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Legge 98/2011

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542 provvedimenti

Trattamento economico dipendenti pubblici: la Cassazione
Una dipendente, trasferita da un ente pubblico soppresso a un Ministero, ha richiesto il mantenimento del suo precedente trattamento economico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1878/2024, ha stabilito che la norma speciale (D.L. 78/2010) prevale su quella generale, garantendo la conservazione delle sole voci retributive fisse e continuative. Di conseguenza, ha accolto il ricorso del Ministero, limitando la composizione dell'assegno personale e il riconoscimento dell'anzianità di servizio, e ha dichiarato inammissibile il ricorso della lavoratrice.
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Assegno ad personam: cosa spetta ai dipendenti?
Ex dipendenti di un ente pubblico soppresso hanno fatto ricorso in Cassazione contro il Ministero per il mancato riconoscimento di un inquadramento superiore e l'esclusione di alcune voci retributive dall'assegno ad personam a seguito del loro trasferimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la legge speciale applicabile al trasferimento protegge solo le componenti salariali fisse e continuative, e che l'anzianità pregressa non costituisce un diritto assoluto per la progressione di carriera nel nuovo ente.
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Responsabilità precontrattuale: selezione sospesa
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità precontrattuale di un'azienda municipalizzata per aver sospeso una selezione di personale. La Corte ha chiarito che, in assenza di una procedura concorsuale formale e in presenza di legittime ragioni economiche, l'interruzione del processo selettivo non costituisce violazione del principio di buona fede e non dà diritto al risarcimento del danno ai candidati.
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Contribuzione figurativa mobilità: la Cassazione
Un lavoratore ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione, in particolare per la contribuzione figurativa mobilità. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il calcolo deve basarsi sulla retribuzione effettiva percepita per l'integrazione salariale, come previsto dalla Legge n. 223/1991, e non su un parametro differente. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale chiaro, fornendo certezza sulla corretta determinazione dei contributi in periodi di mobilità.
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TFR personale non dirigente: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1072/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di calcolo del TFR personale non dirigente per i dipendenti di enti pubblici economici (ex I.C.E.) assunti prima del 31 dicembre 1995. Contrariamente a quanto deciso nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha chiarito che a tale personale si applica il regime del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) previsto dal codice civile e non l'indennità di buonuscita del settore pubblico. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio, poiché aveva erroneamente negato l'inclusione di alcune voci retributive nel calcolo della liquidazione, senza operare la necessaria distinzione tra personale dirigente e non dirigente.
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Estinzione Giudizio Tributario: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 429/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente a una definizione agevolata. Il caso, originato da un avviso di accertamento IRPEF, si è concluso non per una decisione nel merito, ma perché, dopo la richiesta di sanatoria e il pagamento delle somme, nessuna delle parti ha presentato istanza di prosecuzione entro il termine previsto dalla legge. Ciò ha comportato l'automatica estinzione del giudizio tributario, rendendo superflua ogni altra valutazione processuale.
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Assegno personale: cosa include nel pubblico impiego?
Un lavoratore, trasferito da un ente pubblico soppresso a un Ministero, ha richiesto il riconoscimento dell'anzianità e l'inclusione di vari emolumenti nel suo assegno personale. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito che la normativa speciale applicabile garantisce la conservazione delle sole voci retributive fisse e continuative, escludendo il riconoscimento dell'anzianità per progressioni di carriera e i fringe benefits come le polizze assicurative, in quanto non legati da un nesso di corrispettività con la prestazione lavorativa.
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Assegno personale: cosa spetta al dipendente trasferito
Un lavoratore, trasferito da un ente pubblico soppresso a un Ministero, ha agito in giudizio per ottenere il riconoscimento integrale della sua anzianità e di tutte le componenti retributive precedenti, inclusi bonus e polizze. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che la legge speciale applicabile al trasferimento garantisce la conservazione nel nuovo assegno personale solo delle voci retributive fisse e continuative. L'anzianità pregressa non è valida per la progressione di carriera e i benefici accessori variabili sono esclusi.
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Assegno personale: cosa entra nel calcolo? Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 288/2024, ha chiarito la composizione dell'assegno personale per i dipendenti pubblici trasferiti a seguito di soppressione del loro ente. La Corte ha stabilito che solo le voci retributive fisse, continuative e con natura strettamente salariale possono essere incluse. Vengono esclusi elementi come premi di produttività, buoni pasto, contributi a fondi pensione e polizze assicurative, in quanto privi del carattere di fissità e continuità o di natura assistenziale e previdenziale. Viene inoltre negato che l'anzianità pregressa possa essere usata per rivendicare avanzamenti di carriera nella nuova amministrazione.
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Elenchi agricoli: pubblicazione online vale notifica
Una lavoratrice agricola ha impugnato la propria esclusione dagli elenchi annuali, ma il suo ricorso è stato giudicato tardivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 275/2024, ha stabilito che la pubblicazione telematica degli elenchi agricoli sul sito INPS costituisce una notifica ufficiale a tutti gli effetti. Di conseguenza, il termine per l'impugnazione decorre da tale data e non da successive comunicazioni. La Corte ha ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale, confermando la validità di questo sistema di notifica.
