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Legge 98/2011

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542 provvedimenti

Massimale pensionabile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla "quota B" della pensione, maturata dopo il 1992. La Suprema Corte ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito, affermando che tale limite non è mai stato abrogato e risulta coessenziale per l'equilibrio del sistema previdenziale, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa alla Corte d'Appello.
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Definizione liti fiscali: quando è applicabile?
Un contribuente ha impugnato due iscrizioni ipotecarie e le relative cartelle esattoriali, chiedendo poi di accedere alla definizione delle liti fiscali pendenti. L'Amministrazione Finanziaria ha negato la richiesta, decisione confermata in appello. La Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza, affermando che per la definizione delle liti fiscali è sufficiente la pendenza di una controversia, anche se riguarda atti esecutivi come l'iscrizione ipotecaria, a condizione che siano contestati anche gli atti impositivi presupposti. La semplice esistenza di un'iniziativa giudiziaria non dichiarata inammissibile è presupposto sufficiente per accedere al condono.
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Cancellazione elenchi agricoli: notifica online vale
Un lavoratore agricolo, cancellato dagli elenchi di categoria, ha contestato la validità della notifica avvenuta tramite pubblicazione online sul sito dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che la pubblicazione telematica è una forma di notifica pienamente valida ai sensi della normativa vigente. Di conseguenza, il termine per impugnare la cancellazione decorre da tale pubblicazione. Poiché il lavoratore ha agito in giudizio tardivamente, il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile per intervenuta decadenza, confermando la legittimità della procedura di cancellazione elenchi agricoli adottata dall'ente.
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Utili extracontabili: quando si presumono distribuiti?
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di accertamento di utili extracontabili a carico di una società a ristretta base sociale, si presume che tali profitti siano stati distribuiti ai soci. L'ordinanza analizzata ribalta la decisione dei giudici di merito, i quali avevano erroneamente ritenuto tale meccanismo una doppia presunzione vietata. La Corte ha chiarito che la presunzione si fonda sulla struttura stessa della società, che implica un forte controllo reciproco tra i soci, invertendo su questi ultimi l'onere di provare la loro estraneità alla gestione e alla percezione dei profitti.
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Reclamo tributario: appello valido se la norma cade
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che dichiarava inammissibile il ricorso di un contribuente contro una cartella di pagamento. L'inammissibilità era stata pronunciata per la mancata presentazione del reclamo tributario preventivo, un adempimento richiesto da una norma che, successivamente, è stata dichiarata incostituzionale. La Corte ha stabilito che la dichiarazione di incostituzionalità ha efficacia retroattiva sui rapporti non ancora esauriti, rendendo di fatto ammissibile il ricorso originario e cassando la sentenza impugnata con rinvio.
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Imposta forfettaria scommesse: la Cassazione e il 2015
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso sull'imposta forfettaria scommesse. È stato stabilito che il nuovo, più oneroso, metodo di calcolo forfettario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 non era applicabile per l'anno d'imposta 2015, ma solo a partire dal 1° gennaio 2016. La modifica legislativa successiva ha infatti operato come una proroga, posticipando l'entrata in vigore della nuova disciplina e salvaguardando l'applicazione delle norme previgenti per il 2015.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione
Un professionista, architetto, veniva iscritto d'ufficio alla Gestione Separata. Inizialmente, i contributi per alcuni anni venivano dichiarati prescritti dalla Corte d'Appello. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per calcolare la prescrizione dei contributi alla Gestione Separata si deve tener conto delle proroghe dei termini di versamento disposte per legge. La Corte ha inoltre censurato la sentenza d'appello per non essersi pronunciata sulla richiesta di restituzione di somme avanzata dall'Ente Previdenziale.
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Gestione Separata avvocati: sanzioni annullate
Un'avvocata si oppone a un avviso di accertamento INPS per contributi dovuti alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, pur confermando l'obbligo contributivo per i professionisti non iscritti alla propria cassa di previdenza, ha annullato le sanzioni civili per omessa iscrizione. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per il periodo anteriore all'entrata in vigore della normativa specifica, chiarendo un punto cruciale per la Gestione Separata avvocati.
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Decadenza riliquidazione pensione: la Cassazione chiarisce
Un pensionato ha richiesto la riliquidazione di una pensione del 1999. In Cassazione, si è discusso se si applicasse un termine di decadenza introdotto nel 2011. La Corte ha stabilito che la decadenza per la riliquidazione pensione si applica anche ai diritti sorti prima del 2011, ma il termine decorre dalla data di entrata in vigore della nuova legge. La decadenza, inoltre, non estingue il diritto in sé, ma solo i ratei maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7673/2025, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera contro un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2015. La Corte ha stabilito la piena legittimità dell'imposizione anche per gli operatori privi di concessione statale che raccolgono gioco in Italia. È stata inoltre confermata la costituzionalità del metodo di determinazione presuntiva della base imponibile, pari al triplo della media provinciale della raccolta, qualora l'operatore non abbia aderito al regime di regolarizzazione. La presunzione, secondo la Corte, non è assoluta ma relativa, consentendo al contribuente di fornire prova contraria.
