LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 92/2012

Pagina 25 di 27

526 provvedimenti

Termine procedimento disciplinare: quando inizia?
Un ente previdenziale licenziava un dipendente per irregolarità. La Corte d'Appello annullava il licenziamento ritenendo superato il termine procedimento disciplinare di 120 giorni. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che il termine non decorre dalla prima notizia, ma dal momento in cui l'ufficio competente ha un quadro completo dei fatti, a seguito di tutti gli accertamenti necessari per una corretta contestazione. La complessità dell'indagine può quindi giustificare uno slittamento dell'avvio del termine.
Continua »
Licenziamento disciplinare: archiviazione penale non basta
Un lavoratore, licenziato per aver promesso un'assunzione in cambio di denaro, ha impugnato il provvedimento. Nonostante l'archiviazione del procedimento penale a suo carico, la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare, ribadendo l'autonomia del giudice civile nel valutare la gravità della condotta e la rottura del vincolo fiduciario, indipendentemente dall'esito in sede penale.
Continua »
Impugnazione contratto a termine: la Cassazione decide
Una lavoratrice, dopo una lunga serie di contratti a termine con una pubblica amministrazione, ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno da reiterazione abusiva. Sebbene vittoriosa in primo grado, la sua domanda è stata dichiarata inammissibile in appello e in Cassazione. Il motivo è stato il mancato rispetto del termine di decadenza per l'impugnazione contratto a termine. La Suprema Corte ha precisato che per contestare la successione illecita di contratti è necessario impugnare almeno l'ultimo rapporto entro i termini di legge, cosa che nel caso di specie non era avvenuta.
Continua »
Licenziamento sproporzionato: no alla reintegra
Un lavoratore, licenziato per aver insultato un collega, si è visto riconoscere l'illegittimità del licenziamento per sproporzione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito di concedergli solo un'indennità economica e non la reintegrazione nel posto di lavoro. La sentenza chiarisce che la reintegra è prevista solo in casi specifici, come l'insussistenza del fatto contestato o una previsione esplicita del contratto collettivo, e non automaticamente quando un licenziamento viene giudicato sproporzionato.
Continua »
Reiterazione contratti a termine: la decadenza opera
Un lavoratore ha citato in giudizio un'amministrazione regionale per l'abusiva reiterazione di contratti a termine protrattasi per decenni. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendola tardiva per il mancato rispetto dei termini di decadenza. La Corte di Cassazione, pur correggendo la motivazione della Corte d'Appello, ha confermato la decisione. Ha chiarito che in caso di reiterazione contratti a termine è sufficiente impugnare solo l'ultimo contratto, ma ha rilevato che nel caso di specie neanche questa impugnazione era avvenuta tempestivamente. La Suprema Corte ha quindi ribadito che l'azione è soggetta al termine di decadenza, che decorre dalla cessazione dell'ultimo rapporto.
Continua »
Contratto a progetto: quando è fittizio e si converte
Una cooperativa di trasporti ha impugnato la decisione di convertire un contratto a progetto di una sua collaboratrice in un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la mancanza di un progetto specifico, definito e autonomo comporta la conversione automatica del rapporto. La Corte ha ritenuto che le mansioni della lavoratrice, analoghe a quelle di un'impiegata di agenzia viaggi, e la presenza di indici di subordinazione (retribuzione fissa, ferie, direttive) provassero la natura fittizia del contratto a progetto. È stata confermata anche la decisione sul recupero contributivo per le indennità di trasferta.
Continua »
Risoluzione contratto a progetto: serve forma scritta?
Un collaboratore si è opposto alla risoluzione verbale del suo contratto a progetto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, così come la stipula, anche la risoluzione consensuale del contratto a progetto richiede obbligatoriamente la forma scritta per essere valida (ad substantiam), a tutela della certezza dei rapporti giuridici. Qualsiasi accordo verbale di cessazione è pertanto nullo.
Continua »
Decadenza contratti a termine: la Cassazione chiarisce
Un lavoratore impugnava una serie di contratti di somministrazione a termine. La Corte d'Appello dichiarava la decadenza dall'impugnazione per quasi tutti i contratti. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che, per effetto della proroga introdotta dal D.L. 225/2010, il nuovo e più breve termine di decadenza contratti a termine è entrato in vigore solo dal 31 dicembre 2011. Pertanto, l'impugnazione del lavoratore era tempestiva per tutti i rapporti di lavoro.
Continua »
Mutamento del rito: quando è inappellabile l’ordinanza
La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità del ricorso contro un'ordinanza di mutamento del rito. Un'azienda aveva impugnato la decisione di un giudice di passare dal rito speciale Fornero a quello ordinario in una causa di lavoro. La Suprema Corte ha confermato che tale provvedimento, avendo natura puramente ordinatoria e non decisoria, non è autonomamente impugnabile, in quanto non definisce il giudizio, che prosegue secondo il nuovo rito.
Continua »
Licenziamento disciplinare: la difesa è un diritto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento disciplinare di un dirigente, intimato prima della scadenza del termine per presentare le difese. La Corte ha stabilito che il recesso è ingiustificato se il datore di lavoro non attende la scadenza dei termini, specialmente se il lavoratore non ha potuto esercitare pienamente il suo diritto di difesa a causa di una detenzione domiciliare. La violazione di tali garanzie procedurali non comporta la nullità del licenziamento, ma lo rende 'ingiustificato', con diritto del lavoratore a un'indennità supplementare come previsto dalla contrattazione collettiva, escludendo la reintegrazione.
