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Legge 17 dicembre 2018, n. 136

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176 provvedimenti

Estinzione processo tributario: il caso del D.L. 119
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce i meccanismi di estinzione del processo tributario in caso di adesione alla definizione agevolata. A seguito della richiesta del contribuente di avvalersi della normativa speciale e della mancata presentazione di un'istanza di trattazione da parte di entrambe le parti entro il termine del 31 dicembre 2020, il processo è stato dichiarato estinto. La decisione si fonda sull'applicazione diretta dell'art. 6, comma 13, del D.L. 119/2018, che prevede l'estinzione automatica in assenza di impulso processuale.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario tra l'Agenzia delle Entrate e un contribuente. La decisione si basa sull'applicazione di una legge per la definizione agevolata delle liti pendenti (D.L. n. 119/2018), poiché nessuna delle parti ha manifestato l'interesse a proseguire il giudizio entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, determinando così la chiusura automatica del caso. Le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione processo tributario: il ruolo del termine
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della mancata presentazione dell'istanza di trattazione a seguito di una richiesta di definizione agevolata. Il caso riguarda un contribuente e l'Agenzia delle Entrate. Poiché nessuna delle parti ha agito entro il termine previsto dalla legge (31 dicembre 2020), la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Estinzione processo tributario: la pace fiscale
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione di una delle parti alla definizione agevolata delle liti pendenti (c.d. "pace fiscale"), prevista dal D.L. n. 119/2018. La decisione si fonda sulla mancata presentazione, entro il termine del 31 dicembre 2020, di un'istanza per la prosecuzione del giudizio. La Corte chiarisce che in questi casi l'estinzione è automatica e le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate, confermando l'efficacia della procedura di estinzione del processo tributario.
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Estinzione processo tributario: il caso del d.l. 119/18
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario poiché né l'ente impositore né il contribuente hanno presentato istanza di trattazione entro il termine previsto dalla legge sulla definizione agevolata delle controversie (d.l. 119/2018). La decisione conferma che l'omissione di tale adempimento comporta l'automatica chiusura del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate. Il caso evidenzia un'importante applicazione della normativa sull'estinzione processo tributario.
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Estinzione processo tributario per rottamazione-ter
Un recente decreto della Corte di Cassazione chiarisce che la richiesta di definizione agevolata (rottamazione-ter) da parte del contribuente, se non seguita da un'istanza di trattazione, comporta l'estinzione del processo tributario. La Corte ha dichiarato il processo estinto poiché nessuna delle parti ha agito per proseguire il giudizio dopo l'adesione alla sanatoria, né l'Agenzia delle Entrate ha comunicato un diniego.
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Estinzione processo tributario: il D.L. 119/2018
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione di una società contribuente alla definizione agevolata delle controversie prevista dal D.L. 119/2018. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine del 31 dicembre 2020, il procedimento si è estinto per legge, con spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Prescrizione tributi: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un agente della riscossione, confermando la decisione dei giudici di merito sulla prescrizione di diverse cartelle di pagamento. La sentenza ribadisce i diversi termini di prescrizione tributi (quinquennale per contributi SSN, decennale per IRPEF) e sottolinea l'inammissibilità di eccezioni, come la sospensione della prescrizione, sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Estinzione processo tributario: il caso del decreto
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario a seguito della richiesta di definizione agevolata da parte del contribuente. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza per la trattazione della causa entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, come previsto dalla normativa specifica (d.l. n. 119/2018), il processo si è estinto per inattività. Le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Notifica telematica: valida anche in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica telematica di un atto di appello in un processo tributario è pienamente valida, anche se il giudizio di primo grado si era svolto con modalità tradizionali cartacee. La sentenza impugnata, che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Amministrazione Finanziaria per questo motivo, è stata cassata. La Suprema Corte ha chiarito che, nel periodo di transizione verso il processo telematico obbligatorio, la scelta della modalità digitale era una facoltà esercitabile in ogni grado di giudizio, indipendentemente dalla scelta della controparte o dalla modalità usata in precedenza.
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Imposta di registro sentenza: fissa o proporzionale?
La Corte di Cassazione ha stabilito il corretto trattamento fiscale per l'imposta di registro su una sentenza. Quando un provvedimento giudiziario dichiara la nullità di un testamento e, di conseguenza, ordina la restituzione dei beni agli eredi legittimi, si applica un'unica imposta di registro in misura fissa. Le condanne al pagamento non sono considerate atti autonomi soggetti a imposta proporzionale, poiché sono funzionalmente collegate alla dichiarazione di nullità. Resta invece tassata separatamente la successiva divisione giudiziale dell'eredità.
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Termine dilatorio: nullo l’avviso senza 60 giorni
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un avviso di accertamento notificato senza rispettare il termine dilatorio di 60 giorni dalla consegna del verbale di constatazione. La Corte ha ribadito che questa violazione procedurale comporta una nullità insanabile dell'atto impositivo e che la imminente scadenza dei termini di accertamento non costituisce una valida ragione d'urgenza per derogare a tale garanzia del contribuente.
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Base imponibile IVA: esclusa accisa non rivalsa
Una società che commercializza liquidi per sigarette elettroniche ha contestato un avviso di accertamento IVA. L'amministrazione finanziaria aveva incluso nella base imponibile un'imposta di consumo che l'azienda non aveva addebitato ai propri clienti. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo un principio fondamentale: affinché un'accisa rientri nella base imponibile IVA, deve essere stata effettivamente oggetto di rivalsa sul consumatore finale. Poiché l'imposta non era stata riscossa dal cliente, non poteva essere considerata parte del corrispettivo e quindi non doveva essere assoggettata a IVA. La sentenza è stata annullata con rinvio al giudice di merito.
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Giurisdizione iscrizione ipotecaria: chi decide?
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di iscrizione ipotecaria basata su debiti sia tributari che previdenziali. La Corte ha stabilito un principio di "giurisdizione frazionata": la competenza a decidere sull'impugnazione spetta al giudice tributario per i crediti fiscali e al giudice ordinario per quelli previdenziali. Inoltre, ha chiarito che la prescrizione per i tributi erariali come l'IRPEF è decennale. L'ordinanza ha anche dichiarato la cessazione della materia del contendere per i debiti inferiori a 1.000 euro, annullati per legge.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario relativo a un accertamento IVA, a seguito dell'adesione di una società alla definizione agevolata prevista dalla legge 119/2018. Poiché l'Amministrazione Finanziaria non ha notificato alcun provvedimento di diniego nei termini, il processo si è automaticamente estinto, con cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: sì per il cessionario d’azienda
Una società, dopo aver acquisito un'azienda, ha ricevuto cartelle di pagamento per debiti fiscali della precedente gestione. Inizialmente, la richiesta di definizione agevolata della lite è stata negata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la controversia era ammissibile alla definizione agevolata. La motivazione chiave è che la cartella di pagamento, essendo il primo e unico atto con cui il debito veniva comunicato alla nuova società, non era un mero atto di riscossione ma un vero e proprio atto impositivo. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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