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Legge 689/1981 — Anno 2025

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299 provvedimenti

Altri anni per Legge 689/1981

Pena pecuniaria sostitutiva: no a diniego per povertà
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che negava la sostituzione di una pena detentiva con una pena pecuniaria a causa delle precarie condizioni economiche dell'imputato. La Suprema Corte ha ribadito il principio secondo cui la povertà non può costituire un ostacolo all'applicazione della pena pecuniaria sostitutiva, in quanto sarebbe una discriminazione basata sul censo, contraria ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico.
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Pena sostitutiva: obbligo di motivazione del giudice
Un individuo, condannato per ricettazione, ha fatto ricorso in Cassazione lamentando che la Corte d'Appello non avesse motivato il diniego alla richiesta di conversione della pena detentiva in una pena sostitutiva. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza su quel punto. Ha stabilito che il giudice ha l'obbligo di fornire una motivazione specifica, non potendo rigettare implicitamente la richiesta, neanche in presenza di precedenti penali, se non spiega perché questi siano ostativi alla concessione del beneficio.
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Termine sanzioni Garante: perentorio o ordinatorio?
Una società di gestione parcheggi, sanzionata dall'Autorità Garante per la Privacy per aver operato come responsabile del trattamento dati senza nomina formale, ha ottenuto l'annullamento della multa in tribunale per tardività della contestazione. L'Autorità ha fatto ricorso in Cassazione. La questione centrale riguarda la natura (perentoria o ordinatoria) e la data di decorrenza (dies a quo) del termine di 120 giorni previsto per avviare il procedimento sanzionatorio. Ritenendo la questione di elevata importanza giuridica, la Corte di Cassazione ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione di principio, senza ancora risolvere il merito della controversia.
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Borsa di studio specializzanda: quando va restituita?
Una dottoressa non completa il percorso di specializzazione medica e l'ente erogatore le chiede la restituzione della borsa di studio. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di restituzione della borsa di studio specializzanda è legato unicamente al mancato svolgimento dell'attività lavorativa post-specializzazione, non al mancato conseguimento del titolo stesso. Pertanto, se la specializzazione non viene ottenuta, l'obbligo di restituzione non sorge, in base alla normativa applicabile all'epoca dei fatti.
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Difetto di querela: furto aggravato e Riforma Cartabia
Un individuo, condannato in appello per furto aggravato di acqua ai danni di un comune, ha ottenuto l'annullamento della sentenza dalla Corte di Cassazione. La decisione si fonda sul cosiddetto "difetto di querela", una conseguenza diretta della Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022). Tale riforma ha modificato il regime di procedibilità per il reato di furto, rendendolo perseguibile solo su querela della persona offesa anche in presenza di alcune aggravanti. Poiché il comune danneggiato non aveva mai sporto querela, l'azione penale è stata dichiarata improcedibile, annullando la condanna.
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Decadenza sanzioni amministrative: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando la decadenza del suo potere sanzionatorio. La vicenda riguarda sanzioni amministrative per omesso versamento di contributi, a seguito di depenalizzazione. La Corte ha stabilito che, in caso di mancata trasmissione degli atti da parte dell'autorità giudiziaria, il termine di 90 giorni per la contestazione decorre dall'entrata in vigore della legge di depenalizzazione, se l'ente possiede già le informazioni per procedere. Questa decisione rafforza i principi di certezza del diritto e tutela del diritto di difesa del cittadino.
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Responsabilità del contribuente: che fare se sbaglia?
Un avvocato non presenta la dichiarazione dei redditi, accusando il proprio commercialista. La Cassazione, con l'ordinanza 7712/2025, chiarisce la piena responsabilità del contribuente, che ha l'obbligo di vigilare sull'operato del professionista incaricato. Viene inoltre confermato che, in caso di accertamento induttivo puro, spetta al contribuente l'onere di provare i costi deducibili. La semplice denuncia del professionista non è sufficiente per escludere le sanzioni.
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Decadenza sanzioni INPS: i termini per la notifica
La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza del potere sanzionatorio dell'INPS per la tardiva notifica di violazioni relative a contributi previdenziali omessi. La sentenza chiarisce che il termine di 90 giorni per la notifica, previsto dalla normativa sulla depenalizzazione (D.Lgs. 8/2016), è un termine perentorio. L'ente impositore ha l'onere di provare di aver agito entro tale scadenza. La decisione si fonda sulla necessità di garantire la certezza del diritto e il diritto di difesa del cittadino, principi costituzionalmente tutelati.
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Termine decadenza sanzioni: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di 90 giorni concesso all'ente previdenziale per notificare una sanzione amministrativa, a seguito della depenalizzazione di un illecito, è un termine di decadenza. Se l'ente non agisce entro questo lasso di tempo dalla ricezione degli atti dall'autorità giudiziaria, perde il potere di sanzionare. La sentenza sottolinea come questo termine perentorio sia essenziale per garantire la certezza del diritto e il diritto di difesa del cittadino, in linea con i principi costituzionali. Nel caso specifico, avendo l'ente notificato la violazione ben oltre i 90 giorni, la sanzione è stata annullata per intervenuta decadenza del potere sanzionatorio.