Continua »
Licenziamento orale: prova e oneri del lavoratore
Un lavoratore, impiegato presso una banca tramite una cooperativa in un appalto non genuino, ha agito in giudizio sostenendo un licenziamento orale da parte della banca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la semplice cessazione delle mansioni presso la committente non è sufficiente a dimostrare un licenziamento orale. La Corte ha ribadito che l'onere di provare l'atto di recesso del datore di lavoro, manifestato con fatti concludenti, spetta al lavoratore. Inoltre, il licenziamento formalmente intimato dalla cooperativa non può essere automaticamente imputato alla banca committente.
Continua »
Licenziamento giusta causa: la Cassazione conferma
Una lavoratrice con mansioni di responsabilità in un'azienda di trasporti è stata licenziata per giusta causa a seguito di gravi addebiti disciplinari, tra cui l'omessa e ritardata contabilizzazione di somme di denaro e la culpa in vigilando. Dopo la conferma della legittimità del licenziamento in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della dipendente. La Corte ha stabilito che la condotta, intenzionale e volta a occultare le irregolarità, costituiva una violazione talmente grave del rapporto fiduciario da giustificare la massima sanzione espulsiva, a prescindere dalla tipizzazione esatta delle mancanze nel regolamento aziendale.
Continua »
Interpretazione sentenza: la Cassazione chiarisce
Un lavoratore ha richiesto delle differenze retributive basate sull'interpretazione di una precedente sentenza relativa a un licenziamento. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, fornendo una propria interpretazione del giudicato precedente. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del lavoratore. La Suprema Corte ha chiarito che l'interpretazione di una sentenza da parte di un giudice di merito costituisce un accertamento di fatto, censurabile in sede di legittimità solo in caso di motivazione inesistente o palesemente illogica. Non essendo questo il caso, la decisione sull'interpretazione sentenza è stata confermata.
Continua »
Prescrizione crediti lavoro: quando decorre il termine
Una lavoratrice ha citato in giudizio la società cooperativa datrice di lavoro per ottenere il pagamento di differenze retributive. La Corte di Cassazione, confermando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione crediti lavoro. Per i rapporti di lavoro privi di una solida stabilità reale, come quelli successivi alle riforme del 2012 e 2015, il termine di prescrizione quinquennale per i crediti retributivi non decorre in corso di rapporto, ma solo dalla sua cessazione. Questa regola è stata ritenuta applicabile anche ai soci lavoratori di cooperative, garantendo una maggiore tutela al lavoratore che potrebbe temere ritorsioni in caso di azione legale durante il rapporto.
Continua »
Esecuzione forzata abusiva: quando è legittima?
Un'azienda ha citato in giudizio un ex dipendente per danni derivanti da una presunta esecuzione forzata abusiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'azienda inammissibile, confermando la legittimità dell'azione del lavoratore. Quest'ultimo, infatti, aveva agito solo dopo la scadenza del termine di pagamento indicato nel precetto e senza aver ricevuto alcuna comunicazione dell'avvenuto, seppur tardivo, pagamento da parte dell'azienda.
Continua »
Indennità di mobilità anticipata: quando va restituita
La Cassazione ha stabilito che l'indennità di mobilità anticipata deve essere restituita se il lavoratore, pur avendo avviato un'attività autonoma, accetta un lavoro subordinato entro 24 mesi. L'obiettivo della norma è l'uscita definitiva dal bisogno di lavoro dipendente, obiettivo non raggiunto in questo caso.
Continua »
Licenziamento fine cantiere: quando è legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento fine cantiere. Il caso riguardava un lavoratore edile licenziato dopo la conclusione dei lavori nel sito a cui era assegnato. La Corte ha stabilito che, se l'azienda dimostra l'impossibilità di ricollocare il dipendente in altre mansioni o cantieri al momento del recesso, il licenziamento è valido, anche se nuove opportunità lavorative si presentano mesi dopo.
Continua »
Recesso contratto a progetto: quando è nullo?
Un collaboratore si è visto terminare un contratto a progetto tramite recesso unilaterale della società committente, che si basava su una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di tale atto, chiarendo che il recesso contratto a progetto è disciplinato da norme inderogabili di legge. Se la normativa in vigore al momento dei fatti non prevede il recesso libero (ad nutum), qualsiasi clausola contrattuale contraria è da considerarsi nulla. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Obbligo di repêchage: reintegra se violato
Una società di logistica licenzia una dirigente per riorganizzazione aziendale. Tuttavia, la Corte di Cassazione conferma l'illegittimità del licenziamento perché l'azienda non ha rispettato l'obbligo di repêchage, ovvero non ha offerto alla lavoratrice una posizione lavorativa inferiore resasi disponibile prima del recesso. Tale violazione, secondo la Corte, equivale all'insussistenza del fatto e comporta il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro.
Continua »
Decadenza contratti a termine: la Cassazione chiarisce
Una lavoratrice ha contestato la successione abusiva di contratti a termine con enti pubblici. La Corte di Cassazione ha chiarito che il termine di decadenza per proporre l'azione legale decorre dalla fine dell'ultimo contratto, non da ciascuno di essi. Nonostante questa precisazione, il ricorso della lavoratrice è stato respinto perché il termine era comunque scaduto. La sentenza rafforza il principio che la decadenza contratti a termine si applica anche in caso di superamento della durata massima complessiva del rapporto di lavoro.
Continua »