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Legge 17 dicembre 2018, n. 136

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176 provvedimenti

Definizione agevolata: lite estinta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione della curatela fallimentare di una società alla definizione agevolata. Nonostante un iniziale diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, l'amministrazione ha poi annullato in autotutela il proprio provvedimento, accettando la sanatoria e portando alla cessazione della materia del contendere. Questa ordinanza chiarisce l'efficacia della definizione agevolata nel chiudere le liti pendenti.
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Accertamento analitico-induttivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione stabilisce che l'accertamento analitico-induttivo è legittimo anche in presenza di contabilità formalmente regolare, qualora esistano presunzioni gravi, precise e concordanti come un ricarico negativo ingiustificato. Annullando la decisione di merito, la Corte ha chiarito che tali indizi sono sufficienti per permettere all'Amministrazione Finanziaria di ricostruire il reddito del contribuente, rinviando il caso alla corte territoriale per un nuovo esame.
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Notifica cartella di pagamento: serve la raccomandata?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23490/2024, ha stabilito due principi fondamentali in materia fiscale. In primo luogo, ha chiarito che la notifica di una cartella di pagamento, se consegnata a un familiare convivente, richiede sempre l'invio di una seconda raccomandata informativa al destinatario. In secondo luogo, ha affermato che gli interessi di mora, maturando dopo l'emissione della cartella, possono essere contestati separatamente, anche se la cartella originaria non è stata impugnata. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio per non aver applicato correttamente le norme speciali sulla notifica cartella di pagamento.
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Notifica cartella di pagamento a un familiare: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento a un familiare convivente non è valida senza l'invio di una seconda raccomandata informativa al destinatario. La sentenza annulla la decisione di merito che aveva erroneamente escluso tale obbligo, rafforzando le garanzie per il contribuente. Viene inoltre chiarito che gli interessi di mora, maturando dopo la notifica della cartella, possono essere contestati separatamente.
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Definizione agevolata lite: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito della definizione agevolata lite da parte di un coobbligato solidale. Il caso riguardava l'imposta di registro su un mandato irrevocabile. La Suprema Corte ha confermato che l'adesione alla sanatoria da parte di uno dei soggetti coinvolti estende i suoi effetti a tutti gli altri, determinando la cessazione della materia del contendere e l'estinzione del giudizio.
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Estinzione giudizio tributario per definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante un accertamento per IRPEG e IRAP. La decisione non entra nel merito della controversia, ma prende atto dell'avvenuta definizione agevolata da parte della società contribuente. Avendo pagato tutte le rate previste dalla procedura di 'pace fiscale', la materia del contendere è cessata, portando alla chiusura definitiva del processo. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Sanzioni IVA: estinzione del processo per definizione
Un contribuente ha impugnato delle sanzioni IVA per la tardiva comunicazione di dichiarazioni d'intento. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha aderito a una definizione agevolata, sanando la pendenza. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, confermando l'efficacia risolutiva delle procedure di pace fiscale anche per i contenziosi pendenti.
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Revocazione: errore di fatto e questionario fiscale
La Corte di Cassazione accoglie un ricorso per revocazione presentato dall'Agenzia delle Entrate, correggendo un proprio precedente decreto che aveva erroneamente dichiarato estinto l'intero giudizio. La definizione agevolata riguardava solo uno dei due avvisi di accertamento. Nel merito, la Corte stabilisce che il mancato invio del questionario fiscale al contribuente non invalida l'accertamento, in quanto si tratta di una facoltà dell'Ufficio e non di un presupposto di legittimità dell'atto. La causa è stata rinviata per un nuovo esame delle questioni di merito.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contenzioso tributario, giunto fino alla Corte di Cassazione e sorto per la presunta mancata notifica di un avviso di accertamento, è stato dichiarato estinto. La contribuente ha infatti aderito alla procedura di definizione agevolata, saldando il debito secondo le modalità previste dalla legge. La Suprema Corte ha preso atto del perfezionamento della procedura e ha dichiarato la fine del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza il caso di una contribuente soggetta a un ingente accertamento sintetico ai fini IRPEF. Dopo un lungo iter giudiziario, l'adesione della parte alla definizione agevolata ha portato all'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, chiudendo definitivamente la controversia con il Fisco.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Un contenzioso fiscale relativo alla deducibilità di interessi passivi, originato da una ristrutturazione societaria e qualificato come abuso del diritto dall'Agenzia delle Entrate, giunge in Cassazione. Nonostante i due gradi di merito favorevoli al contribuente, il processo si conclude con una declaratoria di estinzione. La causa è la scelta della società di aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti, uno strumento che ha interrotto il giudizio prima di una decisione sul merito della questione.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante la deducibilità di costi per IRES, IRAP e IVA. La controversia, giunta in Cassazione dopo un ricorso dell'Agenzia delle Entrate, si è conclusa anticipatamente perché la società contribuente ha aderito con successo alla definizione agevolata prevista dalla legge, sanando la pendenza e rendendo superflua una pronuncia nel merito.