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Responsabilità commercialista: concorso in illeciti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del commercialista può essere affermata in caso di concorso negli illeciti fiscali commessi da una società cliente. La sentenza chiarisce che la norma che concentra le sanzioni sull'ente non protegge il consulente esterno (extraneus) che partecipa all'illecito. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva escluso la responsabilità del professionista, criticando anche la valutazione frammentaria delle prove e ribadendo la necessità di un'analisi globale degli indizi.
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Concorso illecito tributario: la responsabilità
La Corte di Cassazione analizza la responsabilità di un professionista per concorso illecito tributario nelle violazioni commesse da una società. La sentenza chiarisce che la norma che attribuisce le sanzioni esclusivamente alla persona giuridica non protegge i concorrenti esterni. Inoltre, la Corte stabilisce che i giudici di merito devono valutare gli indizi non singolarmente, ma nel loro complesso, per accertare la responsabilità.
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Pene sostitutive: la discrezionalità del giudice
La Corte di Cassazione conferma il diniego delle pene sostitutive a un imprenditore condannato per gravi e reiterati reati fiscali. La decisione si fonda sulla valutazione discrezionale del giudice, che ha considerato la personalità del reo, i numerosi precedenti penali e la gravità dei fatti, ritenendolo inaffidabile al rispetto delle prescrizioni di una misura alternativa alla detenzione.
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Decadenza sanzioni amministrative: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando che il termine di 90 giorni per la notifica di una sanzione amministrativa, previsto dalla L. 689/1981, si applica anche agli illeciti depenalizzati dal D.Lgs. 8/2016. La sentenza stabilisce che tale termine è perentorio e la sua inosservanza comporta la decadenza del potere sanzionatorio. La decisione si fonda sulla necessità di garantire la certezza del diritto e il diritto di difesa del cittadino, ponendo a carico dell'amministrazione l'onere di provare il rispetto della tempistica.
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Responsabilità collegio sindacale: doveri e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria irrogata dall'autorità di vigilanza al presidente del collegio sindacale di un istituto di credito per gravi carenze nell'esercizio delle sue funzioni. La sentenza sottolinea come la responsabilità del collegio sindacale non venga meno neanche in presenza di condotte dolose degli amministratori, ribadendo la natura attiva e non delegabile del dovere di controllo su tutti gli aspetti della gestione aziendale, inclusi i controlli interni, la governance e la determinazione del valore delle azioni.
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Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione è decisiva
Una società immobiliare ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto all'esenzione per i cosiddetti "beni merce". La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo principi chiari: l'esenzione IMU beni merce è subordinata alla presentazione di un'apposita dichiarazione entro termini perentori. La sua omissione comporta la perdita definitiva del beneficio. Inoltre, la locazione dell'immobile, anche se temporanea, fa decadere per sempre il diritto all'agevolazione fiscale. La Corte ha anche confermato la piena legittimità dell'avviso di accertamento e delle sanzioni applicate.
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Esenzione IMU beni merce: dichiarazione obbligatoria
Una società di costruzioni si è vista negare il diritto all'esenzione IMU beni merce per non aver presentato la prescritta dichiarazione. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato che l'adempimento dichiarativo è un requisito essenziale e la sua omissione comporta la decadenza dal beneficio, indipendentemente dalla natura effettiva degli immobili. La sentenza ribadisce che il termine per la dichiarazione è perentorio e non sanabile a posteriori.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva cancellato una sanzione a un ex direttore di banca. Il caso riguarda il potere sanzionatorio Consob e la decorrenza dei termini per la contestazione. La Suprema Corte ha stabilito che il termine non decorre dalla semplice conoscenza generica di un problema, ma dal momento in cui l'Autorità completa l'istruttoria necessaria a verificare la specifica violazione, distinguendo tra 'constatazione' e 'accertamento' del fatto.
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Sanzioni sostitutive appello: i termini per la richiesta
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un imputato, chiarendo le nuove regole procedurali per le sanzioni sostitutive in appello. La richiesta deve essere depositata almeno 15 giorni prima dell'udienza, altrimenti è inammissibile. La Corte conferma anche che la valutazione della recidiva si basa sulla progressione criminosa e sulla crescente pericolosità sociale del soggetto, ritenendo sufficiente una motivazione sintetica quando la pena è vicina al minimo edittale.
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Termine lungo impugnazione: quando decorre nel rito lavoro
Un'azienda ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello relativa a debiti contributivi verso l'Ente Previdenziale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La decisione chiarisce che il termine lungo impugnazione di sei mesi, nel rito del lavoro, decorre dalla data di lettura in udienza del dispositivo e della motivazione, che equivale alla pubblicazione, e non è soggetto a sospensione feriale.
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Prescrizione intimazione di pagamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo la prescrizione del credito maturata dopo la notifica delle cartelle esattoriali. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel non esaminare questa specifica eccezione di prescrizione, anche se le cartelle sottostanti erano divenute definitive. La Corte ha chiarito che la definitività della cartella non impedisce di far valere fatti estintivi del credito, come la prescrizione, verificatisi successivamente. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sul punto.
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