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Legge 98/2011

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542 provvedimenti

Incarico dirigenziale illegittimo: revoca e limiti
Un funzionario, idoneo in una graduatoria scaduta, ottiene un incarico dirigenziale illegittimo basato su una norma poi dichiarata incostituzionale. La Cassazione conferma la legittimità della revoca dell'incarico, in quanto nullo fin dall'origine, e nega il diritto allo scorrimento della graduatoria per via di un precedente giudicato amministrativo.
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Decadenza ricorso braccianti agricoli: termini impugnazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore agricolo, confermando la decadenza del suo diritto a impugnare la cancellazione dagli elenchi professionali. La sentenza chiarisce che il termine per il ricorso decorre dalla data di effettiva conoscenza del provvedimento, comunicata dall'Istituto Previdenziale insieme alla richiesta di restituzione delle prestazioni, e non dalla successiva pubblicazione online. La tardività del ricorso amministrativo ha comportato la decadenza anche dall'azione giudiziaria. Si tratta di un'importante pronuncia sulla decadenza ricorso braccianti agricoli.
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Iscrizione Gestione Separata: obbligo per ingegneri
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione alla gestione separata per un ingegnere, già iscritto alla gestione coltivatori diretti. La Corte ha stabilito che l'iscrizione è dovuta per l'attività libero professionale. Inoltre, ha cassato la decisione di merito sulla prescrizione dei contributi, affermando che il giudice deve applicare d'ufficio le norme sulla sospensione dei termini introdotte a seguito di eventi sismici, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi: il dies a quo è decisivo
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello sulla prescrizione contributi di un professionista. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione non era maturato, poiché un D.P.C.M. aveva differito la scadenza di pagamento. Un atto interruttivo notificato prima di tale scadenza differita ha impedito l'inizio del decorso della prescrizione, rendendo irrilevante la questione del doloso occultamento del debito.
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Bonus settore finanziario: quando si paga la tassa?
Un dirigente di una società di consulenza finanziaria ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRPEF del 10% applicata sul suo bonus per l'anno 2014. Sosteneva che la sua azienda non rientrasse nel 'settore finanziario' e che i requisiti oggettivi per l'applicazione della tassa non fossero soddisfatti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la nozione di 'settore finanziario' deve essere interpretata in senso ampio, includendo tutte le entità le cui attività possono generare rischi sistemici. Inoltre, ha confermato che, dopo la modifica normativa del 2011, l'addizionale sui bonus settore finanziario si applica sulla parte variabile della retribuzione che eccede la parte fissa, senza la necessità che superi anche il triplo di quest'ultima.
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Gestione separata avvocati: prescrizione e reddito
Un ente previdenziale ha citato in giudizio un avvocato per contributi non versati alla Gestione separata per il 2011. Le corti di merito hanno respinto la richiesta, sia perché prescritta, sia perché il reddito del professionista era inferiore a 5.000 euro. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo un punto cruciale sulla prescrizione: la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce 'doloso occultamento' del debito e, pertanto, non sospende i termini di prescrizione. Questa pronuncia è fondamentale per la categoria della Gestione separata avvocati.
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Massimale pensionabile: la Cassazione e la Quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che il limite massimo alla retribuzione giornaliera, noto come massimale pensionabile, si applica anche al calcolo della cosiddetta "Quota B" delle pensioni per i lavoratori dello spettacolo. Accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale, la Corte ha annullato la precedente decisione della Corte d'Appello, affermando che tale limite non è mai stato abrogato e serve a garantire l'equilibrio del sistema. La Corte ha rigettato sia l'eccezione di giudicato interno che il ricorso incidentale della pensionata.
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Trattamento economico personale trasferito: la guida
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul trattamento economico del personale trasferito da una società a partecipazione statale a un Ministero. Con la sua ordinanza, ha stabilito che i trattamenti previdenziali e sanitari integrativi, legati a specifiche polizze del precedente datore, non vanno conservati se il nuovo datore offre una copertura analoga. L'assegno 'ad personam' serve a garantire la retribuzione, non a duplicare i benefit. I ricorsi dei lavoratori sono stati respinti.
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Decadenza TFR: il termine parte dal pagamento parziale
Un lavoratore ha richiesto il suo TFR al Fondo di Garanzia dell'INPS, ricevendo solo un pagamento parziale. L'INPS ha eccepito la decadenza dell'azione giudiziaria per il saldo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza TFR in caso di pagamento parziale decorre dalla data di tale pagamento e non dalla domanda amministrativa. Il ricorso dell'Istituto è stato quindi respinto, confermando che l'azione del lavoratore era tempestiva.
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Gestione Separata: Cassazione sulla Cassa Forense
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione retroattiva di un avvocato alla propria Cassa di previdenza professionale esclude l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dell'ente previdenziale nazionale. Tale principio vale anche se il professionista non ha materialmente versato i contributi soggettivi minimi dovuti alla cassa di categoria. La Corte ha chiarito che la Gestione Separata ha una funzione sussidiaria e interviene solo in assenza di una copertura previdenziale obbligatoria. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per riesaminare la legittimità dell'iscrizione d'ufficio alla luce di questo principio.