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Estinzione del giudizio tributario: un caso risolto
Un lungo contenzioso tributario tra l'Agenzia delle Entrate e un istituto di credito cooperativo, relativo a esenzioni fiscali per l'annualità 1985, si è concluso con l'estinzione del giudizio tributario. La Corte di Cassazione ha dichiarato la fine del processo non decidendo nel merito, ma prendendo atto della riuscita adesione della banca a una procedura di definizione agevolata, che ha sanato la pendenza e reso superflua la prosecuzione della causa.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio fiscale
Una lunga controversia fiscale tra un istituto di credito e l'Amministrazione Finanziaria, iniziata con un accertamento per l'anno 1988, si è conclusa con l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato la fine del processo dopo che la banca ha aderito alla definizione agevolata prevista da una normativa del 2018, presentando la documentazione necessaria e dimostrando che non erano dovuti ulteriori importi. La Corte ha ritenuto irrilevante la richiesta di rinvio dell'Agenzia Fiscale, confermando l'efficacia della procedura di definizione per chiudere il contenzioso.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Un lungo contenzioso tributario tra un istituto di credito e l'Amministrazione Finanziaria, relativo all'esenzione da IRPEG e ILOR per l'anno 1986, si è concluso in Cassazione non con una decisione sul merito, ma con la dichiarazione di estinzione del giudizio. La banca contribuente ha infatti aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, presentando la documentazione del pagamento e chiudendo così definitivamente la lite pendente.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a un avviso di accertamento per redditi esteri non dichiarati. La controversia, originata da informazioni su conti svizzeri, si è conclusa non con una decisione di merito, ma a seguito della richiesta di definizione agevolata presentata dall'erede del contribuente. L'ordinanza conferma che l'adesione a tale procedura e il relativo pagamento determinano la fine della lite, con annullamento delle sanzioni per intrasmissibilità agli eredi.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'associazione sportiva, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, ha fatto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti, pagando quanto dovuto e rinunciando al ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia di tale strumento per chiudere le liti fiscali.
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Annullamento debiti fiscali: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per tributi locali (Tarsu) di importo inferiore a 1.000 euro. Durante il giudizio in Cassazione, è intervenuta una legge che ha disposto l'annullamento debiti fiscali di modesto importo. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, specificando che tale annullamento opera automaticamente per legge, rendendo superflua ogni ulteriore valutazione nel merito.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Un contenzioso tributario giunto in Cassazione, relativo a un accertamento fiscale per presunti utili non dichiarati distribuiti a un socio, si è concluso con l'estinzione del giudizio. La Corte ha preso atto della domanda di definizione agevolata presentata dalla contribuente, risultata regolare e non ostacolata dall'Amministrazione finanziaria, dichiarando la cessazione della materia del contendere.
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Notifica PEC processo tributario: IPA è valido
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica PEC nel processo tributario effettuata all'indirizzo dell'ente impositore presente nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'appello di un contribuente, ritenendo inesistente la notifica perché non inviata all'indirizzo risultante da altri registri. La Suprema Corte ha chiarito che il processo tributario segue regole speciali (art. 16-bis D.Lgs. 546/1992) che prevalgono sulla normativa generale prevista per i processi civili, riconoscendo pienamente l'IPA come elenco di riferimento.
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