata inoltre confermata la costituzionalità del metodo di determinazione presuntiva della base imponibile, pari al triplo della media provinciale della raccolta, qualora l'operatore non abbia aderito al regime di regolarizzazione. La presunzione, secondo la Corte, non è assoluta ma relativa, consentendo al contribuente di fornire prova contraria.
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Definizione agevolata: no se la lite è strumentale
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è ammissibile la definizione agevolata liti per una cartella di pagamento quando questa è successiva ad avvisi di accertamento già divenuti definitivi. La Corte ha chiarito che in tali casi, la cartella rappresenta un mero atto di riscossione. Inoltre, ha precisato che qualificare la lite come 'pretestuosa' non costituisce un'eccezione nuova in appello, ma una mera specificazione difensiva.
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Processo tributario telematico: appello cartaceo valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che, durante il regime facoltativo del processo tributario telematico, un appello depositato in formato cartaceo è valido anche se il primo grado si era svolto telematicamente. L'ordinanza chiarisce che l'inammissibilità può essere dichiarata solo se l'irregolarità formale ha causato un concreto pregiudizio al diritto di difesa della controparte, applicando il principio del raggiungimento dello scopo dell'atto.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una contribuente, socia di una società, impugnava un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, aderiva alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando integralmente le somme richieste. La Corte Suprema, preso atto dell'accordo tra le parti e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia di questo strumento per chiudere le liti fiscali.
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Definizione agevolata lite: valore e pendenza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente contro il diniego di definizione agevolata lite. La Corte ha stabilito due principi chiave: il valore della lite, ai fini del limite di ammissibilità, deve essere calcolato al netto di sanzioni e interessi; inoltre, una controversia è considerata 'pendente' fino a quando non sono scaduti i termini per l'impugnazione, anche se una sentenza di grado inferiore è già stata depositata.
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Imposta unica scommesse: chi paga prima del 2011?
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativo all'anno 2007 a carico di un centro trasmissione dati. Seguendo una precedente sentenza della Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che, per i periodi d'imposta antecedenti al 2011, il titolare del centro non è il soggetto passivo del tributo. La responsabilità ricade sul bookmaker, poiché il gestore del centro non aveva la possibilità di trasferire contrattualmente il carico fiscale.
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Bonus settore finanziario: quando si paga la tassa?
Un dirigente di una società di consulenza finanziaria ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRPEF del 10% applicata sul suo bonus per l'anno 2014. Sosteneva che la sua azienda non rientrasse nel 'settore finanziario' e che i requisiti oggettivi per l'applicazione della tassa non fossero soddisfatti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la nozione di 'settore finanziario' deve essere interpretata in senso ampio, includendo tutte le entità le cui attività possono generare rischi sistemici. Inoltre, ha confermato che, dopo la modifica normativa del 2011, l'addizionale sui bonus settore finanziario si applica sulla parte variabile della retribuzione che eccede la parte fissa, senza la necessità che superi anche il triplo di quest'ultima.
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