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Gestione Separata avvocati: quando è obbligatoria?
Un'avvocata con reddito inferiore alla soglia della Cassa Forense è stata chiamata dall'INPS a versare i contributi alla Gestione Separata per il 2009. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di versamento, chiarendo che la prescrizione decorre dalla scadenza del termine di pagamento. Tuttavia, ha annullato le sanzioni civili, applicando una sentenza della Corte Costituzionale e stabilendo un principio chiave per la Gestione Separata avvocati.
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Prescrizione contributi INPS: il DPCM sposta il termine
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16055/2025, affronta il tema della prescrizione contributi INPS per un professionista iscritto alla Gestione Separata. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data di scadenza del versamento prorogata tramite Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.). Ha inoltre ribadito che la sola omissione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non integra automaticamente il doloso occultamento del debito.
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Prescrizione contributi gestione separata: la data
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19858/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione dei contributi della gestione separata. Il caso riguardava un professionista a cui l'ente previdenziale chiedeva i contributi per il 2012. La questione era determinare il corretto 'dies a quo' (giorno di inizio) della prescrizione quinquennale, data l'esistenza di una prima scadenza prorogata e di una seconda, facoltativa, con maggiorazione. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione decorre dalla prima scadenza di pagamento utile, anche se prorogata. La possibilità di pagare successivamente con una maggiorazione è una mera agevolazione e non sposta in avanti l'inizio della prescrizione. Di conseguenza, l'atto di riscossione dell'ente, notificato oltre cinque anni dalla prima scadenza, è stato ritenuto tardivo e il credito prescritto.
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Gestione Separata ingegneri: quando è obbligatoria?
Un ingegnere, già iscritto a un fondo pensione come lavoratore dipendente, contestava l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS per i redditi da libera professione. La Cassazione ha stabilito che l'iscrizione è obbligatoria, in quanto il sistema previdenziale si basa su un principio di complementarità e non di alternatività. Ha inoltre corretto la decorrenza della prescrizione, annullando la decisione di merito.
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Gestione separata avvocati: quando si pagano le sanzioni?
Una professionista legale ha contestato una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi dovuti alla Gestione separata per l'anno 2010. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione e versamento dei contributi, stabilendo che il solo pagamento del contributo integrativo alla cassa di categoria non è sufficiente a esonerare il professionista. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni civili, applicando una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la loro imposizione per i periodi anteriori alla legge di interpretazione autentica del 2011, a causa della pregressa incertezza normativa. Respinta, invece, l'eccezione di prescrizione del credito.
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Gestione Separata INPS: obbligo per professionisti
Un professionista, anche lavoratore dipendente, ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per i redditi da libera professione. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo, specificando che il versamento del solo contributo integrativo alla cassa professionale non è sufficiente a esonerare. Tuttavia, ha accolto il motivo di ricorso relativo alla prescrizione dei contributi per alcune annualità, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Contribuzione volontaria: quando è vietata la prosecuzione?
La richiesta di pensione di un lavoratore è stata respinta a causa della sovrapposizione tra la sua contribuzione volontaria e una preesistente iscrizione obbligatoria a un altro fondo previdenziale (Gestione Separata). La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, rigettando il ricorso e ribadendo il divieto di cumulare le due forme di contribuzione per gli stessi periodi.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata, il termine quinquennale decorre non dalla scadenza originaria, ma dalla data prorogata da un DPCM. Un professionista aveva ottenuto in appello l'annullamento di una richiesta di pagamento, ritenuta prescritta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il differimento del termine di versamento sposta anche il 'dies a quo' della prescrizione. La richiesta dell'ente, avvenuta prima della nuova scadenza quinquennale, era quindi valida.
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Decadenza impugnazione elenchi agricoli e prova
Una lavoratrice agricola si è vista negare la reiscrizione negli elenchi annuali e ha impugnato la richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello sulla base della decadenza per l'impugnazione degli elenchi agricoli. Il punto cruciale è stata la valutazione della prova documentale prodotta dall'ente previdenziale, ritenuta sufficiente a dimostrare la pubblicazione degli elenchi e, di conseguenza, il decorso del termine per l'impugnazione.
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Decadenza ratei pensione: la Cassazione chiarisce
Annullando una decisione della Corte d'Appello, la Suprema Corte ha chiarito due punti cruciali sulle pensioni dei lavoratori dello spettacolo. Ha confermato la validità di uno specifico massimale retributivo giornaliero per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione. Inoltre, ha ribadito che la decadenza ratei pensione di tre anni si applica alle richieste di arretrati, ma solo per le somme maturate oltre il triennio precedente l'azione legale, salvaguardando il diritto alla pensione stessa.
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