LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 228/2012

Pagina 11 di 40

789 provvedimenti

Sospensione riscossione: guida all’annullamento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente relativo alla sospensione riscossione. Il caso riguarda l'invocato annullamento automatico di cartelle esattoriali dopo 220 giorni di silenzio dall'istanza. La Corte ha stabilito che l'annullamento non è un automatismo ma richiede che l'istanza originale sia basata su precise cause estintive e che il ricorso rispetti il principio di autosufficienza, trascrivendo il contenuto dell'atto impugnato.
Continua »
Annullamento automatico cartella: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'annullamento automatico cartella per silenzio-assenso non è un effetto automatico di ogni contestazione. Se il contribuente presenta istanza di sospensione, il debito si estingue dopo 220 giorni solo se i motivi sono riconducibili a cause estintive tassative. In assenza di tali presupposti, il ricorso è infondato e può comportare condanne per responsabilità aggravata.
Continua »
Rottamazione quater: estinzione e rinvio a udienza
Una società in liquidazione ha impugnato diverse cartelle esattoriali emesse da enti previdenziali. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha documentato l'adesione alla rottamazione quater per solo alcuni dei debiti oggetto di causa. La Suprema Corte ha deciso di rinviare la trattazione a un'udienza pubblica per chiarire se la sanatoria parziale comporti l'estinzione dell'intero processo o solo di una parte di esso, seguendo un orientamento ancora in fase di definizione.
Continua »
Garanzia per vizi: quando il venditore non risponde
Un'azienda acquista delle cerniere zincate per assemblare cestini da esterno, ma queste si ossidano. La Corte d'Appello ha stabilito che la garanzia per vizi non opera, perché il compratore non ha provato che il venditore fosse a conoscenza dello specifico e più gravoso uso esterno del prodotto. La Corte ha chiarito che la garanzia copre l'inidoneità all'uso 'normale' del bene, non a quello particolare non comunicato in fase di acquisto, confermando così la condanna al pagamento delle fatture per un secondo ordine di cerniere più resistenti.
Continua »
Prescrizione azione disciplinare: la legge applicabile
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso di un avvocato, sanzionato con la sospensione per 36 mesi, confermando un principio chiave sulla prescrizione azione disciplinare. Per gli illeciti commessi prima della nuova legge professionale (L. 247/2012), si applica la normativa precedente (r.d.l. n. 1578/1933). Se l'illecito è anche reato, il termine di prescrizione decorre solo dal passaggio in giudicato della sentenza penale. Il principio della legge più favorevole (lex mitior) non si applica ai termini di prescrizione.
Continua »
Impugnazione sentenza Cassazione: i limiti e i casi
Un contribuente ha presentato un secondo ricorso contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione, lamentando una violazione del diritto di difesa. La Corte ha dichiarato il nuovo ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione di una sentenza della Cassazione è consentita solo attraverso i mezzi tassativamente previsti dalla legge, come la revocazione e l'opposizione di terzo, e non con un ulteriore ricorso.
Continua »
Annullamento crediti previdenziali: la Cassazione decide
Una cassa di previdenza professionale ha citato in giudizio l'agente della riscossione per il mancato incasso di crediti contributivi risalenti agli anni '90. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33117/2023, ha respinto il ricorso della cassa, confermando che la legge del 2012 sull'annullamento crediti previdenziali iscritti a ruolo prima del 1999 si applica a tutti gli enti creditori, sia pubblici che privati. La Corte ha chiarito che tale normativa mira a razionalizzare i bilanci e non estingue il credito in sé, ma solo lo strumento esecutivo del ruolo, lasciando all'ente la possibilità di agire per altre vie legali.
Continua »
Inammissibilità del ricorso: la parola alla Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32705/2023, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni eredi riguardo una presunta simulazione contrattuale. La decisione si fonda sul principio di autosufficienza del ricorso e sulla non censurabilità in sede di legittimità dell'interpretazione della domanda giudiziale, attività riservata al giudice di merito. La Corte ha sottolineato come la mancata allegazione degli atti fondamentali del primo grado abbia precluso l'esame nel merito.
Continua »
Onere probatorio e costi: la prova spetta a te
Una società si è vista negare la deduzione di costi pubblicitari ritenuti fittizi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che quando l'Agenzia delle Entrate fornisce elementi presuntivi sull'inesistenza delle operazioni, l'onere probatorio di dimostrare l'effettività dei costi si sposta sul contribuente. La sola presentazione delle fatture non è sufficiente; è necessario provare l'avvenuto pagamento e la reale esecuzione della prestazione.
Continua »
Deposito telematico tardivo: ricorso inammissibile
Una banca ha impugnato la dichiarazione di tardività della sua opposizione allo stato passivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, poiché la ricorrente non ha fornito la prova della tempestività del deposito telematico attraverso la produzione delle necessarie ricevute elettroniche.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente condanna alle spese
Una banca aveva impugnato un decreto del Tribunale che rigettava la sua istanza di rimessione in termini. In Cassazione, la stessa banca ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia accettata, non si applica né la condanna alle spese né il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Responsabilità del notaio: esclusa per questioni opinabili
Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni contro un notaio per aver redatto un atto di accettazione di eredità con beneficio d'inventario a favore di una fondazione non ancora riconosciuta e, quindi, priva di personalità giuridica. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, escludendo la responsabilità del notaio. La motivazione principale si fonda sul carattere opinabile e non consolidato della questione giuridica al momento dell'atto. Secondo la Corte, la condotta del professionista deve essere valutata 'ex ante' e, in presenza di incertezze interpretative, non è configurabile la colpa grave richiesta per affermare la sua responsabilità.
Continua »
Giudizio di rinvio: limiti all’esame della Corte
Due correntisti, dopo aver ottenuto una vittoria parziale in Cassazione sulla questione dell'anatocismo, hanno tentato di ampliare le loro richieste nel successivo giudizio di rinvio. La Suprema Corte ha respinto il loro nuovo ricorso, ribadendo un principio fondamentale: il giudizio di rinvio è strettamente limitato ai punti decisi dalla Cassazione e non può essere utilizzato per riesaminare questioni non incluse nel precedente accoglimento.
Continua »
Consulenza tecnica d’ufficio: come eccepire la nullità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31744/2023, ha rigettato il ricorso di un correntista che lamentava l'uso di documenti prodotti tardivamente durante la consulenza tecnica d'ufficio. La Corte ha stabilito che l'eccezione di nullità per tale vizio procedurale deve essere sollevata nella prima difesa o udienza successiva al deposito della perizia, altrimenti si considera sanata. Ha invece accolto il ricorso incidentale della banca, cassando la sentenza d'appello per motivazione apparente e omessa pronuncia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società aveva impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che annullava il licenziamento di un dipendente. Successivamente, la società ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dal lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in caso di rinuncia non è dovuto il pagamento del 'doppio contributo unificato', poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione, non potendo essere interpretata in modo estensivo.
Continua »
Obbligo di repêchage: quando spetta il reintegro
Un lavoratore è stato licenziato per giustificato motivo oggettivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31451/2023, ha stabilito che la violazione dell'obbligo di repêchage da parte del datore di lavoro equivale a un'insussistenza del fatto posto a base del licenziamento. Di conseguenza, al lavoratore spetta la tutela reintegratoria, ovvero il reintegro nel posto di lavoro, e non un semplice risarcimento economico. La Corte ha chiarito che il datore deve provare di aver cercato di ricollocare il dipendente anche in mansioni inferiori.
Continua »
Trasferimento d’azienda: quando è nullo l’accordo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31441/2023, ha chiarito che un'operazione tra due istituti di credito, formalmente presentata come cessione di singoli contratti di lavoro, costituisce in realtà un trasferimento d'azienda se ne possiede le caratteristiche sostanziali. Di conseguenza, si applica la tutela inderogabile dell'art. 2112 c.c., che garantisce la continuità del rapporto di lavoro alle medesime condizioni. La Corte ha stabilito la nullità degli accordi individuali di conciliazione volti a derogare a tale disciplina, anche in presenza di una crisi aziendale della cedente, se non sono state rispettate le corrette procedure sindacali.
Continua »
Rendiconto curatore: obblighi dopo il concordato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31050/2023, ha stabilito i limiti dell'obbligo di rendiconto del curatore fallimentare. Il caso riguardava la richiesta di un ulteriore resoconto e di risarcimento danni da parte di un ex fallito nei confronti del curatore, per attività svolte dopo l'omologazione del concordato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, una volta approvato il rendiconto iniziale, l'obbligo di un ulteriore resoconto generale cessa. Fondamentale, inoltre, è la necessità per chi agisce di dimostrare un pregiudizio almeno potenziale derivante dalla condotta del curatore, prova che in questo caso è mancata.
Continua »
Compensazione fallimentare: la Cassazione e il pegno
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31029/2023, ha chiarito la disciplina della compensazione fallimentare. Nel caso esaminato, una banca è stata ammessa al passivo di un fallimento per il suo credito, al netto del saldo attivo di un conto corrente del debitore, nonostante tale saldo fosse oggetto di pegno. La Corte ha stabilito che, ai fini della compensazione fallimentare, è sufficiente che i crediti reciproci esistessero prima della dichiarazione di fallimento, anche se non entrambi esigibili, rigettando il ricorso del fallimento.
Continua »
Contributi trasporto pubblico: la spesa storica vince
Una società di trasporti ha citato in giudizio una Regione e tre comuni per ottenere maggiori pagamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, basando le sue pretese sul costo chilometrico standard. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che i contributi trasporto pubblico sono determinati dal criterio della "spesa storica" fissato dalle leggi di bilancio regionali, che impone un tetto invalicabile ai fondi disponibili, prevalendo sulle pretese basate sui costi operativi. I contratti stessi, richiamando il quadro normativo regionale, rendevano questo criterio vincolante per le parti.
Continua »