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Qualifica superiore e pensione: la Cassazione decide
Un ex dipendente pubblico, al vertice della sua area funzionale, ha richiesto il riconoscimento della qualifica superiore dirigenziale ai fini pensionistici, in virtù dei benefici combattentistici. L'Ente previdenziale si opponeva, sostenendo che il passaggio alla dirigenza interrompesse la progressione di carriera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente, confermando il diritto del lavoratore. La Corte ha stabilito che, ai fini di questo beneficio, il passaggio alla qualifica dirigenziale iniziale è considerato una normale evoluzione della carriera, indipendentemente dalle modalità di selezione, e dà diritto a una pensione ricalcolata sulla base della qualifica superiore.
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Compenso funzioni superiori: spetta al sostituto?
Un Presidente di Sezione di una Commissione Tributaria ha svolto temporaneamente le mansioni del Presidente di Commissione a causa della vacanza del posto. La Corte di Cassazione ha negato la sua richiesta di un compenso aggiuntivo, stabilendo che la sostituzione del superiore gerarchico rientra tra i doveri d'ufficio previsti dalla legge. Di conseguenza, non è dovuto alcun compenso per funzioni superiori né un indennizzo per arricchimento ingiustificato dell'Amministrazione.
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Pensione spettacolo: la Cassazione sui limiti
Un lavoratore del settore dello spettacolo aveva ottenuto in appello la riliquidazione della propria pensione senza l'applicazione del massimale pensionabile. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito due principi fondamentali: primo, si applica il termine di decadenza triennale alle azioni di riliquidazione anche per le pensioni liquidate prima del 2011, con decorrenza dall'entrata in vigore della legge; secondo, il massimale pensionabile giornaliero deve essere applicato anche per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione spettacolo. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Contributi malattia spettacolo: obbligo anche con CCNL
Una società di produzione audiovisiva ha contestato un avviso di addebito dell'INPS per i contributi malattia relativi ai propri dipendenti, sostenendo di essere esonerata in quanto già garante del trattamento economico di malattia tramite Contratto Collettivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8482/2025, ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, a seguito delle modifiche legislative introdotte nel 2011, l'obbligo di versare i contributi malattia spettacolo sussiste per tutti i datori di lavoro del settore, indipendentemente da quanto previsto dai contratti collettivi, in un'ottica di omogeneizzazione delle tutele previdenziali.
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Gestione Separata: obbligo per professionisti
Un professionista iscritto all'albo ma non alla propria cassa di previdenza ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il suo reddito fosse inferiore alla soglia di 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione, chiarendo che per un'attività professionale esercitata in modo abituale il limite di reddito non rileva come soglia di esenzione, ma serve a distinguere il lavoro occasionale da quello abituale. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni applicate, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale.
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Decadenza riliquidazione pensione: la Cassazione decide
Un pensionato ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. L'ente previdenziale si è opposto, invocando la decadenza triennale introdotta da una legge del 2011. La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza per la riliquidazione pensione si applica anche ai trattamenti pensionistici precedenti alla legge, ma il termine decorre solo dall'entrata in vigore della nuova norma. La decadenza colpisce solo i ratei arretrati maturati oltre il triennio, non il diritto alla pensione ricalcolata per il futuro.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza triennale per le azioni di ricalcolo pensione, introdotto nel 2011, si applica anche alle pensioni sorte prima di tale data. Tuttavia, il termine non è retroattivo e inizia a decorrere solo dall'entrata in vigore della nuova legge. Questa decadenza ricalcolo pensione limita solo il diritto agli arretrati ultra-triennali, ma non incide sul diritto a ottenere una pensione correttamente calcolata per il futuro, bilanciando così gli interessi del pensionato con l'esigenza di certezza del diritto.
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Spese di lite previdenza: esenzione per il lavoratore
Una lavoratrice agricola si opponeva alla cancellazione dagli elenchi e alla richiesta di restituzione degli aiuti. La Corte di Cassazione ha respinto il motivo sull'illegittimità della notifica online per periodi pregressi, ma ha accolto quello sull'esenzione dalle spese legali. La Corte ha stabilito che l'esonero dal pagamento delle **spese di lite previdenza**, previsto dall'art. 152 att. c.p.c., si applica anche in questi casi, annullando la condanna al pagamento delle spese a carico della lavoratrice.
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Notifica telematica INPS: valida anche per il passato
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica telematica INPS per il disconoscimento di giornate lavorative, anche se relative a periodi antecedenti l'entrata in vigore della legge del 2011. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto inefficace tale notifica, affermando che la pubblicazione sul sito dell'ente fa scattare i termini di decadenza per l'impugnazione da parte del lavoratore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Pensione spettacolo quota B: il massimale è valido
Un lavoratore dello spettacolo ha richiesto la rideterminazione della sua pensione, sostenendo che il massimale di retribuzione per il calcolo della "quota B" non fosse più applicabile. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che il limite massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile per la pensione spettacolo quota B è ancora pienamente in vigore. La Corte ha motivato che tale limite, mai abrogato, è una componente legittima di un sistema previdenziale speciale complessivamente più favorevole per gli iscritti rispetto a quello generale.
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