La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45843/2024, ha rigettato il ricorso di un indagato per traffico di stupefacenti, confermando la piena utilizzabilità delle chat criptate ottenute dalla Francia. Il caso verteva sull'acquisizione di prove dall'estero tramite Ordine di Indagine Europeo (OIE). La Corte ha ribadito che tali prove, già in possesso dell'autorità estera, possono essere acquisite e utilizzate nel processo italiano secondo le regole sulla circolazione probatoria (art. 270 c.p.p.), applicando il principio del mutuo riconoscimento e la presunzione di rispetto dei diritti fondamentali da parte degli altri Stati membri.
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