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Gestione Separata avvocati: ricorso INPS inammissibile
Un avvocato, con redditi inferiori alla soglia per l'iscrizione alla cassa professionale, era stato esonerato dall'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dai giudici di merito. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile perché notificato oltre il termine perentorio di legge. La Corte ha preliminarmente dichiarato l'inesistenza di una precedente ordinanza viziata da un grave errore materiale.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un ex lavoratore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della sua pensione, contestando l'applicazione del 'massimale pensionabile spettacolo' alla 'quota B'. La Corte d'Appello gli ha dato ragione. L'ente previdenziale ha però impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha ribaltato la sentenza. La Suprema Corte ha confermato la piena validità del tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile e ha chiarito che la decadenza triennale per tali richieste riguarda solo gli arretrati maturati oltre tre anni prima dell'azione legale, senza estinguere il diritto in sé.
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Ricalcolo pensione spettacolo: i limiti della Cassazione
Un pensionato del settore spettacolo ha richiesto il ricalcolo della sua pensione. La Corte di Cassazione ha annullato la precedente decisione favorevole al lavoratore, stabilendo due principi chiave sul ricalcolo pensione spettacolo. In primo luogo, ha confermato l'applicazione di una decadenza triennale sugli arretrati. In secondo luogo, ha chiarito che lo specifico tetto di retribuzione giornaliera per gli artisti si applica anche alla "quota B" della pensione (periodi successivi al 1992). Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
Un pensionato ha contestato il calcolo della sua pensione. L'ente previdenziale ha eccepito la decadenza del diritto. La Corte di Cassazione ha chiarito che la decadenza ricalcolo pensione, introdotta nel 2011, ha un effetto limitato: non estingue il diritto a una pensione corretta per il futuro, ma si applica solo ai ratei maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Obbligo di controllo fattura: i limiti per il cliente
Una società assicurativa riceveva fatture con IVA esente dal proprio agente. L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato la società per non aver corretto le fatture, ritenendo l'esenzione errata. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che l'obbligo di controllo fattura da parte del cliente è limitato agli aspetti formali e non si estende alla verifica sostanziale della qualificazione fiscale dell'operazione. La Corte ha inoltre chiarito che la sanzione per omessa regolarizzazione è autonoma e non "collegata" al tributo, respingendo la richiesta di definizione agevolata senza pagamento da parte della società.
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Gestione Separata: Cassazione su obbligo contributivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35131/2024, ha respinto il ricorso di un ente previdenziale contro un professionista, chiarendo i criteri per l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. La Corte ha stabilito che la prova dell'abitualità dell'attività professionale spetta all'ente e che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non sospende automaticamente la prescrizione dei contributi. È stato inoltre confermato che la soccombenza parziale su una delle annualità contestate giustifica la compensazione delle spese legali.
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Contributi Gestione Separata e occultamento del debito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35119/2024, ha stabilito che un professionista iscritto al proprio albo ma anche dipendente part-time è tenuto al versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS. La Corte ha inoltre chiarito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi, unita alla piena consapevolezza dell'obbligo contributivo, integra un occultamento doloso del debito, con conseguente sospensione della prescrizione del credito dell'ente previdenziale.
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Prescrizione contributi INPS: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione contributi INPS per un professionista. Viene chiarito che il termine decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi. La Corte ha rigettato il ricorso sulla prescrizione, confermando la validità dell'interruzione tramite avviso bonario, ma ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, annullandole in base a una sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale che esonera i professionisti già iscritti ad altra cassa dal pagamento delle sanzioni per omessa iscrizione alla Gestione Separata.
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Pensione lavoratori spettacolo: calcolo Quota B
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo, accogliendo il ricorso di un ente previdenziale. La Corte ha stabilito che per il calcolo della "Quota B" della pensione si applica uno specifico massimale giornaliero di retribuzione, come previsto da una normativa del 1971, e non il massimale annuo generale. Inoltre, ha chiarito che la decadenza triennale per le richieste di ricalcolo non estingue il diritto, ma limita solo gli arretrati recuperabili a quelli maturati nei tre anni precedenti la domanda giudiziale.
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Gestione separata professionisti: obbligo di iscrizione
Un professionista, già lavoratore dipendente e iscritto a una cassa previdenziale, si opponeva alla richiesta di contributi alla Gestione separata professionisti per i suoi redditi da libera professione. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata, specificando che il versamento del solo contributo integrativo alla cassa di categoria non è sufficiente a esonerare. Tuttavia, ha accolto il ricorso del professionista su un punto cruciale: l'omessa pronuncia della Corte d'Appello sull'eccezione di prescrizione dei contributi. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per una nuova valutazione su questo specifico aspetto.
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